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Aquila d’Arroscia altro che fuochi d’artificio! Colletta del Comune per telecamere antifurto

Nelle città della Riviera i Comuni fanno ‘a gara’ ai fuochi d’artificio più spettacolari, alle manifestazioni mondane e sportive, a sostenere associazioni e gruppi musicali, disponendo di bilanci che non sono certo da fame. E ora il ‘Piano casa Scajola’ offrirà altre opportunità di sviluppo ed introiti da oneri di urbanizzazione, Tari. Lo scenario del nostro entroterra montano resta desolante. Qui la ‘cura cementizia ed immobiliare’ non attrae investitori, Prima c’è la costa, poi la prima collina, la ‘montagna povera’, sempre più abbandonata, può attendere, in barba agli annunci. Il caso di Aquila d’Arroscia descritto dal Secolo XIX – Imperia è eloquente, meriterebbe la prima pagina, l’arrivo delle televisioni. 

Tullio Cha il nuovo Sindaco di Aquila D’Arroscia, 52 anni, autista di autobus ad Albenga, già Consigliere Comunale, ex Assessore della Comunità Montana

Trucioli.it si è sempre fatto testimone (e ‘portavoce’) dell’esteso malessere, sottosviluppo, stato di abbandono, difficoltà finanziarie dei Comuni, dei sindaci montani. Non per organizzare uno spettacolo pirotecnico, finanziare questa o quella manifestazione, gruppo folkloristico o agonistico, mancano i soldi per far funzionare anche le esigenze primarie. L’entroterra, decantato come polmone di rilancio ed attrattiva,  compendio al mare, di fatto rimasto fanalino. Non sarebbe stato più logico prevedere e di conseguenza incentivare una ‘cura da cavallo’ consentendo che il ‘Piano casa’ targato Marco Scajola non baciasse ancora la costa -gruviera di seconde case, palazzoni, palazzine, ville agricole, ma fosse riservato alle aree depresse. Chiamiamola ‘Riviera Verde’ ha proposto invano il sindaco di Pieve di Teco, geom. Alessandro Alessandri, per distinguerla dalla Riviera delle Palme e Riviera dei Fiori, ricche ed opulente, seppure disastrate ed in parte reso meno appetibili al turismo internazionale dalla massiccia distruzione urbanistica, ambientale, qualità della vita, inquinamento. Creando uno spaventoso divario, nella qualità della vita stessa e dei servizi – infrastrutture viarie. Dal turismo di qualità degli anni 50-primi anni ’70, si è passati alle vacanze di massa, a centinaia di migliaia di ‘alloggi al mare’, in maggioranza monolocali e bilocali. Si è sfruttato all’inverosimile ogni centimetro quadrato. I Comuni hanno avuto in cambio oneri di urbanizzazione (cosa è migliorato ?), introiti milionari da ICI- IMU- Tasi, Tari, oltre a tasse locali di vario genere (suolo pubblico, passi carrabili. Un’industria immobiliare all’insegna del massimo profitto, senza tener conto delle esigenze del futuro, dell’evoluzione di un turismo che non sia mordi e fuggi, o ‘seconde case’ vuote 10 – 11 mesi all’anno.  Il diavolo affari- aree – cemento – politica – consenso elettorale attraverso la catena di interessi trasversali, hanno dissolto il tessuto industriale, agricolo, turistico, sociale. Da paradiso delle vacanze, la Riviera è stata trascinata nell’inferno degli affaristi, del vivere di egoismo da dio denaro, con la decapitazione dei valori che ci hanno tramandato i nostri avi. Tutto viene sacrificato al business che la società sforna ed esibisce, pubblicizza, coinvolgendo la stessa informazione di massa che spesso si trasforma in disinformazione immolata sull’altare di un falso benessere, falso sviluppo che sicuramente non portano prospettive di vero progresso e posti di lavoro alle future generazioni.

Aquila d’Arroscia dove un sindaco descrive cosa succede quando il Comune che amministra viene preso di mira dai ladri di rame. Le grondaie ed i pluviali in rame della sede del Municipio sono stati rubati. “Un duro colpo per le casse comunali – ha reso noto il primo cittadino, Tullio Cha –  e si è dovuto rimediare con la sostituzione in alluminio verniciato”. Poi un altro tentativo di furto. Due, si direbbe, sono una bazzecola di fronte allo stillicidio di audaci colpi messi a segno, senza interruzione, nelle cittadine della costa, dove l’audacia e la professionalità criminale ha raggiunto livelli mai visti prima. Ma il paesino della Valle Arroscia, dove rimane l’attrattiva culinaria dei fine settimana e soprattutto il ‘tesoro verde’ della natura incontaminata, è rimasto scosso, impressionato dall’essere oggetto dell’attenzione ladresca.  Anche qui, come nelle città, si è pensato all’uso delle telecamere. Basterebbero 4, e per racimolare i soldi destinati all’acquisto e all’installazione si è pensato di ricorrere ad una colletta tra compaesani. Combattere e difendersi mettendo mano al portafogli.  Sarà davvero la soluzione ? Non è da oggi che anche le case di montagna fanno ‘gola’ ai ladri. Per la cronaca ci sono altri paesini da record. A Monesino (di Mendatica) ci sono seconde case che hanno subito nel tempo già una decine di ‘irruzioni’. Danni agli infissi, porte e finestre. Magrissimo il bottino. Non è rimasto più nulla di valore. Aquila, con un furto ed un tentativo di furto, almeno in questo può consolarsi e definirsi fortunata. Perlomeno è meglio avere come ospite il giornalista Mediaset, Mimmo Lombezzi, il suo delizioso servizio ‘Terra’, tra ironia e realtà, realizzato per Rete 4 (vedi….), nel maggio 2014. All’epoca del ‘paese che non vota‘ per mancanza di liste ha fatto il giro d’Italia, promozionale. A ruota l’arrivo dell’inviato speciale del Secolo XIX, Marco Menduni. Pubblicità gratuita.

L’ex sindaco di Aquila d’Arroscia ai tempi del presidente Burlando, alle spalle sindaci ed amministratori della Valle Arroscia

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