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Noli, invece di preoccuparsi dei problemi…
ne vedremo delle belle con le esternalità

Nuovo regolamento esternalità da buttare: liberticida e contrario allo statuto comunale. Invece di occuparsi dei problemi reali di Noli (i buchi di Via IV Novembre e Via Belvedere, il ripristino del Castello, il dimezzamento del turismo, la Riqualificazione del Centro Storico…) dalla scorsa estate l’Amministrazione è alle prese con il nuovo regolamento delle Esternalità.

Anzi, novità dell’ultima ora, Consiglio Comunale del 30 marzo 2016, il Regolamento Esternalità è stato esteso anche sotto l’Aurelia, sulla Passeggiata…a giudicare dal dibattito consigliare ne vedremo delle belle…

Nonostante le modifiche apportate nel Consiglio Comunale del 4 marzo, rimane un Regolamento liberticida e demenziale, dannoso per l’economia e l’immagine stessa della Città di Noli. Un Regolamento che contrasta con lo Statuto del Comune di Noli che recita così:

ART. 2 FINALITA’

1) Il Comune promuove lo sviluppo ed il progresso civile, sociale ed economico della propria comunità ispirandosi ai valori ed agli obiettivi della Costituzione.”

È del tutto evidente che questo Regolamento danneggia molte attività economiche limitando le esternalità e di conseguenza le loro potenzialità di vendita. E danneggia l’immagine di Noli “rinchiusa” in una gabbia di ferro nera, fredda e spettrale.

Dire che tutti i manichini debbano essere uguali, di metallo, bianco o grigio antracite… oppure con forma piena, ma privi di testa e arti e sempre bianchi o grigio antracite… significa non avere la più pallida idea della loro funzione: valorizzare un capo d’abbigliamento e agevolarne la vendita. Non può esserci un manichino universale per ogni tipo di abbigliamento, e infatti non c’è. Ogni negoziante, usa quello che ritiene più adatto a vendere i propri vestiti. A Noli invece è SEVERAMENTE VIETATO!!!

Pensare che tutti gli espositori devono essere uguali, in ferro battuto è la seconda assurdità. Se uno vende palloni, un altro occhiali, un altro ombrelli, un altro scarpe… come si può immaginare che possa esserci un espositore universale che possa andar bene a tutti?

È ovvio che ogni tipologia merceologica avrà bisogno di uno specifico espositore. Ed è altrettanto ovvio che ogni commerciante, visto che è il suo lavoro e sta rischiando i suoi soldi, dovrebbe esser libero di decidere che tipo di espositore usare, di quale forma, colore e materiale. Il tutto, oltre che per caratterizzare la propria attività serve anche a migliorare le proprie vendite. Sembrano cose elementari, eppure il Regolamento delle esternalità impone l’espositore unicoE vieta gli espositori che i grandi marchi studiano e pubblicizzano per i loro prodotti. Il che significa riduzione delle vendite e danno economico per il commerciante.

Vietare le insegne luminose e quelle di forma “irregolare” non ha senso alcuno. Le prime rappresentano la modernità, il progresso, il futuro… Le seconde ci riportano al passato… Vietare le une e le altre significa cancellare tutto questo e consegnarci all’omologazione insignificante e spersonalizzata di un computer.

Ecco un meraviglioso dehor di una norcineria umbra che mette in gran mostra la tipicità non solo di quella bottega ma dell’enogastronomia italiana, famosa ed apprezzata nel mondo intero.

Ebbene, tutto questo a Noli sarebbe vietato. Dalla scritta sulla tenda ai prosciutti esposti, le pannocchie, i maiali, la ruota, le ceste, i tini, le frasche….. tutto rigorosamente vietato da un Regolamento assurdo. Ma questo significa cancellare la Storia, distruggere l’Economia, vietare la creatività e l’ingegno Italiano, azzerare la specificità locale che ogni Comune d’Italia possiede, omologare, uniformare… Esattamente l’opposto di quello che dovremmo fare per rilanciare l’Economia Comunale, Regionale, Nazionale…Se lo scopo del Regolamento è migliorare l’immagine della Città di Noli non lo si ottiene certamente riducendo drasticamente le esternalità dei negozi, né imponendo sedie e tavoli di ferro neri, né tantomeno facendo verniciare vasi e fioriere di nero…A proposito, dicono che in tutta Savona non si riesca più a trovare un barattolo di vernice nera… I commercianti Nolesi, loro malgrado, ne han dovuto fare incetta! Non si capisce il motivo di vestire a lutto una città intera… neanche fossimo al Cimitero… Mi viene in mente una bellissima opera di MAX ODDONE….

Con l’avvento dell’Euro e della crisi il povero artista ha soltanto i soldi per due tubetti di colore: il bianco e il nero…

 

Santo Nalbone

Galleria NOLI ARTE

 

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