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La pista ciclabile di Ceriale: né per pedoni, né per ciclisti a 2 anni dall’inchiesta e 6 indagati

Un’opera pubblica finanziata dalla Regione con 350 mila €, due anni fa la notizia dell’inchiesta della Procura (6 indagati) per presunta frode in pubblica fornitura, falso, abuso edilizio. Nessuno reclama ‘giustizia’ ? Al di là del risvolto penale,  ai cittadini interessa sapere cosa vuole fare l’Amministrazione comunale per uscire dell’impasse. Una situazione grottesca, un danno alla comunità che si trova senza un marciapiede o pista ciclabile a norma di legge e soprattutto sicurezza. Quale soluzione. Il rimedio è tacere e dimenticare ? (Vedi….)

Via Pineo, a ponente, corre lungo la ferrovia ed il mare. La pista ciclabile al centro dell’inchiesta aperta due anni fa. Il percorso non è a norme per i ciclisti e neppure per i pedoni

Era luglio 2014 quando gli organi di informazione locale scrivevano che in seguito ad un’indagine avviata dalla polizia municipale la Procura della Repubblica aveva iscritto sul registro degli indagati sei persone. Venivano riportati i nomi di Natalia Ardoino architetto di San Lorenzo al Mare, dell’arch. Luca Spada (T.P.O. Area Tecnica), i contitolari dell’impresa Mario Gallo, Adriano Gallo e Valentina Maritano, Paola Fois esecutori dei lavori. La pratica risale  al 28 febbraio 2012 con una determina sui lavori di riqualificazione, con realizzazione di pista ciclabile, lungo via Pineo, secondo stralcio funzionale ed un impegno di spesa per la progettazione esecutiva: 15 mila 226 euro. In realtà la prosecuzione al progetto di “miglioramento di mobilità volta a garantire –  é scritto nella determina –  a tutte le utenze  il diritto all’accessibilità urbana già iniziato con la realizzazione del primo lotto approvato  con delibera della giunta comunale dell’11 novembre 2008.”. Da qui la necessità del  procedere all’esecuzione del nuovo lotto dei lavori, incaricando l’architetto Ardoino “anche in relazione  alla conoscenza dei luoghi e della tipologia di intervento in quanto la professionista è già stata incaricata della progettazione del primo lotto degli interventi di riqualificazione di Via Pineo”.

Nel giugno del 2014 l’allora consigliere comunale ing. Simone Fresia, riportavano i media, aveva dato l’allarme. “Mercoledi 28 maggio ero in bicicletta all’altezza del Minisport, ma sul saliscendi  ho trovato un gradino che mi ha causato una caduta con varie escoriazioni, per fortuna avevo il caschetto, poichè ho battuto la testa. Mi sono reso conto  che in realtà tutti i saliscendi  hanno il gradino, inaspettato per un ciclista ed inoltre non permette ai disabili la salita. Una situazione pericolosa”.  Sempre stando all’ex pubblico amministratore – aveva anche le deleghe al demanio e alla polizia urbana, poi revocate dal sindaco Fazio – e a quanto riportava IVG.it, “l’opera pubblica aveva altre anomalie,  come il precoce  scrostamento delle pitture, una pavimentazione non idonea alle due ruote, una grave mancanza di armature, come si può notare nel tratto demolito da un incidente, all’altezza di via Muragne”. E concludeva: ” Mi riservo ulteriori azioni, ma al sindaco chiedo di rimediare subito a queste gravi problematiche, anche sospendendo i lavori, Per fare lavori malfatti e meglio non fare nulla”.

La Stampa, con all’allora corrispondente  Angelo Fresia, riportava che gli inquirenti si stavano chiedendo se il nuovo tracciato (secondo lotto appunto) sia una pista ciclabile oppure un semplice marciapiede. I vigili urbani avrebbero ravvisato difformità rispetto ai parametri previsti dal codice della strada.  Le pendenze di diverse rampe sarebbero superiori alle percentuali massime di legge, alcuni accessi resi impervi dalla presenza di gradini, mancava la segnaletica per vietare il transito ai pedoni e c’è il rischio di scontri tra biciclette e gli ospiti dei campeggi situati lungo il percorso. A queste conclusioni, rilevava l’articolo, bisognerebbe concludere che non si tratta di pista ciclabile, ma di un semplice marciapiede. ” In questo caso – si chiariva – l’amministrazione comunale dovrebbe rendere conto della modifica in corso d’opera alla Regione Liguria dalla quale ha ricevuto 350 mila euro di finanziamento per la pista ciclabile. I primi due lotti dell’intervento hanno permesso di coprire il tratto tra il rio Torsero e l’ex cantiere Sciallino. La terza ed ultima fase  prevedeva la prosecuzione dell’intervento fino ad Albenga, ma alla luce dell’indagine il progetto sembra arenarsi”.

Non solo si è fermato il prolungamento, si è creato uno stato di fatto mostruoso, persistente. C’è un’indagine aperta (Pm. Ubaldo Pelosi) , ci sono 900 metri di ‘pista ciclabile’ che non sono tali perchè, come detto, non a norma di legge. Non risponde neppure alle regole di sicurezza l’utilizzo quale marciapiede. Si aggiunga che il Comune ha pure proceduto all’esproprio di porzioni di terreno e demolizioni di muretti di cinta lungo il percorso.  Come andrà a finire difficile dirlo. Finora tutto tace, non è chiaro come affrontare una soluzione, rimediare ai danni, al presumibile spreco.

IL PARCHEGGIO CONTESTATO. LA ‘PIAZZA’ PROPRIETA’ PRIVATA E CON DIVIETO DI SOSTA

Sullo scorso numero di trucioli.it (vedi…..) abbiamo pubblicato una lettera aperta – manifesto  a firma dell’imprenditore Silvio Farinazzo e le contestazioni all’assessore Marinella Fasano a proposito di un’area contestata in uno dei quartieri di ponente di Ceriale.  Una trentina di parcheggi trasformati in casus belli. A farne le spese, soprattutto nella stagione estiva, sono i proprietari e gli inquilini del quartiere che si trova tra l’Aurelia e via Che Guevara, una zona da cui si accede anche alle spiagge. La ‘piazza’, ora preclusa, per anni è stata gestita dal Comune come area pubblica. A quanto pare i patti non sarebbero stati rispettati, come emerge pure da un causa al Tar ed il relativo responso in gran parte favorevole al privato.  C’è il nodo di spazi verdi e oneri di urbanizzazione. Farinazzo  ha messo in ‘vendita’ i posti auto. Mette quantomeno in imbarazzo la Fasano assessore, un presunto conflitto di interessi (amministratrice condominiale) da cui dovrebbe trarne le conseguenze. Non solo, resta da capire come la giunta comunale intenda uscire dal vicolo cieco, senza avviare altri contenziosi che potrebbero coinvolgere anche gli inquilini degli stabili. Tra malumori, spese legali, controversie giudiziarie. Mentre i cittadini leggono sulla strada i manifesti, scuotono la teste. Le brutte figure e polemiche, a Ceriale, non finiscono mai ?

I cartelli sulla piazza della discordia a Ceriale, contesa tra Silvio Farinazzo, l’amministrazione comunale, in mezzo i condomini  proprietari di alloggi infuriati

 

Ceriale, da piazza pubblica a parcheggio con tanto di proprietà privata e divieto di sosta, paletti e catenine per delimitare l’area

Silvio Farinazzo è passato dalle parole ai fatti. Ha messo in piaza, si suol dire, con tanto di manifesto, la cronistoria che vede contrapposta la sua famiglia al Comune di Ceriale e l’assessore Marinella Fasano finita nel mirino delle accuse

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