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Loano ‘scalata’ la cupola di Monte Carmelo, ma a Palazzo Doria c’è il deserto elettorale

La temperatura elettorale ? A Loano sotto la media delle città che domenica 5 giugno eleggeranno i consigli comunali. Qui niente primarie e sonno profondo degli schieramenti politici e non. L’unico partito che può contare su un certo numero di iscritti, su un segretario ed un direttivo operante e vivo è il Pd con una settantina di tesserati veri. I M5S (grillini) non si vedono e non si leggono, lo scorso anno hanno partecipato ad un paio di riunioni, poi silenzio. C’è Forza Italia che, con il generalissimo Angelo Vaccarezza in Regione, pare abbia perso smalto e il turbo. Il sindaco Luigi Pignocca, mite e guardingo, non ha rivali interni, anche se permane l’incognita Lega Nord. Insomma, prevale l’attesa, l’incertezza, per la serie intanto non cambierà nulla. Altro che rinnovamento, volti giovani e nuovi ! Anche se dal Pd si vocifera che, in assenza di accordi,  c’è una presenza femminile di primo piano che non è Giulia Tassara.

Mese di febbraio 2016: lavori di acrobazia e manutenzione in corso per la storica cupola della chiesa e convento di Monte Carmelo che risale al 1500 d.C.

Difficili interventi di restauro sulla cupola della antica chiesa di Monte Carmelo a Loano, curata dall’Ordine dei padri carmelitani

In questi giorni si è fatto perlomeno onore Monte Carmelo con la sua torre, la chiesa monumentale, il convento, l’angolo più ammirato e fotografato dai visitatori italiani e stranieri.  L’imponente complesso della Chiesa del Convento, del Casotto, della Torre,  fu iniziato a fine 1500, su un’area di 350o mq, in posizione dominante, da cui si gode un bellissimo panorama,. In parte rovinato dai ‘grigi’ palazzoni gruviera lungo l’Aurelia, Corso Europa, piazzale Mazzini. Nonostante la diffusa cultura immobiliare, nonostante la lobby del ‘costruire si può ancora per il bene dell’economia turistica’, nonostante si siano estinte le più longeve imprese edilizie della città per far posto agli artigiani ‘extracomunitari’, nonostante la moria di alberghi tradizionali (con sole due strutture inserite nelle guide mondiali Michelin,  nel ponente fanno peggio solo Pietra Ligure, Borghetto S. Spirito, Ceriale), nonostante si continui a non creare serie prospettive di lavoro per i giovani laureati e diplomati costretti ad emigrare, Laono può far mostra di alcuni tesori storici ed architettonici. Può andare orgogliosa dei conti Gio Andrea Doria e poi di suo figlio Andrea II. A cavallo tra il ’500 e ’600.

Oggi Loano che va fiera del suo mega porto turistico e ringraziare la buona sorte perchè, alla fine dei conti, è finito in buone e solide mani (UnipolSai). Resta il nodo di risvegliarlo e lenire il ‘caro affitti’, lo strangolamento, asfissia, di chi non riesce, nonostante sforzi e sacrifici, a far quadrare i conti mensili o annuali. Una piaga che, dopo 8 anni di recessione nazionale, ha travolto nel Bel Paese migliaia di operatori commerciali, cambio continuo di insegne, di gestori, chiusure, sfratti, liti, cause, locali inesorabilmente vuoti. I proprietari illuminati, purtroppo, non sono in maggioranza; accontentarsi di meno, ma avere basi solide, con inquilini meno esposti all’altalena dei mercati. Loano che, pur con parecchi limiti e carenze progettuali, di messa in opera (vedi le pozze d’acqua), si è dotata di una passeggiata a mare degna di questo nome e sul viale d’arrivo, con ritardi, si avvicina l’ultimo tratto verso ponente. Una promenade ultima generazione che la collegherà fino a Borghetto e ai confini di Ceriale. Resta l’incompiuta verso Pietra Ligure.

Dopo una stagione estiva del bel tempo e con i fiocchi per gli operatori del commercio, gli esercenti, i bagni marini soprattutto, le agenzie immobiliari, i residence e le aziende alberghiere tradizionali, i mesi ‘di bassa stagione’ hanno avuto, per Loano, un netto impulso positivo rispetto al recente passato. Lo scorso numero di trucioli.it ci siamo occupati del fenomeno titolato “A Borghetto i turisti dormono e  a Loano spendono“. Dalla città dormitorio regina delle seconde case,  emigrano per far acquisti nella cugina confinante anche se in quanto a cemento non si è fatta mancare nulla. Perlomeno ha mantenuto il ruolo di capofila, di ospitalità, attrazione del comprensorio.

In questo contesto dove resta il caos da traffico sull’Aurelia ed in centro città, dove nessuno osa chiamare in causa l’inquinamento da polveri sottili (quattro ruote  e due ruote a motore), salute e qualità della vita – non serve essere fanatici ambientalisti – , si scandiscono i mesi, i giorni per l’appuntamento elettorale di giugno. L’ultima tornata del 2011 aveva visto in lizza tre schieramenti, due a sinistra ed un centro destra, con l’ausilio dei leghisti. Il partito di Bossi, conclusa l’era del compianto dott. Maurizio Strada (ignorato dalle giovani generazioni, capace di avvicinarsi ai 700- 800 voti di lista), svettava alle ultime regionali, ora resta in letargo. Un assessore, al bilancio, che sarà pure diligente e presente a Palazzo Doria, volontario della Croce Bianca, pare però non esista all’esterno, ad iniziare dai media locali, giornali e on line.  Non fa mai notizia ? Parliamo ovviamente dell’attività politico – amministrativa. Non si capisce, ad esempio, l’acquiescenza alla solenne promessa che la giunta Pignocca avrebbe dato priorità al PUC. Anzi, chi mastica qualcosa di edilizia, sa bene che un motivo c’è. Basta vedere la lista e l’elenco di chi ha costruito e costruisce, il sottoelenco di chi ha opzionato alcune aree. Come a dire il nuovo strumento urbanistico è chiuso nel cassetto, con qualche eccezione, con qualche frequentazione poco cristallina di assessori. Il paese è ‘piccolo’ si suol dire, professionisti, artigiani, immobiliaristi non vivono nel bunker, lo sanno bene nel mondo degli avvocati e dei commercialisti. Anche il Pd viene descritto molto insospettito e tra le cause che avrebbe respinto, dopo le elezioni Europee, una proposta di accordo di maggioranza avanzata dallo stesso sindaco Pignocca.

Il panorama della corsa a Palazzo Doria è per la serie il ‘piatto piange‘. Le riunioni ufficiali ed ufficiose di gruppi si contano sulle due dita della mano. Tra i più attivi c’è chi indica l’avvocato Alessandro (Chicco) Garassini, per due mandati presidente della Provincia e sponsor di quel Marco Bertolotto, successore, che un altro loanese presidente e pure successore, ha definito sui media “la peggiore amministrazione provinciale della storia locale“. Lo stesso Garassini che nelle ultime comunali si sarebbe fatto dettare la strategia da quel Nino Miceli, allora potente ed introdotto anche nel pianeta dei media, che silurò la candidatura a sindaco del giudice Filippo Maffeo, già giovanissimo consigliere comunale DC. Questa volta Garassini, dopo la sconfitta della brillante sorella consigliere comunale di un’opposizione spaccata e lacerata,  starebbe tentando di dare vita ad una lista civica.

Alla fine si scopre che a livello locale non c’è mai stato. fino ad oggi, un incontro  del Pd con gli ‘avversari’. Il Pd che sussurra “non andiamo da nessuno col cappello in mano”. E’ l’unico partito, dicevamo, organizzato che ha continuato a crescere nel tesseramento, malgrado gli alti ed i bassi a livello nazionale. Si è saputo che Giulia Tassara, di cui si era vociferato come possibile candidato sindaco, non è disponibile, sia per gli impegni in Provincia, sia per il lavoro. Al suo posto potrebbe esserci una giovane candidata che rappresenterebbe il rinnovamento, il volto nuovo.  Scontata la presenza in lista di un attivista del calibro di Roberto Franco. Ma il Pd, almeno quello loanese, da l’impressione di non voler essere il primo a cercare un riavvicinamento. Essere uniti per vincere, ma non a tutti i costi, sembra di capire. Altra piccola novità è che questa volta non ci sarà una lista di disturbo a sinistra come quella, del 2011, di Paolo Tosi. Del resto pur unita la sinistra radicale e quella moderata non raggiunsero i voti del centro destra.

E’ vero, mancano ancora tre mesi alla tornata elettorale ed è probabile che siano alla fin fine i dirigenti regionali a dettare la linea, a prendere le decisioni. Vale per Forza Italia, altri schieramenti minori di destra, per la Lega Nord e per il Pd che oggi ha per referente il consigliere regionale più votato in provincia. Il geom. Luigi De Vincenzi, ex sindaco di Pietra Ligure, già capo ufficio tecnico al Comune di Borghetto S. Spirito. Nessuna illusione, invece, di vitalità dei grillini. Il referente locale è il geom. Marco Federici, ex consigliere comunale di Lega Nord a Borghetto  S. Spirito e poi consigliere provinciale. Un osso duro da sempre, ma che non ha chance in quel di Loano, nè di spuntare l’appoggio ufficiale (col simbolo) a questo o quel schieramento. La linea dura del M5S, a Savona, ha il sostegno di parlamentari ed esponenti regionali. Loano non può fare eccezione al panorama grillino della provincia. Grillo ha un forte consenso elettorale, ma eroso e depotenziato a livello di elezioni comunali, almeno fino ad oggi. I tempi  di un 5 Stelle candidato sindaco non sono ancora maturi ?

 

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