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Pieve di Teco: sindaco, tecnico, segretario, 2 ex assessori a giudizio della Corte dei Conti

Il sindaco Alessandro Alessandri, l’ex segretario comunale Alberto Marino, gli ex assessori Andreina Bonfiglio e Luigi Tangorra, il responsabile dell’ufficio tecnico Giuliano Maglio (sindaco di Montegrosso Pian Latte) devono comparire davanti alla Corte dei Conti della Liguria nell’udienza fissata il 16 marzo. E’ l’epilogo di un’inchiesta amministrativa che ha preso il via dopo la segnalazione dell’opposizione consiliare. Una vicenda con aspetti grotteschi, quasi burlesca se non fosse reale. Il Comune di Pieve a pochi giorni dal collaudo del nuovo impianto elettrico dell’edificio scolastico ha preso una delibera di giunta in cui dichiara vetusto l’impianto affidando i lavori ad una ditta con una spesa di 60 – 70 mila €, nonostante le proteste della minoranza, gli articoli di giornale.Ironia della sorte la proposta era stata denominata ‘Un mondo di luce a costo zero’. Ora il rischio è che la Corte dei Conti, in caso di condanna, chieda agli accusati di pagare di tasca propria il presunto spreco, l’abuso.   E non sono pochi spiccioli. Tutto nasce, stando agli atti depositati, dalla delibera di giunta n. 35 del 4 marzo 2010, durante il primo mandato del giovane sindaco Alessandri. Il vice sindaco era Luigi Tangorra non riletto nel secondo mandato, cioè l’attuale giunta; l’assessore Bonfiglio che ora fa parte del gruppo di maggioranza consiliare; assente in quella riunione l’assessore Rodolfo Lengueglia, geometra. Nella veste di segretario comunale presenziava il dr. Marino Alberto che oggi ricopre l’incarico  a Vessalico, Aquila d’Arroscia, Montegrosso.  Oggetto: affidamento del servizio integrato di illuminazione a risparmio energetico degli edifici comunali alla società Beghelli Servizi Srl ed approvazione bozza di convenzione. E’ l’atto amministrativo considerato illegittimo dalla procura della Corte dei Conti che ha chiesto il rinvio a giudizio.

Nella delibera si fa presente che l’amministrazione comunale è impegnata al contenimento dei consumi energetici nei propri edifici, ricercando le tecnologie più evolute, al fine di garantire alti livelli di efficienza. Si da atto  che “sul mercato l’unica ditta in grado di offrire un servizio di controllo puntuale su ogni punto luce, e contestualmente di manutenzione in caso di guasto è la Beghelli Servizi Srl. Si da atto ancora atto nella deliberazione che è prevista la sostituzione dei corpi illuminanti, con conseguente “abbattimento dei consumi di energia”, secondo precise modalità contrattuali, la “loro costante ed immediata manutenzione da parte della società e la permanenza in proprietà del Comune di Pieve di Teco per la stessa durata”. Inoltre che “dalla relazione dell’ufficio tecnico…si evince un risparmio su 274 apparecchi di circa 26 mila euro in 15 anni sulla fornitura ed installazione”.

La delibera evidenzia inoltre: 1) la sostituzione di tutti i vecchi corpi illuminanti con elementi tecnologicamente e qualitativamente aggiornati, in grado di consentire una migliore efficienza e maggiore confort visivo per gli addetti ai lavori, senza alcun investimento iniziale. 2) riduzione delle spese di energia. 3) ammortamento delle spese di manutenzione. 4) immediata rilevazione dei guasti o anomalie. 4) proprietà degli apparecchi.

Nell’ambito dell’iniziativa, si legge in delibera, la ditta Beghelli Srl possiede su tali apparecchi e sistemi di misura il brevetto industriale; è l’unica  con un servizio di telecontrollo su ogni punto luce e l’attivazione a distanza della manutenzione.

Verrebbe da commentare: meglio di così ! Sul numero di trucioli.it della scorsa settimana abbiamo scritto del paradossale caso di cui è protagonista il Comune di Garlenda che sarebbe stato ‘truffato’ o comunque gravemente danneggiato da un contratto di installazione e manutenzione per la nuova illuminazione pubblica del paese da parte di Enel Sole. Se non è truffa, la minoranza consiliare ha fatto ricorso all’Autorità garante, alla Corte dei conti e parla apertamente di spreco di denaro pubblico, amministrazione allegra.

L’OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO E ARTICOLI STAMPA - Il primo maggio 2011, La Stampa – Imperia si occupa a 4 colonne delle bagarre tra giunta e minoranza consiliare, capeggiata dall’ex sindaco Renzo Brunengo, per i lavori  all’impianto di illuminazione dell’edificio scolastico che ospita materne, elementari e medie intitolato al compianto primo cittadino  Gabriello Gabrielli. A Pieve vivono due figlie, il figlio risiede altrove. Dall’articolo emerge che ‘Uniti per Pieve”  ha votato contro il bilancio consuntivo 2010 appena approvato.  Oltre a Brunengo la minoranza consiliare era composta da Alberto Molinari, Tiziana Brunengo, Anita Cappello.  Il giornale riferisce che si “sono scagliati  contro i doppi lavori per l’impianto di illuminazione  delle scuole. Nonostante l’impianto sia stato totalmente rifatto, ultimato e collaudato a marzo dello scorso anno, col contributo della Regione e il finanziamento del Comune”. E qui siamo alla comica.  Incalzava l’opposizione rendendo di pubblico dominio una circostanza che non pare abbia scandalizzato o colpito più di tanto: ” Esattamente una settimana dopo il certificato di collaudo la giunta comunale di Alessandri, con una delibera a dir poco scandalosa, ha deciso che era necessario rifarlo, adducendo a motivazione lo stato di vetustà, con un contratto di spesa di oltre 60 mila euro,  l’esclusiva di gestione alla ditta Beghelli sia delle scuole, sia del palazzo comunale per ben 15 anni, restando ovviamente a carico del Comune le bollette dei consumi”. L’articolo riferiva inoltre un’ultima accusa per una pubblica amministrazione. “Tutta l’operazione – è stato scritto, pare senza querele – poggia su una gravissima falsità ossia che l’impianto  si doveva sostituire in quanto vetusto (sic!) e quindi quello nuovo  consentiva un grosso risparmio energetico”. Una scelta definita “follia, in pratica tutti i 211 apparecchi illuminanti, appena installati, sono stati  dichiarati dalla giunta vetusti”. Si saprà poi dopo. sulla base di una perizia tecnica firmata dal geometra comunale Giuliano Maglio che aveva preso possesso dell’ufficio solo da tre giorni. Altre fonti asseriscono che invece il geometra Ugo Marini, ora responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Pornassio, all’epoca in servizio a Pieve, si fosse cortesemente astenuto dall’avallare il suo consenso alla pratica. Tra l’altro, bisogna dire che in tre giorni il collega Maglio deve aver dedicato anima e corpo per accertare e relazionare alla giunta Alessandri.

LA RISPOSTA DEL VICE SINDACO TAGORRA- Seguendo sempre l’articolo della Stampa  si legge la replica di Luigi Tagorra che si è poi estraniato dalla vita pievese: ” Questa operazione non costa un centesimo al Comune.  E’ stata anche avallata  dal responsabile del servizio di ragioneria. Il Comune di Pieve potrà risparmiare sulla bolletta dal 40 al 70 per cento.  E anche saulla manutenzione che è molto costosa, come sugli imnpianti di emergenza. Abbiamo la coscienza a posto avendo fatto solo ed esclusivamente l’interesse pubblico”. Piccola aggiunta, i lavori indicati dalla Beghelli erano stati affidati ad un artigiano del paese. Semplice coincidenza ?

ANCHE IL CONSIGLIO COMUNALE VOTA A GRANDE MAGGIORANZA - Non sono serviti gli articoli di stampa, le proteste dell’opposizione consiliare con parole pesanti, diciamo pure infamanti se false ed ingiuste rivolte alla giunta.  Una ventina di giorni dopo le polemiche di stampa, il consiglio, con il voto unanime dei 9 rappresentanti la maggioranza, da il via libera all’operato della giunta (Servizio integrato di illuminazione…) definisce nel verbale della riunione consiliare “ false le affermazione  contenute nel manifesto e sugli organi di stampa da parte della minoranza, in particolare del capogruppo Brunengo”. Ribadisce e da atto che esiste  una “documentazione tecnica d’ufficio del responsabile dell’ufficio tecnico (Giuliano Maglio ndr), nonchè  precise verifiche  sulla convenienza economica per il Comune alla stipula del contratto…. pertanto le affermazioni della minoranza consiliare sono pienamente infondate e censurabili rappresentando in modo falso e forviante la realtà dei fatti”. Non basta l’esecutivo Alessandri ed i suoi consiglieri approvano una mozione che recita: “ Si invita la minoranza  consiliare di verificare e controllare maggiormente il proprio atteggiamento, nonchè formulare meglio  le proprie dichiarazioni e soprattutto diffondere in futuro solo dati certi e corretti”.

APPELLO INVANO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE CLAUDIO BURLANDO - La vicenda surreale merita ancora due citazioni.  Il 12 marzo 2013, con raccomandata ricevuta di ritorno, il gruppo consiliare Uniti per Pieve decide di rivolgersi al presidente Burlando. Segnalano che la Regione aveva finanziato l’impianto di illuminazione e sostituzione serramenti dell’edificio scolastico.  Ricordano di aver inviato diversi esposti anche ai dirigenti regionali denunciando “lo sperpero del finanziamento regionale di edilizia scolastica del Comune“. Ricordano al presidente Burlando  che a seguito del finanziamento  e di appalto pubblico la ditta Cutullè di Sanremo  ha rifatto ex novo l’impianto di illuminazione  del plesso scolastico Gabrielli, installando oltre 200 corpi illuminanti a tubi fluorescenti di nuova generazione  a basso consumo, ultimando i lavori con dichiarazione di conformità a regola d’arte del 24 febbraio 2010. Che la giunta comunale il 4 marzo successivo incredibilmente incaricava una nuova ditta di smantellare l’appalto appena ultima, rifatto e pagato, adducendo trattarsi ormai di vecchi corpi illuminanti…che non rispettano  le prescrizioni della normativa  dei posti di lavoro…dunque una sostituzione obbligata dallo stato di vetustà…Tutto ciò sotto gli occhi stupefatti di studenti ed insegnanti, con una nuova spesa di circa 70 mila euro…”.La missiva  a Burlando ricordava che  di fronte al silenzio degli uffici regionali, ha fatto eccezione una lettera dell’assessore regionale Sergio Rossetti il quale suggeriva di rivolgersi al collega Boitano assessore competente per materia”.

Va da se che i firmatari non fossero molto soddisfatti. Il caso non lasciava molti sbocchi o quell’impianto, cofinanziato dalla Regione, era una ‘patacca‘, realizzato non a norma, nonostante la certificazione pubblica di conformità, oppure la giunta comunale aveva commesso uno spreco – abuso grosso come una casa. A che pro ? Per dare lavoro a qualcuno ? Per rifare ciò che era stata malfatto e dunque riparare ad un danno subito. Lo ha denunciato agli organi competenti ?

Nel generale malcostume del Bel Paese, tra corruzione, evasione, ladri e ladroni della politica (come spesso si ascolta persino in diretta Tv nazionale), il gruppo di Brunengo e C.  scrive testualmente: ” Signor presidente Burlando, cosa dobbiamo  pensare e quali deduzioni trarre, non è forse sufficiente aver segnalato i fatti di Pieve di Teco al dirigente competente, al direttore generale del dipartimento e a Lei stesso ? Non ci aggrappiamo a quinsquiglie, siamo di fronte ad un notevole danno erariale alla Regione ed al Comune, se le cose stanno come noi sosteniamo, documenti alla mano. Non esistono forse prescrizioni del piano triennale  dell’edilizia scolastica della Regione che vincolano il Comune al mantenimento del bene  finanziato per almeno 10 anni ? Come è possibile  tanto disinteresse?“.

Altri interrogativi, a quanto pare, senza risposta. Una storiaccia da Gabibbo. Un’informazione doverosa nei confronti della comunità tutta. I fatti o misfatti hanno avuto come teatro una scuola dove si formano gli uomini e le donne del domani. Dove si insegna l’etica, la legalità, la correttezza dei comportamenti, la lealtà. Povera Pieve di Teco ! Si direbbe, non è tempo carnevale, siamo in Quaresima, periodo di penitenza e per i cristiani di confessioni. Sarà pur vero che la verità fa male, ma la disinformazione fa peggio. Detto fatto. Quanto pagava il Comune nella bolletta Enel 2010, con ‘vecchi impianti’ 9.408 € nel 2010, saliti ai 13 nel 2011, con i ‘nuovi impianti’,  13 620 euro nel 2012, 12,687 euro nel 2013. La matematica sara diventata anch’essa un’opinione ? Cosa avrà detto il revisore dei conti del Comune ? Solo diatribe politiche, al punto che a nessuno o quasi interessa, fatta esclusione per ‘biricchini’ e guastafeste ? Ognuno tragga le sue conclusioni di buon senso. Giullari esclusi. A cosa si ispirano ?

Luciano Corrado

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