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A Savona dove lo sport non è di tutti!

LO SPORT E’ DI TUTTI. A Savona, questo affascinante spot “molto” ricorrente sugli schermi RAI, purtroppo non è realistico. In verità si tratta di un obiettivo da raggiungere per garantire soprattuto ai giovani, l’attuazione di un diritto fondamentale per la loro crescita psico fisica ottimale. Clamoroso e significativo il caso del centro sportivo di Via delle Trincee con la pista di pattinaggio a rotelle. Costo: 3 euro all’ora.

Infatti, l’attuale modello organizzativo delle attività sportive di ogni genere, punta in prevalenza alla formazione agonistica di pochi, piuttosto che a garantire la più ampia partecipazione sociale allo sport, anche a tutti i giovani meno dotati.

Fino a pochi decenni fa, oltre a quella minimale scolastica, la pratica sportiva ai diversi livelli era più libera e diffusa, a partire dall’utilizzo degli spazi cittadini liberi, cortili, giardini, strade, oltre agli oratori di ogni quartiere, società dopolavoro e infine nelle struttture delle società dilettantistiche e professionistiche.

Oggi sono molto diminuite le attività degli oratori, gli spazi cittadini non sono più praticabili causa i più disparati divieti, sebbene siano aumentati i parchi- giochi, mentre le società sportive che gestiscono la gran parte delle strutture per lo sport, effettuano una selezione esclusiva dei giovani più dotati, occupandosi marginalmente dei meno bravi.

Purtroppo è finito il tempo dell’attività sportiva libera, spontanea, non organizzata e a costo zero per tutti.

Oggi le società fanno attività organizzata, a un certo costo e selettiva, mentre gestiscono in modo esclusivo le strutture comunali diponibili loro affidate in gestione.

Esemplare è il caso del centro sportivo di via Trincee dove la pista di Pattinaggio a rotelle, da sempre accessibile a tutti, ma che ora dopo la costruzione della pregevole struttura coperta, è gestita da una società sportiva con le conseguenti limitazioni al pubblico, solo due pomeriggi la settimana, e al costo di 3 euro all’ora.

Quindi occorre una norma amministrativa Comunale per promuovere il recupero delle possibilità perdute per la pratica dello sport sociale: incentivi aggiuntivi solo per le società che off rono iniziative di sostegno ed educazione sociale aperte a tutti, parallele a quelle istituzionali agonistiche.

Ad esempio, sia per sostenere i più bravi che vogliono fare sport agonistico e studiare (aiuti scolastici), sia per lo sport ludico per tutti (aprire le strutture e proporre gli istruttori e gli eventi popolari come i”tornei” amichevoli di ogni specialità).

Esempi virtuosi del passato furono proposti dalle società professionistiche che si occupavano dei ragazzi selezionati, ospitandoli in convitti e seguendoli nel percorso scolastico, mentre in parallelo li formavano come atleti nella loro strutture sportive, facendone spesso dei campioni.

Nel nostro caso invece, si tratta di formare dei cittadini sani e maturi offrendo a tutti la possibilità di praticare lo sport, elevando il livello della qualità della vita.

Alcuni tentativi in questa direzione sono proposti in città, ma senza un minimo di sostegno pubblico, non sembrano destinati al successo che meriterebbero. Affinchè Savona possa meritarsi la qualifica di smart city, di cui talvolta si parla, occorre ottimizzare anche la vivibilità e la qualità delle opportunità sociali. Dunque probabilmente lo spot migliore da proporre in città sarebbe:

L’arch. Giovanni Maina, già presidente ligure di Italia Nostra

VOGLIAMO LO SPORT PER TUTTI PER CRESCERE I GIOVANI IN SALUTE E TENERLI LONTANO DALLA DIPENDENZA DELLE SOSTANZE E DAI GIOCHI D’AZZARDO.

 Giovanni Maina

 


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