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Il ‘processo pilota’ Nucera – T1 di Ceriale
a sentenza. Regge il castello accusatorio? L’incognita reati finanziari. Da Abu Dhaby…

La sentenza venerdì, 26 febbraio (Leggi altro servizio). Una corsa contro la prescrizione. Sarà una giornata tra suspense, ansia, speranza, fiducia. Per l’ex re del mattone, Andrea Nucera, architetto introdotto a Londra e latitante ad Abu Dhaby, rincorso da mandato di cattura internazionale nel ‘paradiso immunitario’ degli Emirati Arabi Uniti, potrebbe essere il giorno della rivincita o della disfatta. Il verdetto del ‘processo pilota’, nelle attese della vigilia, non appare scontato. La lottizzazione abusiva potrebbe essere ‘derubricata’. Con l’imputato big, nutrono cauto ottimismo i presunti complici: la sorella Monica, il sindaco Ennio Fazio, l’ex sindaco e assessore all’urbanistica dell’epoca Piero Revetria, ora primo cittadino a Vendone. Il tecnico comunale geom. Giuseppa Parrinello, l’avv. Mauro Vallerga consulenze di edilizia e urbanistica in decine di comuni.

Il depliant che promuoveva a Ceriale la vendita di alloggi e box nel complesso della T 1 denominato Brezza di Mare

Doveva essere “Un’oasi di pace ed un investimento sicuro”, riportavano i dépliant della Geo srl. Se c’è comprensibile aspettativa per il primo verdetto “T 1″ (otto palazzi, quasi un centinaio di appartamenti e altrettanti box, in parte venduti – dagli Emirati Arabi giungono informazioni contrastanti sul ‘manipolo’ di stretti amici che aveva seguito, in tempi diversi, l’imprenditore di Ceriale, con uffici ad Albenga, interessi a Savona, in Val Bormida, in altri centri della provincia e oltre i confini liguri.

Pare che un paio di ‘amici’ si accingano a tornare in Italia, sia per asseriti contrasti con Nucera stesso, sia perchè le sorti economiche avrebbero preso una brutta piega. Gli affari non sono andati come speravano. I dissidi hanno interrotto la ‘luna di miele’ ? Nulla trapela invece dalla ferrea cortina di riservatezza che avvolge ed ha saputo crearsi Andrea Nucera. Resiste il fortino della riservatezza, anche se non risultano siano stati messi in campo gli ‘inviati speciali’ dei quotidiani più letti in Liguria. Ovviamente la direzione dei giornali non ha ritenuto fosse di interesse dei lettori, oppure hanno rinunciato di fronte agli ostacoli forse insormontabili. Tenuto conto che anche il ministero di Grazia e Giustizia ha dovuto alzare bandiera gialla di fronte agli atti inviati dalla procura di Savona e dalla procura generale di Genova. Su questi aspetti, inoltre, non è mai trapelato nulla di ufficiale.

A parte quanto aveva pubblicato da Dubai, a firma di Simone Sarchi, Savona news. Era fine giugno 2015.  Si dava la notizia inedita della chiusura di Italianissimo uno dei due ristoranti che in rapida successione aveva aperto l’imprenditore. Chiarendo che il locale in questione si trovava a Dubai, capitale di uno dei sette stati degli Emirati, mentre ad Abu Dhabi c’era un altro ristorante ancora in attività nella capitale più popolosa ed importante di tutti gli Emirati. Ed è in questa metropoli che vive l’architetto, con la terza compagna Simona Musso, la piccola terzogenita, l’anziana madre novantenne di lui originaria di Nasino, la sorella Monica che, nel passato ha seguito attività della famiglia in Madagascarmentre il fratello Luca, geometra, è rimasto ad Albenga. A quanto si dice i rapporti con Andrea si sono molto deteriorati. Luca che si sarebbe ritrovato vittima inconsapevole degli investimenti e delle strategie del fratello maggiore. Sarebbe passato a vie legali.

Tornando al servizio pubblicato dal quotidiano on line Savona news si dava atto che Andrea Nucera era determinato a non rilasciare dichiarazioni stampa fino a quando non si sarebbe concluso almeno il filone principale del processo che lo vede imputato di lottizzazione abusiva, concorso in abuso d’ufficio, falso materiale ed ideologico. Tutti reati che scaturiscono appunto dalla realizzazione del complesso residenziale di Ceriale rimasto a metà. (Leggi un affresco scritto nel 2011…). (Leggi anche il secondo reportage degli immobili ‘Brezza di Mare’).

Alle domande dell’articolista di Savona News, il latitante si dichiarava  fiducioso nella giustizia italiana e ottimista sulla sorte finale del processo che ora ha raggiunto la tappa finale.  Un dibattimento che si è snodato lungo una decine di udienze, con mole di atti, tante testimonianze, il confronto, a volte duro, tra la nutrita schiera di difensori e ufficio del pubblico ministero. Tra gli elementi, la circostanza che fu proprio il Comune di Ceriale, con l’apprezzato segretario dell’epoca Sandro Piccardo (fu  sindaco di Onzo per un decennio), ha consegnare il primo dossier T 1 alla procura della Repubblica e trascorsero oltre due anni prima che si mettesse in moto l’indagine vera e proprio, affidata ai carabinieri del Noe di Genova.  Ha ricostruito Piccardo nella sua testimonianza: “Su richiesta del sindaco e dell’avvocato Vallerga ho inviato gli atti anche al tribunale e alla Procura della Repubblica di Milano, a conclusione del consiglio comunale del 2 agosto 2008, perchè il gruppo Nucera aveva acquistato parte delle aree dalla Fronte Mare ad un’asta giudiziaria milanese”.

Si aggiunga che l’ing. Enrico Paliotto, già assessore provinciale, oggi a capo dell’ufficio tecnico di Ceriale ed Alassio, ha fatto presente  in udienza  che il progetto della Geo di Nucera e C.  ha sempre avuto parere positivo da parte dell’Amministrazione provinciale, al punto che il Comune di Ceriale  si è adeguato alle varie richieste, compresa la convenzione finita tra gli elementi accusatori in quanto sarebbe stata ‘ideata e concordata’ per favorire l’imprenditore, anzichè tutelare gli interessi della comunità e delle normative di legge.  Ma c’è la testimonianza dell’avvocato  Emiliano Bottazzi, socio dello studio Vallerga che ha redatto la contestata convenzione tra Comune e Nucera.  Ha dichiarato in udienza: “Ci siamo limitati agli aspetti legali e non abbiamo ritenuto di dover ricorrere ad una variante ad hoc al Sua alla luce del piano di bacino…” . “Anzi la convenzione aveva preso atto anche di tutti gli elementi richiesti dal piano di bacino” , ha precisato Paliotto.

C’è da aggiungere che la giunta comunale di Ceriale, dello stresso sindaco coimputato Fazio, si è costituita parte civile  affidandosi all’avvocato penalista  Luciano Chiarenza di Savona  con una consistente richiesta danni, sull’ordine di un paio di milioni per il mancato introito da oneri. Inutile dire che la delicatissima vicenda, ingarbugliatissima, potrebbe non concludersi al tribunale di Savona. La pubblica accusa, i difensori, potrebbero ricorrere in caso di condanne, assoluzioni o derubricazioni dei reati in parte o in toto. Bisognerà anche attendere la formula del verdetto. Il più interessato, manco a dirlo,  è proprio Andrea Nucera. La sorte della sentenza avrebbe ripercussioni e conseguenze sul secondo troncone della maxi – inchiesta, quello che riguarda i reati finanziari. Pare di capire che la difesa non abbia dubbi sul fatto che il ‘crollo dell’impero’ sia proprio iniziato dall’inchiesta -madre che ha avuto tutta una serie di letali conseguenze a catena: dai fidi bancari (con un’esposizione che fino all’epoca era considerata conforme al patrimonio e all’attività dell’imprenditore, della sua galassia), alle conseguenti revoche dei fidi stessi, ai mancato pagamento dei debiti con creditori e fisco. Insomma, per chi sostiene le tesi Nucera, si è trattato di un disastro provocato da una giustizia ‘ingiusta’ e non l’opera di un truffatore che voleva arricchirsi praticando la cultura dell’illegalità. Al massimo, come spesso accade nel Bel Paese, evasioni fiscale e qualche peccato veniale, assai diverso dal ‘mostro’ che si è costruito attorno alla figura di colui che è stato giovane consigliere comunale socialista di Ceriale e che non sopportava i riti della piccola politica, del piccolo cabotaggio amministrativo. Lui pensava in grande, tanta ambizione ed in apparenza lungimiranza. Una brutta fine, almeno quella che emerge fino ad oggi, con la confisca della ‘Villa di famiglia’, in zona Parei, dove ha seguito la stessa sorte quella che era stata una moderna azienda agricola di coltivazione di orchidee. Ora tutto abbandonato, lasciato all’incuria. Il bene immobiliare dovrebbe essere acquisito al patrimonio comunale, ma le cose vanno a passo di lumaca.

LO SBLOCCO DELL’EX CANTIERE PATRONE – A Ceriale mentre sono in corso i lavori di un tratto di passeggiata a mare di levante che completerà la ‘promenade’ centrale, ci si avvia finalmente  (seppure dopo contrasti ed una sorte forse non proprio azzeccata per il futuro della cittadina) alla demolizione dell’ex cantiere Patrone, in centro, di cui trucioli.it si era occupato (vedi…..). Il Comune dopo aver optato per non recuperare l’immobile, distinandolo ad attività turistica, realizzerà un parco giochi, un’area fitness, un ufficio di informazioni turistiche ed uno spazio per ricordare la storia dei cantieri. Insomma  nel progetto e nelle aspirazioni la rivalutazione in attrattiva turistica e spazio verde.  A carico del Comune  una spesa che dovrebbe aggirarsi sui 52 mila euro.

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