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Ceva – Ormea, i becchini del 2012, ma perché battersi da leoni per la litorina ? Consigli utili di un medico – ingegnere

Roberto Borri, tre lauree, a Genova e Imperia: medico, ingegnere,  musicologo e musicista per hobby. Ha scritto un’interessante articolo – riflessione – approfondimento e di attualità, in merito alla linea ferroviaria Cerva – Ormea, pubblicato dal quotidiano on line Targatocn.it. Il dott. ing. Borri ha preso lo spunto dal viaggio (sperimentale) – ritorno della litorina lungo le rotaie Ceva – Garessio – Ormea che una politica macroscopicamente miope e dissennata aveva soppresso nel 2012 sotto la presidenza leghista della Regione Piemonte e della Provincia di Cuneo. L’autore mette in risalto cosa è accaduto soprattutto sul fronte del trasporto su gomma: interessi e affari trasversali, qualità della vita, il danno all’economia e al turismo. Infine mette a confronto il buon esempio e le strategie della Svizzera montana.

Roberto Borri, medico e ingegnere, coscienza critica del tema ‘rotaie’ in Alta Val Tanaro, abita a Terzo

Mercoledì 3 febbraio, compare un articolo di targatocn.it, dedicato al treno che torna a solcare i binari della linea Ceva – Ormea, sulla quale il servizio viaggiatori è stato sventatamente sospeso da parte di una delibera regionale quanto meno discutibile nell’ormai lontano 2012. Va da sé che il ritorno del treno è un fatto positivo, da accogliere con doveroso plauso, tuttavia la linea, al pari di molte altre, è stata oggetto di progressivi depauperamenti all’impiantistica, i quali hanno portato una tratta nata e concepita addirittura per il servizio internazionale – era, infatti, previsto il proseguimento verso la Francia attraverso Pieve di Teco, Imperia e Ventimiglia, ma è stato poi preferito il corridoio del Tenda – ad un vero e proprio budello.

Per non parlare della pessima programmazione del servizio, che pareva essere concepito appositamente in maniera tale da scoraggiarne l’impiego da parte dei viaggiatori, creando così le condizioni per poter dichiarare un’affluenza talmente scarsa da proporne la sospensione e la conseguente sostituzione con autoservizio, il quale, oltre ad essere soggetto alle condizioni meteorologiche avverse ed alle perturbazioni del traffico, non assicura né la sicurezza, né la comodità, né la velocità proprie della ferrovia; inoltre, nonostante la trazione termica, resasi necessaria dall’improvvida mancata conversione a corrente continua nel 1973, allorquando si decise di eliminare la trazione trifase anche dalla Savona – Torino (via Fossano e via Bra), il treno può contare comunque su di un vantaggio anche dal punto di vista ecologico, grazie alla marcia più fluida su sede propria ed alla capacità di trasportare un numero maggiore di viaggiatori a parità di dispendio energetico.

Da più parti sono state riportate voci che giudicano troppo onerosa la ripresa di un servizio pubblico regolare, ma occorre osservare che l’autoservizio ha dei costi diretti ed indiretti e non è affatto gratuito; occorre, invece, riorganizzare il sistema dei trasporti: nella vicina Svizzera, ad esempio, è stata vietata l’istituzione di autoservizi paralleli alla ferrovia, a meno che non si tratti di zone ad alta densità abitativa, con esigenze di raccolta e distribuzione dei viaggiatori tra le stazioni, mentre sono potenziati quegli autoservizi che, a pettine, si diramano dalla ferrovia per servire località non servite dal treno o dagli impianti a fune. Non servirebbe un orario denso e cadenzato, ma poche coppie al giorno, una o due delle quali proseguite su Cuneo: la popolazione dovrebbe battersi con ogni mezzo per esigere dalla Pubblica Amministrazione quanto rientra nei suoi compiti per servire i suoi cittadini. È altresì doveroso rammentare che l’alta Val Tanaro è costellata di stabilimenti industriali di varie dimensioni, ancorché la gloriosa cartiera di Ormea sia (fisicamente!) emigrata altrove e punti di attività estrattiva: trattasi di realtà che ben potrebbero giovarsi del treno per il trasporto delle merci.

Stesso discorso potrebbe essere ripreso per altre realtà: limitando l’esame ai collegamenti della Provincia Granda, oltre alla sopra citata Mondovì – Pianfei – Cuneo, abbiamo la Savigliano – Saluzzo – Cuneo, con la compianta diramazione per Airasca, sul cui tracciato, oggi, si vocifera in merito alla costruzione di un’autostrada e la linea delle Langhe Alba – Castagnole Lanze – Asti / Alessandria. Auspichiamo che la rivalorizzazione turistica sia solo la scintilla per il rilancio del treno quale cardine dei trasporti terrestri.

Roberto Borri – Terzo (Al)*

*Roberto Borri, accanto alla professione di musicologo e musicista, è impegnato come Medico Chirurgo e come Ingegnere, specie nel campo dei trasporti ferroviari, tenendo due conferenze a tema e collaborando con altri Colleghi nell’ambito di una neonata Associazione nazionale. Ha prestato servizio all’interno del servizio di Guardia Medica presso il Distretto di Acqui Terme dal 2010 al febbraio 2011; presso il Distretto di Alessandria da aprile 2011 e a scavalco, fino al luglio luglio 2013: Successivamente, sostituzioni in lista di reperibilità, fino al mese di giugno 2015.  Partecipazione a giornata di aggiornamento in Cardiochirurgia, svoltasi il 24 marzo 2015. Frequenza volontaria presso il Reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Civile di Acqui Terme nel 2013 e collaborazione con altri Autori alla stesura dell’articolo Functional study of glenohumeral ligaments, pubblicato sulla rivista Journal of Orthopaedic Science, nel numero di settembre 2012 e censito nell’archivio PubMed con voce dedicata. Frequenza volontaria presso il Reparto di Chirurgia Generale dell’Ospedale Civile di Acqui Terme dal dicembre 2010, conb saltuarietà al marzo 2012. Abilitazione all’esercizio della professione di Medico Chirurgo nell’anno 2010 e relativa iscrizione all’Ordine di Alessandria. Laurea in Medicina e Chirurgia conseguita presso l’Università degli Studi di Genova il 23 ottobre 2009 con punteggio 106/110. Partecipazione ai seminari ortopedici nel 2008 e nel 2005. Partecipazione a seminari chirurgici generali, a seminario chirurgico d’urgenza. Frequenza ad internato ortopedico, svoltisi negli anni accademici dal 2004 al 2008. Frequenza ad internato radiologico, anno accademico 2006/2007. Frequenza ad internato chirurgico generale, svoltosi nell’anno accademico 2003/2004. Redazione di elaborato sull’analisi impedenziometrica bioelettrica, nell’ambito di un periodo d’internato in Fisiologia Umana e tuttora impiegato a scopo didattico. Partecipazione ad attività di laboratorio chimico in spettrometria di massa.

Servizio con piena soddisfazione, presso l’Istituto di Meccanica applicata alle Macchine dell’Università di Genova nel 1994. Collocamento in graduatoria per posti di ricercatore nelle discipline di Meccanica applicata alle Macchine e di Impianti industriali meccanici, in seguito a concorso di cui alla Gazzetta Ufficiale del 26 ottobre 1993. Abilitazione all’esercizio della professione di Ingegnere conseguita nel 1993 e relativa iscrizione nel 1994 all’Ordine di Imperia con il numero 499, poi, nel 2003, trasferimento a quello di Alessandria, con il nuovo numero 1705 della serie A. Laurea in Ingegneria meccanica, conseguita presso l’Università degli Studi di Genova il 17 dicembre 1992, con punteggio 110/110.

 

 

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