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Loano, il famoso ‘terrazzo della discordia’,
c’è anche un geometra in panne

La sentenza del tribunale di Savona è registrata, ma non trascritta. E’ già trascorso il termine di legge. Ci sarà una sanzione. Il tecnico incaricato dalla Fondazione Simone Stella (l’ente che ha vinto la causa) attende da mesi che il proprietario dell’immobile, nel centro storico, dia il suo assenso all’accesso per procedere all’accatastamento del terrazzo. A dare il consenso dovrebbe essere Angelo Vaccarezza, una vita da pubblico amministratore, promosso dagli elettori consigliere regionale, capogruppo di Forza Italia.  Protagonista di una storia assai curiosa, per nulla divertente, di cui non si conoscono precedenti.

Stefano Ferrari, maresciallo dei carabinieri in pensione

L’avvocato Alessandro Aschero, studio ad Albenga, comparso in giudizio a tutela degli interessi della Fondazione Simone Stella – Leone Grossi (gloriosa bandiera tra benefattori e lasciti) , era stato designato dall’ex presidente cav. Stefano Ferrari ed ha mantenuto l’incarico con il successore Riccardo Ferrari. Il legale conferma che la sentenza  è esecutiva e le spese sono state saldate dal soccombente, ovvero Angelo Vaccarezza il quale ha tuttavia presentato appello con l’avvocato di fiducia Claudio Mastrogiorgio di Borghetto S. Spirito. La Corte d’appello di Genova ha fissato l’udienza il prossimo 8 giugno. Dovrà decidere se confermare o meno il giudizio di primo grado. L’abbiamo già scritto. In breve: si tratta di lite sorta sul titolo di proprietà di un terrazzo di 28 mq, che si affaccia sul lungomare. Vaccarezza l’ha ricevuto in eredità dai genitori e a suo dire, stando a documentazione in suo possesso, gli appartiene per intero. La Fondazione Stella, a sua volta, dopo aver richiesto un parere a due legali (Stefano Carrara e Mario Rembado) che esaminati atti notarili, le spese sostenute per lavori in anni passati, documenti amministrativi, sono giunti alla conclusione che il terrazzo, due accessi, attiguo alla proprietà Vaccarezza deve essere diviso in parti uguali. E il giudice del tribunale, con sentenza, ha accolto le tesi della Fondazione e respinto quelle di Vaccarezza. 

Ancora l’avv. Aschero: “Non mi risulta sia stata chiesta la sospensione dell’esecutività della sentenza che dunque è esecutiva a tutti gli effetti. Purtroppo il geometra della Fondazione, Edoardo Ciribì, non ha ancora potuto adempiere  ad una valutazione complessiva del terrazzo in quanto non abbiamo ricevuto l’assenso ad accedere dall’alloggio di Vaccarezza che non ha peraltro l’obbligo di darci il consenso. A questo punto stiamo valutando una soluzione e  procedere alla obbligatoria trascrizione della sentenza del tribunale”.

Scherzando si potrebbe pensare ad una scala mobile. Il geometra Ciribì, interpellato, risponde: “C’è poco da ridere e scherzare. Non si tratta di arrivare al terrazzo, ma a seguito della sentenza è necessario una modifica catastale e questo è possibile, per quanto mi riguarda,  solo se si ha il quadro generale  della situazione.  Verificare se  la situazione oggi descritta a catasto è reale; mi ripeto, non posso farlo senza un sopralluogo nell’alloggio e accesso al terrazzo. Finora non ho potuto accedere nonostante  le richieste avanzate al legale della Fondazione che, a sua volta, ha riferito al collega che assiste la controparte.”.

Edoardo Ciribì geometra (foto Ivg)

Il geometra Ciribì non è un novello, ha una lunga esperienza alle spalle. E’ la prima volta che le accade un ostacolo simile ? Ciribì: “In effetti non mi era mai successo. Non posso trascrivere l’accatastamento di un terrazzo che per sentenza è stato assegnato a due proprietà distinte, con due accessi, uno condominiale ed un secondo dal sottotetto. Al punto che pur di trovare una soluzione mi sono reso disponibile a far intervenire un altro tecnico di fiducia del rag. Vaccarezza.  Purchè si possa arrivare alla trascrizione.”

Domanda, cosa accadrebbe se Vaccarezza decide di mettere in vendita l’immobile ? “Credo sia un’ipotesi possibile, ma fantasiosa – replica Ciribì – . Chi acquista si ritrova con una vecchissima planimetria. Non vedo cosa tema il proprietario. Non mi interessa se nel suo alloggio ha fatto o meno modifiche”. Si tratta di un alloggio su due piani di 35 mq. ciascuno, pare di capire. Un alloggio identico è quello lasciato in eredità alla Fondazione Stella dai fratelli Briasco. Entrambi  gli appartamenti hanno accesso al terrazzo, ma Vaccarezza rivendica la totale proprietà. Ancora il geometra Ciribì: ” Per uscire dell’impasse ho chiesto il parere all’Agenzia delle Entrate, la risposta è che non posso trascrivere senza il terrazzo. Non è un discorso di lana caprina, un mio puntiglio.  Devo rispettare la procedura corretta, cioè rifare la planimetria, non copiarla e questo può essere messo in pratica  solamente se vedo l’immobile. Del resto ho proposto pure l’intervento di un altro tecnico in mia vece, visto che la spesa la deve pagare Vaccarezza.  Tutto inutile, sono scaduti pure i termini della trascrizione”.

Per un politico della stazza di Angelo Vaccarezza parlare di ostruzionismo post sentenza, di rivendicare un diritto da privato cittadino calza a pennello. Magari un pochino imbarazzante per chi ha un ruolo pubblico ? Al massimo un puntiglio o forse un ‘menare il can per l’aia’ in attesa di cosa ? E poi, a Loano, a chi interessa la questione ? Gli esponenti di maggioranza e minoranza del consiglio comunale, gli schieramenti politici,  almeno quelli che rimangono sulla scena cittadina e presto si andrà alle urne, hanno finora taciuto. O meglio ignorato il caso in silenzio perfetto. Cosa volete che sia un terrazzo sul lungomare, per di più di proprietà di una Fondazione benefica ! L’indifferenza paga ? Mai disturbare il potere che conta ? Questione di punti di vista, come quello della libera informazione senza padrini, né padroni, fedeli e rispettosi della notizia e dei lettori.  Ad osservare il ‘teatro’ loanese, fare il cane da guardia non serve, si resta in minoranza, in castigo, esclusi persino dai comunicati stampa. Succede solo a Loano. C’è pur sempre libertà di stampa. Gli elettori ringraziano. Basta e avanza. (l.c.)

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