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Nalbone: ‘ Il Piano esternalità danneggia Noli, riflettiamo. Siamo tutti fuorilegge’

Siamo già qui a fare i salti mortali per una crisi economica senza fine, per il dimezzamento del flusso turistico negli ultimi 15 anni, per il peso fiscale e burocratico più grande del mondo… e l’Amministrazione Comunale, invece di darci una mano ci rifila una nuova “tegola” letale.

 

NOLI
NUOVO REGOLAMENTO ESTERNALITÀ:
SIAMO TUTTI “FUORILEGGE”

Il nuovo regolamento colpisce quasi tutti, chi più chi meno. Tutti gli espositori esterni e le vetrinette sono fuori legge, la quasi totalità delle tende, la maggior parte di insegne e targhe, tutte le serrande, molti cancelli, e poi luci, sedie, tavoli…se c’è uno che si salva è un miracolo!!!

-Gli espositori ortofrutticoli non possono avere ingombro superiore ai 60 cm

-Gli espositori di piante e fiori non possono superare i 100 cm

-Le vetrinette (bacheche) non possono superare i 50 cm di larghezza e devono essere distanti almeno 15 cm dalle bucature (porte o finestre)

-Gli espositori, uguali per ogni genere di attività, devono essere in ferro battuto, avere 4 ripiani, alti cm 195, larghi 40 oppure 75 cm e profondi massimo 25 cm (non stanno neanche in piedi da soli e non possono essere ancorati né al muro né a terra).

-Gli espositori appendiabiti possono avere altezza massima 150 cm, larghezza 78cm, profondità 45 cm. Ferro zincato verniciato in smalto ferromicaceo di colore grafite. Ruote in gomma termoplastica…… Questi espositori potranno essere installati esclusivamente nei giorni di mercato, mercatini, in occasione di saldi, fiere e manifestazioni promozionali.

-I manichini possono essere esclusivamente metallici e privi di parti piene, schienali, pannellature. Colore bianco o grigio antracite.

NOTA BENE. Per ogni attività è consentita l’esposizione esterna di due soli elementi a scelta tra bacheche, espositori, appendiabiti o manichini!!!!

-Le tende non possono avere scritte (bar, ristorante, da Franco…).

-Le insegne non possono essere retroilluminate, né di forma irregolare, né posizionate a bandiera. Possono essere posizionate solo sopra una bucatura o al suo fianco distante almeno 15 cm.

-Le targhe devono essere di pietra incisa o di ottone. Misure massime cm 20×30 e posizionate in orizzontale.

-Sedie e tavoli devono avere struttura di ferro battuto o ferro zincato esclusivamente nei 3 colori RAL 7016, RAL 8019 e RAL 9011 (grigio, bruno,nero).

Ora è evidente che se si volesse applicare alla lettera il Regolamento sarebbe un bagno di sangue per la quasi totalità dei commercianti, esercenti, ristoratori e alberghi di Noli.

Né sarebbero ammissibili due pesi e due misure, né un rigore a macchia di leopardo, né favoritismi elargiti “ad personam”, né sviste “casuali”.

O TUTTI O NESSUNO.

E siccome tutti sono tanti forse sarebbe meglio per tutti fermarsi a riflettere.

Del resto non ci corre dietro nessuno.

Se si vuole fare un piano delle esternalità sediamoci allo stesso tavolo Amministrazione, Commercianti e Tecnici per fare un Piano condiviso rispettoso degli interessi economici degli operatori e dell’estetica cittadina.

Questo Piano danneggia i commercianti e rende più spettrale la città di Noli.

Il nero è notoriamente il colore dei morti, l’assenza di luce, un colore deprimente, da usare con parsimonia e cautela.

I colori danno gioia e felicità, entusiasmo e allegria, vitalità e positività.

Santo Nalbone

Galleria Noli Arte

Nota di redazione: la libera stampa da voce a tutti, nessuno escluso. I cittadini devono essere informati e farsi una corretta opinione. A completezza di informazione pare utile aggiungere che il Piano esternalità non è farina del sacco della giunta Niccoli. Era stato ideato dal governo capeggiato dal sindaco Repetto che si era avvalso di due architetti. L’amministrazione in carica ha ritenuto che fosse giunto il momento di tirarlo fuori dal cassetto e renderlo operativo. Ha sbagliato? Purtroppo le associazioni di categoria non pare si fossero rese parti diligenti nel momento della redazione del ‘Piano’. Ora c’è chi si è accorto del presunto e probabile ‘danno’ per la città, il suo tessuto commerciale soprattutto. Agli errori, se tali sono, si può ancora rimediare nell’interesse della comunità tutta. Sono le regole della democrazia e del buon senso. Arroccarsi non giova, anche in buona fede.

LA RISPOSTA – REPLICA DI NALBONE

Anch’io pensavo che gli architetti di Genova li avesse portati Repetto. Parlando con lui, ieri, mi ha detto che in realtà lui se l’era ritrovate. Lo Studio NBS di Genova era stato chiamato da Niccoli alla fine del suo precedente mandato proprio per fare sto piano. L’avversione di Niccoli nei confronti dei dehors è un suo vecchio pallino come l’idea di uniformare Noli secondo la sua volontà. Repetto si è ritrovato le due architette a metà dell’opera. Invece di rispedirle a Genova ha fatto portare a termine e approvare nell’aprile 2006. Il Piano in alcuni punti era più restrittivo in altri meno di quello attuale. Repetto non ha voluto esasperare gli animi, cercando di venire incontro alle varie esigenze. Niccoli, appena tornato al comando, ha ripreso il piano, ha stretto ancor più le maglie ed esige la sua applicazione immediata alla lettera. E’ un piano che non ha eguali in nessuna parte del mondo. Capri, Costiera Amalfitana, Portofino, Venezia, Firenze, Roma…. ovunque sedie e tavoli sono di tutti colori e di tutti i materiali, i negozi espongono liberamente tutto ciò che vogliono, ognuno cerca di valorizzare il proprio angolo ed il proprio negozio. A Noli si fa togliere una botte di legno dal dehor di un ristorante…perchè non prevista dal regolamento, non si possono mettere all’esterno gli espositori originali di solari, occhiali, sandali o vestiiti. Non si possono esporre gonfiabili: canotti, salvagenti, braccioli…. Non si possono mettere i banchi frigo dei gelati…. e’ come spegnere la luce….tornare al bianco e nero… o forse soltanto al buio….. e nel buio si aggirano mostri e tiranni……….

Cordiali saluti, Santo Nalbone


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