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Un solo ente Parco Alpi Marittime ingloba il ‘Marguareis’. E scoop di ‘eroe per un giorno’

Senza clamori il Parco del Marguareis si è sciolto ed è stato inglobato, come le altre aree protette del cuneese, nel  Parco delle Alpi Marittime. Un solo ente, un unico consiglio di amministrazione di 6 componenti, di cui neo presidente, Paolo Salsotto, 60 anni (vedi….). Tra i membri Federico Lemut, 51 anni, originario di Genova, consigliere del Comune di Briga Alta, dipendente della Provincia di Cuneo, nipote del prof. Umberto Valente, professore ordinario di chirurgia generale nonché fondatore e direttore del centro trapianti di San Martino, ora in pensione. Intanto sulle pagine nazionali de La Stampa- Il Secolo XIX, un articolo dedicato all’eroe (per un giorno) ex sindaco di Briga Alta. Purtroppo il giornalista ha ‘dimenticato’ qualcosetta.

Il nuovo consiglio del Parco Alpi Marittime

L’atto ufficiale di riunificazione dei parchi della Provincia di Cuneo, reca la data del 18 marzo scorso e la prima deliberazione ufficiale indica la nomina degli organi dell’ente.  La prese d’atto che  nella sala riunioni  della sede unica amministrativa del Parco in Valdieri, si è proceduto alla convocazione dei  componenti il consiglio. Presenti Paolo Salsotto, presidente; i consiglieri: Ivano Di Giambattista, Roberto Gosso, Federico Lemut, Franco Parola e Andreino Ponzo. L’indennità di carica del presidente è pari ad un sesto di quanto percepiscono i consiglieri regionali del Piemonte (5 mila euro), oltre alle spese di trasferta per la partecipazione alle sedute del consiglio.  L’incarico di direttore facente funzioni è stato assegnato a Giuseppe Canavese; altro funzionario di vertice, già direttore, Patrizia Grosso, Luciana Baretto è la responsabile del Settore Bilancio.

Paolo Salsotto neo presidente era in carica nel Parco del Marguareis

LA CARTA DI IDENTITA’ DEL NUOVO PARCO DELLA PROVINCIA DI CUNEO (VAL PESIO E ALTO TANARO)

TERRITORIO

• 28.000 ettari di territorio alpino che il Parco delle Alpi Marittime protegge e valorizza.

• 33.000 ettari compresi nel sito Natura 2000 SIC/ZPS IT1160056 Alpi Marittime.

• 3 valli interessate dal Parco: Gesso, Vermenagna e Stura.

• 5 Comuni il cui territorio rientra in parte nell’area protetta: Aisone, Entracque, Valdieri, Vernante, Roaschia.

• 35 chilometri di confine in comune con il Parc national du Mercantour.

AMBIENTE E PAESAGGIO

• 24 vette superiori ai 3000 metri; tutte veri balconi panoramici sul Mediterraneo.

• 7 ghiacciai, i più meridionali delle Alpi.

• 80 laghi di origine glaciale e 3 artificiali, con superficie compresa tra pochi metri quadri e diversi ettari.

• 49% del Parco è occupato da rocce, pietraie e ghiacciai.

• 23% è la superficie ricoperta dai boschi.

• 17% del territorio è costituito da prati e pascoli.

L’Ente di gestione Parco Naturale delle Alpi Marittime, istituito con Legge Regionale 29 giugno 2009, n. 19 e s.m.i. (“Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità”) è ente strumentale della Regione Piemonte dotato di personalità giuridica di diritto pubblico.

L’Ente ha competenza gestionale, secondo quanto stabilito dall’articolo 12 della L.R. 19/2009 e s.m.i., sul territorio delle seguenti aree protette:

- Parco Naturale delle Alpi Marittime;

- Riserva Naturale delle Grotte del Bandito;

- Riserva Naturale di Rocca San Giovanni-Saben.

L’Ente ha inoltre competenza gestionale sul Sito di Importanza Comunitaria, Zona a protezione Speciale IT 1160056 Alpi Marittime, competenza delegata con DGR 36-13220 delll’8 febbraio 2010.

Nell’ambito ed a completamento dei principi generali indicati nell’ articolo 1 della L.R. 12/1990, le finalità dell’istituzione del Parco naturale delle Alpi Marittime sono le seguenti:

- tutelare e conservare le caratteristiche naturali, ambientali, paesaggistiche del territorio del Parco, anche in funzione dell’uso sociale di tali valori;

- promuovere ed organizzare il territorio per la fruizione a fini didattici, culturali, scientifici e ricreativi;

- garantire la salvaguardia e la tutela dei beni immobili presenti sul territorio;

- promuovere e valorizzare le attività agro-silvo-pastorali;

- migliorare le condizioni economiche e sociali delle popolazioni residenti, promuovendo la qualificazione delle condizioni di vita e di lavoro. In considerazione dell’esistenza di centri abitati all’interno delle aree protette, favorire la sperimentazione di attività economiche compatibili con l’ambiente e commisurate alle esigenze delle aree montane;

- tutelare e valorizzare le specie faunistiche e floristiche presenti sul territorio.

IL SINDACO EROE DI BRIGA ALTA

ARTICOLO PUBBLICATO DA LA STAMPA A FIRMA DI PAOLO SCOLA

BRIGA ALTA (CN)- Fa pensare all’«ultimo dei Mohicani». Tenace presidio del «suo» territorio. Per mantenere viva quella manciata di case di pietra dove lui è arrivato all’inizio degli Anni ’70, si è innamorato, sposato e ha deciso di restare. Grazie a Mario Zintilini, 65 anni, cantoniere della Provincia in pensione, la piccola Upega non è morta. Lui è presidente della Pro loco, tuttofare, sagrestano e, quando ce n’è stato bisogno, ha accettato di fare il sindaco del paese.

Un paese particolare: Briga Alta. Nato dopo il trattato del 1947 che l’ha diviso da Briga Marittima (francese), è il Comune più a Sud del Piemonte. Non è un unico centro, ma l’insieme delle frazioni Piaggia (dove si trova il municipio), Carnino e Upega.

Per raggiungere in auto Piaggia dalle altre due borgate bisogna attraversare per vari km il territorio ligure. Oggi l’intera Briga Alta ha 38 residenti e la più bassa densità in Italia: 0,7 abitanti per km quadrato. A 56 km da Ceva, se la neve non costringe a lunghe deviazioni.

È faticoso abitare lassù, dove le case dai tetti di pietra sembrano «aggrappate» al fianco della montagna. Dove spesso la messa di Pasqua si celebra a Pasquetta, perché il prete deve salire dalla diocesi di Ventimiglia. Eppure Mario Zintilini non ha mai pensato di andare via da Upega, dove da 40 anni è punto di riferimento per la «micro comunità».

Nel ’73, giovane operaio di una società torinese, viene mandato fra le montagne brigasche. Arriva da Capo di Ponte, capitale delle incisioni rupestri nel Bresciano, e le rocce dove nasce il Tanaro non lo impressionano. «Abbiamo portato le linee elettriche lassù – racconta -. Ho conosciuto mia moglie, ci siamo sposati. E qui sono nati i nostri tre ragazzi». Nel ’78 Zintilini entra a lavorare alla Provincia di Cuneo («Più lontana di quella di Imperia») come cantoniere e lo fa per 28 anni. Diventa presidente della Pro loco di Upega e lo è tuttora, a parte le parentesi in cui (nel 2001-2006 e 2009-2014) è chiamato a fare il sindaco di Briga Alta. Nel 2006, per un voto (22 a 21), è sconfitto da Guido Lanteri.

Nella borgata fa pure il sagrestano, da sempre. «Con mia moglie ci prendiamo cura della chiesa e servo messa – spiega -. D’estate c’è il prete, ma d’inverno la apro comunque tutte le domeniche». Non solo: «Nella piazzetta ho fatto le fioriere e la fontana in pietra. In primavera potiamo le piante».

La famiglia aveva un negozietto, poi chiuso, ma ora a Upega alcuni «ragazzi coraggiosi» hanno aperto una locanda. Zintilini: «D’inverno in borgata ci siamo solo noi, ma nel fine settimana salgono in tanti». Due volte la settimana va a Ormea e, se occorre, fa le commissioni per chi ha bisogno. Le idee non gli mancano: «Ricostruimmo il tetto al vecchio mulino, la nostra saletta riunioni prima dell’attuale struttura, di cui ho fatto la copertura in legno. Come Pro loco vogliamo farne una mini biblioteca, visto che ci regaleranno libri. E vogliamo riproporre il “mangiare brigasco” per i turisti».

«La presenza di Mario è incommensurabile – dice Federico Lemut, consigliere comunale di Briga Alta -: se cerchi di abbracciarlo non riesci, perché è un “omone”, ma lui ha saputo abbracciare il territorio. Qualche esempio? Ha sfasciato tre auto per aiutare compaesani: una volta portando a valle in ospedale alcune persone intossicate dai funghi, l’altra tornando dalla visita all’anziano parroco malato. Un’altra, infine, rientrando da una riunione, urtato da un cinghiale. Nelle scorse settimane ha fatto il porta a porta per sollecitare ad aderire alla sottoscrizione con cui installare finalmente il ripetitore dei cellulari. E da cantoniere curava la provinciale 154 come fosse casa sua». Marco Botto, che in Provincia è stato assessore ai Lavori pubblici: «Mario? Con lo stipendio da cantoniere ha fatto vivere il paese».

ARTICOLO DEL SECOLO XIX DI SABATO 2 APRILE

Il giornalista Paolo Scola, cuneese, ha scritto con la mente e col cuore. A proposito dell’eroe per un giorno Mario Zintilini quando era sindaco, da cronisti, è difficile ricordare soltanto aspetti positivi, descrivere e raccontare ciò che si ascolta a senso unico. Suona a distesa una sola campana. Non si può ignorare i meriti di un cittadino, dell’ex primo cittadino,  senonchè qualche problema alla comunità, secondo quanto pubblicato da trucioli.it (in precedenza trucioli savonesi), ha fatto ‘chiasso’ anche nel più piccolo comune cuneese, che con 38 residenti si era distinto per la presentazione di ben tre liste elettorali, proprio nell’era Zintilini, sostenuto dalla sinistra, in particolare dal  Pds – Pd che aveva come principali interlocutori due cognomi, Ferraris (Comunità Montana e Comune di Ormea). Nulla di male, ma è difficile ignorare, dimenticare che Briga Alta si è ‘privata’ anche dell’ultimo bar, con negozio di alimentari, che era gestito da una pur sempre giovane consigliere comunale – vice sindaco, entrata in conflitto proprio col suo sindaco. Non solo si è dimessa, ha chiuso il locale ed ha chiesto invano che almeno l’attrezzatura dell’esercizio pubblico (in gran parte nuova) fosse acquistata dal Comune e magari messa a disposizione della Pro Loco.

Era nato un dissidio personale tale (vedi articolo……) che Tiziana Sabato ha trasferito abitazione e residenza a Pieve di Teco.  Piaggia ha perso un punto di riferimento, un servizio, non solo per i residenti annuali, ma per la comunità di proprietari di seconde case soprattutto nei mesi estivi.  Inutile rimarcare che in ogni caso è preferibile il dialogo, la collaborazione, il confronto piuttosto che lo scontro con macerie di cui ne pagano le conseguenze il paese e gli incolpevoli, impotenti.

Zintilini persona rude, a volte scontante, pur sempre legata da un profondo amore e spirito di servizio per Upega. Dove tuttavia è difficile ignorare la fine di una causa tra Comune e un privato cittadino, non residente. Il finale del contenzioso civile davanti alla giustizia è costato alle casse comunali qualcosa come 30 mila euro (spese legali incluse). In ballo c’era la proprietà di un terreno comunale  (non demaniale) su cui il villeggiante di Upega vantava una servitù. Non si è voluto arrivare ad un compromesso bonario, si è aspettato fino al giudizio di appello. In un primo tempo favorevole al Comune (primo grado), ma in secondo grado, a Torino, contrario. Ovvero è stato riconosciuto il diritto all’usucapione che scatta sia tra privati, sia tra privato e Comune, non trattandosi di bene demaniale dello Stato. Anche in questo caso, non proprio acqua e sapone, per il bilancio comunale è stata una mazzata.  La fermezza, la determinazione di una sindaco sono utili purchè si tenga conto degli interessi generali, del pro e del contro.

Zintilini ammirevole per l’impegno, lascia alle sue spalle più di una ferita. E non solo culinaria, si direbbe. Per lui le orecchiette Barilla condite con panna e porri, sostituiscono benissimo i “sùgéli” casalinghi, simbolo dell’Alta Valle Arroscia, cugina dell’Alta Val Tanaro.  E per fortuna che a Briga Alta non si è ripetuta la ‘storiella’ di Ormea dove in cronaca nazionale era stato sbandierata una colletta per acquistare l’albergo ristorante dell’Olmo, con tanto di nomi e cognomi dei protagonisti. Motivo di quella che veniva definita ‘mobilitazione’ ? Evitare che la prefettura di Cuneo ed il Comune di Ormea si mettessero d’accordo, col titolare dell’esercizio alberghiero (fratello e sorella) disposto ad ospitare i migranti pur di far quadre il magro bilancio annuale.  Come è andata a finire ? La provocazione della colletta ed acquisto collettivo erano una bufala giornalistica. Gli immigrati sono stati ospitati nell’ex casa di riposo, dopo che si era provveduto ad una superficiale messa in ripristino. Anche allora il bravo Paolo Scola si era esibito in uno scoop. Pubblicità gratuita, bufale ed esagerazioni a parte, Parlatene bene, parlatene male, purchè ne parliate.

 

 

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