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A Moano, dopo 10 anni, in sicurezza la frana all’ingresso della chiesa parrocchiale

La cronaca sforna notizie in ogni angolo. Fino ad annoiarci quando si parla di politica, politici, beghe, polemiche. Per dimenticare il giorno dopo dall’incalzare di altre novità. C’è un detto: ne uccide più la penna. Non accade in quel di Moano, frazione di Pieve di Teco, che fu Comune fino al 1928 e poteva contare anche su Trovasta. Oggi una notizia che non ha avuto eco. Dopo 10 anni è stata finalmente sistemata la frana che si era abbattuta all’ingresso della chiesa parrocchiale, creando uno stato di pericolo. C’è voluto l’impegno dell’assessore provinciale, ora semplice cittadino, Paolo Ceppi a rompere gli indugi e finanziare i lavori.

Un muro di contenimento del piazzale che era franato davanti alla chiesa parrocchiale di Moano, messo in sicurezza dopo 10 anni di attesa

Certo un pugno di case, seppure in un’osasi di verde, ulivi, belvedere sulle Alpi Marittime e sul mare di ponente, interessa a poca gente, agli abitanti che possono quantomeno godersi relax ed aria salubre, non devono preoccuparsi del caos da traffico, dello smog. Non devono pensare alla gruviera di palazzi anonimi dove alla fine nessuno si conosce e gli alloggi spesso sono vuoti per gran parte dell’anno. Moano vive un’altra dimensione, come tanti paesini dimenticati, con le graziose borgate di un entroterra che ha vissuto la miseria, ma anche gli anni floridi dello sviluppo del dopoguerra. L’impennata degli abitanti, poi  negli ultimi 30 anni un lento, inesorabile declino.

Moano resiste bene, si fa coraggio, spicca in iniziative, grazie alla Pro Loco, gareggia con le altre sei frazioni del capoluogo. Il 19 luglio, ad esempio,  si festeggia la Festività della Madonna del Carmelo con solenne processione, complesso bandistico, palla a pugno in notturna, pesca di beneficenza, serata musicale, specialità locali. Moano che nel 1949 ha visto modificare per l’ultima volta i suoi  vecchi confini . Che ospita, nel suo territorio, 4 chiese, seconda solo ad Acquetico che ne ha ben 7. A Moano oltre alla chiesa parrocchiale che conserva un piccolo campanile cuspidato con monofori di proporzioni e strutture sicuramente medievali, c’è l’oratorio di San Gregorio, la cappella  di San Sebastiano e quella di San Vincenzo.

Ebbene proprio la chiesa parrocchiale, rifatta in epoca barocca, nel 2006 aveva visto franare il piazzale prospiciente l’ingresso. E quando si tratta di tirar fuori quattrini per opere pubbliche di un certo peso, i Comuni non hanno fondi, si bussa invano a questo o quell’ente locale e regionale. Sta di fatto che sono passati gli anni e non restava che rassegnarsi,  aspettare. Nessuno ha scritto o si è saputo, si è mosso, quando era in carica, l’assessore provinciale Paolo Ceppi, tra l’altro unico farmacista dell’alta valle, unitamente al collega di Pornassio.  Non hanno messo manifesti, nè suonato la tromba. C’è chi la politica la fa con disinteressata passione, preoccupandosi magari con priorità dei più deboli, delle esigenze di chi non può mettere in conto un tornaconto elettorale, non ha santi in paradiso nelle stanze del potere che ha i cordoni della borsa. Scenario abituale nei piccoli comuni. Il caso vuole che persino alle elezioni comunali di Pieve, il dr. Ceppii sia stato tra i meno votati, neppure eletto nel parlamentino nello schieramento di minoranza.  Accade anche questo quando finisce per perdere i suoi valori pure la pubblica amministrazione locale. Prevalgono altre logiche.

Non è stato il dr. Ceppi a segnalare a trucioli.it che i lavori di sistemazione delle frana si erano conclusi, che la chiesa ha recuperato la piena operatività come merita a salvaguardia di un bene che non è effimero. Non sappiamo se qualcuno ha ringraziato. Poco importa, l’assessore ha fatto il suo dovere, preoccupandosi degli ‘ultimi’.  Non nel senso della povertà e della misericordia, ma di veder realizzato un’opera di interesse della comunità tutta.

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