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Ultima ora / Savona 5 domande (di un ingegnere) agli aspiranti sindaci

Cinque domande agli aspiranti Sindaco della città di Savona sulla mobilità a due ruote, per capire quale è il loro atteggiamento “in pratica” verso questo settore, cospicua parte della mobilità in generale.

 

I parcheggi auto sono in costante diminuzione: ad ogni intervento cadono un po’ di parcheggi! Sui parcheggi moto non c’è mai stata una minima sensibilità. I parcheggi per biciclette mai considerati.

Savona ha circa il 30% di traffico costituito da due ruote, nella quasi totalità moto e scooters.

Nel recente passato si sono sentite dall’assessore competente affermazioni del tipo: “non sacrificherò un solo parcheggio auto” per trasformarlo in parcheggi per moto!

A Savona i parcheggi moto rapportati al numero di moto sono ben 4 volte inferiori ai parcheggi auto rapportati al numero di auto! Una sproporzione elevatissima!

In centro a Genova esistono solo parcheggi pubblici per moto, perchè la città di Genova vuole favorire gli spostamenti in moto che sono meno impattanti sul traffico. A Savona “politica” opposta! Perchè? La città di Savona ha un certo “astio” verso la mobilità privata, infatti ha messo in atto percorsi incredibilmente tortuosi che creano ingorghi urbani ed inquinamento. Un esempio è il percorso piazza Mameli, piazza Diaz, via Berlingeri, Funivie! Savona finora ha diminuito i parcheggi auto, non ha favorito minimamente le moto, ha fatto una politica di piste ciclopedonali più teorica che pratica, non ha saputo fare una politica di trasporto pubblico attraente ed efficace.

Il Piano Urbano della Mobilità è stato assolutamente mal fatto, e l’unica conclusione che si può trarre è che finora il Comune ha “navigato a vista”, piuttosto che fare un’oculata programmazione.

Guardiamo la tanto decantata iniziativa “bike-sharing”.

A Savona il servizio mette a disposizione 40 biciclette dislocate su 7 ciclostazioni in città ubicate al Campus Università, in Corso Colombo a fianco piscina comunale, in Corso Mazzini-Priamar, in Piazza del Popolo, nei Giardini di Via Verdi, alla stazione FS, a “Le Officine. Troppo poco sia come mezzi che come postazioni fisse, un servizio più di facciata che reale.

Nessuna bicicletta a pedalata assistita (cosiddette ‘elettriche’) per affrontare senza difficoltà anche pendenze e dislivelli.

Ma è sopratutto incredibile la complessità di accesso al servizio che prevede l´acquisto di una tessera prepagata, che può essere fatto soltanto dopo aver sottoscritto apposito contratto, presso gli uffici! Tre passaggi burocratici: Ufficio—>Contratto—>tessera—>servizio! Non è tanto il costo, il primo anno il costo è di 15 euro, 5 euro per gli anni successivi, ma la complessità dell’iter! Un iter che non invita nè il cittadino nè il turista.

E poi c’è la “rete” di piste ciclopedonali che praticamente è inesistente, e dove c’è termina laddove è più necessaria: negli incroci e nelle rotatorie! E’ lì che il ciclista trova la maggior possibilità di incidenti, e lì che la sua protezione finisce!

Senza una rete efficace e senza una rete di parcheggi per biciclette c’è poca utilità per il servizio pubblico. E’ noto che i veicoli che arrivano in Savona da levante e da ponente per il 75% vogliono andare nella zona centrale-porto-ospedale. Come possono essere invitati questi utenti ad usare la bici? In centro le postazioni di parcheggio biciclette “pubbliche” sono solo 2, Corso Mazzini-Priamar e Piazza del Popolo: poco adeguate se si vuole favorire l’uso della bicicletta.

Ma sopratutto il servizio non può attirare gli Albissolesi o gli abitanti di Vado Ligure, nè quelli di Valleggia o Quiliano, ma neppure quelli di Legino o Zinola che dovrebbero andare a piedi fino al Campus a prendere una bici, ammesso che ci sia.

Servirebbe un servizio unificato. Ma c’è, ovviamente, una scarsissima appetibilità ad andare in bicicletta anche per il privato cittadino, sempre per gli stessi motivi: percorsi sicuri, posteggi per biciclette laddove il ciclista vuole andare.

Ma ragioniamo anche in termini turistici, e facciamo l’esempio di un turista Costa Crociere che voglia fare un giretto fino ad Albissola. Che fa? Deve andare in Comune, nell’orario prestabilito, fare il contratto, pagare magari presso la tesoreria del Comune, ritirare la tessera? Lo trovo impercorribile!

Non ultimo ad Albissola Marina c’è un differente sistema di Bike-sharing e ad Albisola Capo ancora un altro, peraltro in dismissione. A Quiliano e Vado il servizio proprio non c’è!

 

Non vorrei essere citato per esterofilia, ma a Parigi sono presenti circa 370 km di piste ciclabili, una rete di circolazione urbana che viene sfruttata sempre di più dai turisti e dai parigini stessi. É possibile scegliere di affittare una bicicletta per l’intera giornata presso uno dei tanti negozi che offrono questo servizio oppure approfittare del servizio Vélib’ che mette a disposizione circa 20.500 biciclette dislocate in vari terminali, 1.200 stazioni di noleggio, disseminati per la città. E poi 370 km di piste ciclabili! La tassa di noleggio può essere pagata online (quindi anche dal cellulare mentre si viaggia in treno od in auto) o alla stazione di noleggio per abbonamenti a breve termine. Semplice! Una enorme differenza!

Sull’argomento mobilità a due ruote, così importante per Savona, sarebbe bene conoscere l’opinione dei candidati Sindaco!

CINQUE DOMANDE

1) ritiene necessario rifare parzialmente il Piano Urbano della Mobilità per colmare tutte le lacune contenute?

2) ritiene che favorire il traffico a due ruote (sia moto che bici) sia un argomento prioritario?

3) Su parcheggi auto / moto / bici, ritiene che si debba cambiare a favore delle due ruote, attualmente troppo penalizzate?

4) Intende investire su una rete efficace di piste ciclopedonali “sicure” che comprendano anche rotatorie ed incroci, ed estesa anche verso Legino, Zinola, Quiliano, Albissole?

5) pensa anche a degli incentivi consistenti per favorire l’acquisto di biciclette elettriche?

Comitato Casello Albamare, il Presidente Paolo Forzano

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