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Pieve di Teco dove ‘La Casa dell’Acqua’ profuma di WC in pieno centro

Un decoro più unico che raro? Difficile dirlo. La ‘cartolina’ non è certo un inno al decoro urbano. Pieve di Teco non è solo il capoluogo della Valle Arroscia, il centro nevralgico. L’ultima notizia, positiva e invidiabile, è la scelta  della Munters, colosso svedese metalmeccanico, di spostare una linea di produzione dalla Cina allo stabilimento pievese. Un investimento per milioni di euro, prospettive occupazionali, il riconoscimento del territorio. Peccato che ci sia qualche nota stonata al buon esempio.

La casetta dell’acqua sorge sull’ex strada provinciale, nel pieno centro di Pieve di Teco, la zona più frequentata della ‘capitale della Valle Arroscia’

Il problema o se volete il tema non è nato oggi. Non ne conosciamo il percorso. Non pare neppure utile individuare come è nata l’idea e quanti hanno dato il loro consenso. Sta di fatto che la realtà è sotto gli occhi di tutti o quasi. Chi abita e chi frequenta Pieve di Teco e la “Riviera verde“, cioè l’entroterra, avrà potuto rendersi conto. Sulla strada principale, praticamente in zona centrale, sorge La Casa Dell’Acqua.  Il distributore automatico eroga acqua potabile pubblica microfiltrata e sterilizzata naturale o gassata, a km zero. Il cartello ‘promozionale’ mette pure in risalto che oltre al risparmio di consumo di petrolio e dell’energia necessaria, compreso il trasporto, La Casa dell’Acqua fornisce acqua buona, economica ed ecologica. Purtroppo l’Italia è tra i primi consumatori mondiali di ‘acqua minerale’ nonostante dalla stragrande maggioranza dei rubinetti degli acquedotti civici o consortile venga fornito  un ‘prodotto’ buono. Ovviamente c’è il discorso dei cloratori, ma se ben controllati, restano una garanzia di qualità e salute. La Valle Arroscia, inoltre, con la gemella Val Tanaro, è ricca di acqua di sorgente. Il Comune di Pieve con la ‘Casa dell’Acqua’ ha voluto andare ulteriormente incontro ai cittadini. Bisogna aggiungere che è difficile trovare la coda per rifornirsi.  Non succede come alla sorgente di Cantarana ad Ormea, dove oltre alla gratuità totale, il Comune ha addirittura esposto un cartello in cui informa i cittadini con i dati dell’analisi dell’acqua che sgorga. E le code, le attese per rifornirsi sono abituali.

A Pieve di Teco la stonatura ha un altro aspetto. Se da una parte non manca l’informazione per illustrare l’utilità ed i pregi dell’utilizzo della ‘Casa dell’Acqua’, dall’altra c’è la collocazione del ‘gabinetto pubblico’ nello stesso locale realizzato a pietra vista. E, manco a dirlo, non solo il ‘profumo’ pervade l’aria di chi si rifornisce d’acqua, creando un mix non proprio invitante e piacevole. Spesso, anche senza volerlo, basta allargare lo sguardo e le condizioni del WC sono di lerciume totale. Si invocherà l’educazione civica. Sarà pure una netta minoranza, porcaccioni, ubriachi, sbandati di passaggio, magari nelle ore notturne. Sta di fatto che nessuna persona civile vorrebbe convivere tra ‘acqua da bere’ e zone maleodoranti.

Si tenga conto della vocazione turistica -commerciale di Pieve di Teco, lo sforzo di associazioni di volontari e della stessa amministrazione comunale, dei commercianti, esercenti, artigiani, di creare occasioni di richiamo, di attrazione. Il paese vive grazie ad alcune industrie importanti, qualificate, fiore all’occhiello, danno occupazione, valore aggiunto, benessere. C’è però bisogno di incrementare le occasioni di richiamo, accrescere il numero di visitatori in modo da dare maggiore forza e vitalità economica e commerciale. Più continuità. La Valle può contare sulla presenza di visitatori italiani e stranieri con una presenza significativa di ‘seconde case’, turisti da week end, dei fine settimana. Ebbene ne consegue che tutto ciò che fa decoro, ordine, pulizia, tranquillità rappresenta un formidabile biglietto da visita. L’impegno in questo senso dovrebbe essere costante e certosino. Un modo per distinguersi non soltanto nelle attrazioni, nelle manifestazioni, nel valorizzare i caratteristici portici, i mercatini, i laboratori creativi, le aree di relax, botteghe, ristorazione, bar.  Non basta coccolare i clienti visitatori, offrire giornate di piacere nel borgo medievale.

Occorre evitare che situazioni di stridente conflitto possano arrecare danno evidente all’immagine. Se poi ci troviamo in pieno centro lo spettacolo degradante di un WC che o si tiene pulito sempre, altrimenti è meglio chiuderlo e rimuovere l’indicazione. Liberare la Casa dell’Acqua del vicino e scomodo rivale.

Pieve di Teco: distributore dell’acqua ed annesso WC con libero accesso 24 ore su 24 e pulizia molto saltuaria dei locali, con situazioni di decoro zero a fronte di acqua a km. zero

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