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Mille visitatori al Castello Doria di Loano. Grazie al Fai e a 150 studenti delle superiori

Dopo 6 anni, porte aperte allo storico Castello Doria di Loano. Oltre mille visitatori in occasione della 24 edizione delle Giornate Fai di Primavera. La dimora, tra i simboli della città, aperta al pubblico grazie alla sensibilità dei proprietari (famiglia Percassi),  ai volontari Fai del ponente savonese e ai 150 apprendisti Ciceroni degli istituti scolastici (alberghiero, liceo, geometri, ragionieri di Finale, Loano, Albenga, Alassio). Il successo fa ben sperare in un’accresciuta presa di coscienza verso i temi della tutela e conservazione dell’ambiente, del patrimonio storico e la sua valorizzazione. In una terra dominata da sempre dal ‘partito del cemento’ sta cambiando qualcosa ?

L’ingresso al Castello Doria di Loano e il banco del Fai, due giorni con almeno mille visitatori

Il Fai ha coinvolto, in vari anni, in tutta Italia, oltre 17 milioni di persone nelle Giornate di Primavera. Ha una rete di 7 mila volontari ed organizzata con 280 presidi sul territorio.  Numeri ormai di massa e che sono destinati a crescere.  Il Fai non è elitismo, è semmai  elitario nel suo stile di conservare, dare valore e gestire. Serve  una conoscenza eccellente del territorio, minuziosa e amorevole delle nostre città, della nostra Loano.  C’è bisogno di un movimento controcorrente di popolo rispetto a chi esalta il turismo mordi e fuggi, verso chi nei fatti pratica il consumo del suolo, le brutture urbanistiche e non pensa al futuro, ma al presente, al cemento come strumento di consenso, al dio denaro.

Il Castello Doria non ci ricorda soltanto la bellezza estetica, il capolavoro, ma anche la impareggiabile storia dei nostri avi, il loro buon senso e buon gusto. E fa tanta impressione ascoltare con quanto impegno, amore, dedizione i Ciceroni studenti riescono  a spiegare  i risvolti del nostro paese.  L’impegno dei Fai è anche quello di aiutare i cittadini ad usare il tempo libero in un modo curioso, intelligente e piacevole.  Abbiamo bisogno, per seguire l’esempio di popoli nordici, di una scuola di civismo organizzato che porterà a scoprire veramente dove sta la bellezza ambientale, architettonica, monumentale. Abbiamo luoghi  (entroterra e montagna inclusi)  non solo da salvare ed esporre ma da curare e raccontare. Il Fai ha il merito, ha scritto Andrea Carandini su Il Sole 24 Ore, di trasformare le persone  in fruitori attivi, che cercano di vivere e far vivere nel modo migliore il tempo disponibile, nell’insieme di una società consapevole, inclusiva e propositiva, che opera a fianco delle istituzioni. Il Fai, grazie a contributi piccoli e grandi, non conosce profitto e mira come fine all’interesse di tutti.

A Loano si è visto con quanto slancio  possano operare i volontari e quanto sia alto il grado di interesse e di apprezzamento dei cittadini. Oltre al Castello era aperto, per i soci Fai, anche il convento ed il chiostro di Monte Carmelo, un gioiello da sempre ammirato ed apprezzato.

 

 

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