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Un solo distributore di giornali, 270 edicole, chiusure, crollo vendite. Poco o nulla si scrive

La lettera – segnalazione di un esercente alassino (‘Ho un bar, non mi forniscono più i quotidiani da vendere….) apre la finestra su un mondo di cui poco o nulla si viene a sapere, così come del resto accade nella vita delle redazioni locali. Ci occupiamo, è bene dirlo, della Provincia di Savona dove i lettori non hanno mai saputo, da fonte diretta, cosa è cambiato e cosa ha significato la fusione La Stampa – Il Secolo XIX da sempre in ‘sana’ concorrenza sulle notizie e sulla completezza d’informazione. E dal prossimo anno, cosa muterà ancora, con la concentrazione tra la società Itedi (Agnelli, Elkann, Perrone) e il Gruppo Espresso – Repubblica. In Provincia di Savona le edicole sono 270 (oltre alle estive), 4-5 chiudono ogni anno. I distributori di giornali e riviste da 4 sono scesi a 1. Hanno cessato o riconvertito Consavella, Panizza, Mantovani. Quest’ultimo è confluito nella Regis Eugenio Sas e C. con sede a Vado Ligure, 4 generazioni e rimasta unica operante.  

Aprire questa edicola, vicino alla stazione ferroviaria di Albenga, fu un’impresa epica per il suo primo edicolante, Esposito Renato. Fu il primo fotografo dell’ufficio di corrispondenza del Secolo XIX quando inaugurò la ‘pagina di Albenga e Riviera’. Dopo il compianto Esposito e famigliari, altre due gestioni, fino alla trasformazione in panetteria, ma senza successo e ora nuova chiusura

“Spettabile trucioli.it.  ”La ditta Regis, distributore di quotidiani in Liguria , più o meno da Varazze ad Andora, con una telefonata “liquida” le attività commerciali non edicole (esempio bar ecc.) informandoli che non portano un profitto adeguato al lavoro che causano. Da un giorno all’altro, senza una lettera che spiega per iscritto i motivi o che da una data quando la consegna dovrebbe cessare, semplicemente non consegnano più. Alle piccole proteste di un trattamento così “ingrato” è stato suggerito di vendere qualcos’altro per guadagnare, senza la minima considerazione per chi non ci guadagna, ma da un servizio ai propri clienti, magari da 20 anni e che si trova in imbarazzo di fronte ai propri clienti non avendo nemmeno avuto il tempo per preparare un avviso adeguato. Questi geni dell’economia forse non hanno ancora capito che questo sistema potrebbe fare entrare in tasca loro due soldi in più, di certo non crea lavoro e non aiuta l’economia del paese. Ma, si sa, che il nuovo sistema è questo, ovunque, ed è veramente deludente da ogni lato immaginabile”.

email firmata da un esercente di Alassio

Abbiamo chiesto proprio alla ditta Regis, tirato in ballo, non una ‘raccomandazione’ a favore di un esercente, non è nei nostri compiti – doveri, piuttosto di dare un’informazione, chiarendo per i lettori come è cambiato e sta cambiando il ‘mondo delle edicole’ che, a loro volta, sono iscritte ad un sindacato di categoria.

Fulvio Lenzi, col fratello Paolo –  avi di origini toscane e poi cerialesi – sono soci operativi della società “Regis Eugenio Sas e C….”. Eugenio, classe 1940, si è ritirato ed ha lasciato ai nipoti di mandare avanti quella che è rimasta l’unica azienda della provincia distributore di giornali. “Siamo tra i distributori – spiega Fulvio Lenzi, premette di non essere interessato a polemizzare, ma vuole esprimere dati di fatto oggettivi ed obiettivi –  che perseguiamo  la tutela delle edicole, la loro sopravvivenza, ma anche i criteri basilari che i conti, a fine anno, devono quadrare, fare utili. Non si può condurre un’attività quando si è in perdita, logica di mercato che vale per tutti e sta investendo soprattutto il nostro settore. La crisi di quotidiani e periodici, l’era galoppante di internet, della comunicazione on line. In effetti ultimamente ci siamo trovati di fronte un caso ad Alassio, riguardante un bar.  Non credo di rivelare segreti e far presente che in una settimana, dall’esercente in questione, si incassa 70 euro, con un utile di 6 euro per noi, 10 euro per lui, poco più di un euro al giorno. Noi dobbiamo sostenere delle spese, costi vivi, quali consegna, ritiro resi, contabilità. Si parla di margini del 20 e del 5 per cento, con Irpef da detrarre. In casi analoghi o l’esercente ci viene incontro, oppure rinuncia ai giornali. Tra l’altro, non si può ignorare  che si danneggiano obiettivamente le edicole vicine già alle prese con la crisi, ovvero vendono sempre meno. Il bar spesso tiene i giornali e la fa anche per attirare clienti, prendono il caffè e leggono gratis.  Ormai è un’abitudine per la stragrande maggioranza dei pubblici esercizi, Vai al bar e con una spesa minima puoi leggere il giornale.”.

Tra le problematiche che un distributore di giornali deve affrontare ci sono i costi, altalenanti, del carburante che in Italia resta pur sempre elevato rispetto ad altri paesi; ci sono i costi del personale, del lavoro notturno. Come non bastasse, c’è la realtà di servire  l’entroterra, si pensi a cosa rappresenta la Valbormida. Ci sono realtà, anche in province confinanti, dove i pochi abitanti sono rimasti privi di un negozio e di conseguenza non arrivano i quotidiani. Ne consegue che se un bar di città si trasforma anche in edicola, magari con vendite limitate, la decide per dare un servizio in più alla clientela. “Ed allora – conclude Fulvio Lenzi –  è il caso in cui il servizio si deve pagare. Succede del resto quando l’esercente offre Sky Tv, con un costo tre volte superiore. Vuole offrire i giornali ? Libero, liberissimo, si accolli la spesa”.

Quando, negli anni ’70, c’era il boom delle vendite di quotidiani, settimanali, periodi, con record storici di copie, negli annunci commerciali del Secolo XIX, in particolare la domenica, era facile leggere molte decine di ‘vendesi, affittasi edicola’. In centro, in periferia, nei paesi. Prezzi per ogni tasca, fino a centinaia di migliaia di lire, ovvero milioni.  Una rendita sicura, garantita dal numero delle copie che il distributore poteva certificare. Il nero in questo settore è raro. C’era quasi una corsa a sistemare il figlio, la moglie, una coppia di pensionati. Un affare sicuro, seppure col fastidio di alzarsi all’alba. Chi comprava un’edicola, convinto di investire nel sicuro, mai più immaginava il cambio dello scenario, il crollo di vendite, di incassi e di conseguenza del valore commerciale e questo nonostante non sia stata varata in toto la riforma che liberalizza in toto il settore. Cosi non è difficile scoprire che anche edicole in centro, con una gloriosa attività, che hanno fatto la fortuna di famiglie, hanno chiuso, sono state trasformate. E chi resiste, occupa punti strategici, di forte passaggio, altri beneficiano dell’andamento turistico, estivo soprattutto. Nonostante si debba tener conto delle edicole stagionali, in riva al mare. E ancora, il crollo del turismo straniero, soprattutto dai Paesi del centro e Nord Europa, tedesco in particolare, ha inferto un altro colpo nella crisi delle vendite dei quotidiani. In provincia di Savona si arriva a punte di 10 mila copie di quotidiani (non italiani) venduti in edicola.

La provincia di Savona era caratterizzata dalla presenza di due distributori a Savona (Varazze – Noli e Val Bormida), due a Loano, uno ad Albenga, uno ad Alassio. Ancora negli anni ’90 e fino a alla fine del secolo scorso erano in attività (tra Loano e Toirano) i distributori Panizza, Consavella, Mantovani. E’ rimasto solo l’azienda Regis che ha assorbito Mantovani. Gli altri hanno finito per diversificare. Non da ultimo le epiche lotte che si vivevano per aprire una nuova edicola, tra commissioni comunali, provinciali, sindacati della categoria. Avere una licenza era vincere un terno al lotto. Oggi mandare avanti l’edicola è una scommessa, un sacrificio senza orari, non è più un investimento in senso sicuro e reddizio. Spesso una sfida, un’alternativa a chi non trova un lavoro. Una lotta con gli orari lunghi, i festivi pomeridiani e aver la fortuna di non finire nella morsa del caro affitti. Ci sono studiosi che prevedono, non nell’immediato futuro, un ritorno all’interesse della carta stampata quale strumento di informazione. Dunque ora si sarebbe quasi toccato il fondo del barile, della crisi. Sarà davvero così ? Che dire del resto della ristrutturazione – definiamola così – del sistema editoriale, le concentrazioni, i drastici tagli nelle redazioni, la scomparsa dei tipografi e delle tipografie.  Migliaia di posti di lavoro persi tra giornalisti e personale delle tipografie. C’erano persino gli ispettori alle vendite impegnati a conoscere e controllare l’andamento, suggerire potenziamenti, sempre in corsa con la concorrenza. (L. Cor.)

LEGGI UN ARTICOLO DELLA RIVISTA AZIENDA EDICOLA 2007- 2008, BIMESTRALE PER RIVENDITORI DI GIORNALI

SAVONA: il lavoro quotidiano è migliorato

Risale al 2006 la prima volta in cui si è parlato concretamente, a Savona, dell’opportunità offerta dal collegamento informatico tra il distributore locale e i suoi rivenditori; un progetto che è, però, diventato operativo solamente con le prime attivazioni effettuate lo scorso mese di agosto. E per portare avanti il progetto nel centro ligure, come ricorderete (vedi Azienda Edicola n. 5 – pag. 52) c’è stata, nei mesi scorsi un’ulteriore presentazione organizzata dallo Snag, con la collaborazione della Confcommercio.

Ovviamente, fondamentale la volontà da sempre dimostrata dai titolari dell’agenzia Regis Eugenio che ora ci raccontano:

“Il primo edicolante è partito con l’utilizzo del programma la scorsa estate” ci spiega Fulvio Lenzi che, con il fratello Fabio e lo zio Eugenio Regis, è socio dell’agenzia distributiva con sede a Vado Ligure. “Attualmente abbiamo già una ventina di edicole attive e, nelle prossime settimane, dovremmo arrivare a quota 25”. Il distributore savonese opera sulla riviera ligure da Varazze a Varigotti, serve la Val Bormida e l’entroterra del Sassellese. “Per ora gli edicolanti che lavorano con INFORIV rappresentano un numero ridotto rispetto alle 180 rivendite da noi fornite – sottolinea Fulvio Lenzi – Incominciamo, però, a ricevere almeno dati attendibili dai rivenditori che ci possono aiutare, anche se parzialmente, nella distribuzione. Per alcune pubblicazioni, con più uscite successive come le raccolte, possiamo conoscere in tempo reale la situazione delle giacenze e del venduto nelle edicole collegate. Un dato che ci serve, poi, per programmare la distribuzione dei numeri successivi: sappiamo dove e quante copie necessitano dei numeri due, tre, ecc… e dove, invece, non ci sono stati acquisti e, presumibilmente, sarà la stessa cosa anche per le uscite seguenti. Con un numero maggiore di rivendite informatizzate potremo, di sicuro, fare questo discorso su più larga scala. Le potenzialità per crescere, nella nostra zona, ci sono e anche l’interesse, soprattutto tra i più giovani, tra i rivenditori che sanno usare il computer o che vogliono imparare a farlo”.

I rivenditori

Il primo edicolante di Savona a essere attivato dal DL è stato Marco Pattarone.

“Faccio questo lavoro da tredici anni e, da agosto, con INFORIV ho visto come i miei tempi operativi siano cambiati – spiega il titolare di un’Edicolè nel centro ligure – È aumentato quello dedicato alle vendite perché bisogna leggere i codici a barre delle pubblicazioni che il cliente acquista. Il vantaggio lo si riscontra, però, successivamente: non ci sono più errori nei conti, si hanno sempre sott’occhio le giacenze, si sa che cosa è ancora presente nella propria rivendita e cosa deve essere messo in resa”.

Ci sono poi i casi particolari a cui ogni edicolante deve, comunque, fare attenzione.

“Alcuni settimanali di programmi televisivi hanno codici regionalizzati perché hanno la parte dedicata alle tivù private locali diversa, per esempio tra Liguria e Lombardia. INFORIV in questi casi dà solo il codice nazionale che deve essere riaggiornato dal singolo edicolante”.

Marco Pattarone ha avuto modo di toccare con mano anche l’interesse dei colleghi per l’informatizzazione, perché si è occupato dell’installazione dei programmi ad altri rivenditori.

“Solitamente dedico un paio d’ore a quest’iniziazione delle rivendite: dopo l’installazione seguo l’edicolante nei suoi primi passi, aiutandolo a capire come usare INFORIV – racconta – il grado di apprendimento varia, ovviamente chi è già abituato a usare il computer fa prima, gli altri ci impiegano un po’ di più, ma con il tempo tutti riescono a utilizzarlo migliorando la gestione del proprio punto vendita”.

Tra le edicole informatizzate di Savona c’è anche quella di Clementina Aschero.

“Da settembre lavoriamo con INFORIV – spiega una rivenditrice ligure – e tra gli aspetti positivi, che ho apprezzato, il primo è stato quello della velocizzazione nelle rese. Ora ho una contabilità corretta dei giornali presenti in edicola e, conseguentemente, anche economica; oltre a non dover fare i conti manualmente, sulla bolla non ci sono più controversie con il DL. L’aspetto negativo, che però non dipende dal distributore, è che gli editori spesso stampano male i codici e la pistola laser fatica a leggerli per cui bisogna insistere per poterli identificare”.

Sono oltre una ventina gli edicolanti di questa zona della Liguria già collegati con INFORIV all’agenzia Regis. E i risultati già si notano.

La piazza di Savona apprezza, dunque, i primi risultati ottenuti con INFORIV: ora il cammino deve portare a una crescita ulteriore per avere poi, dal DL un servizio personalizzato sempre più puntuale grazie ai dati immediatamente visibili on-line.

 

 

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