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E Savona che fa ? Sogni d’oro !

Le “navi merci” che devono venire nel Nord Italia, o che trasportano merci, o anche quelle che solo transitano, con le loro merci, preferiscono ai porti liguri-tirrenici e adriatici del nostro Centro-Nord (Genova, Venezia…) quelli del Nord Europa (Rotterdam, Anversa, Amburgo). Lo stesso accade con i porti del Sud: Gioia Tauro, Taranto, superati da Port Said in Egitto, da Tangeri in Marocco… anche per motivi economici. Leggi anche il primo treno della frutta, viaggi sperimentale. Articolo pubblicato dal Sole 24 Ore che indica nel porto di Savona Vado il più grande scalo del Mediterraneo per i prodotti  dell’ortofrutta.  con un piano di investimento ambizioso nei prossimi anni da parte della Maersk.

 

L’Italia non ha saputo “rendersi” appetibile come sistema portuale e logistico. Costi a parte, per cui è difficile se non impossibile fare concorrenza ai porti nordafricani, l’Italia ha tempi biblici in tutto. La forte crescita dei porti nord africani, e la loro estrema competitività tariffaria, sembrava indicarli per il futuro del transhipment solo qualche anno fa, ma i porti liguri avrebbero potuto avere un ruolo importante nell’accorciare di 7-8 giorni la linea oriente-Suez-Gibilterra-nord europa, con evidenti benefici economici. Di questo si parla da molti anni. Oltre all’area del nord Europa, chiaramente i nostri porti sono al servizio della nostra area padana. Un porto “da solo” è come una cattedrale nel deserto: quello che serve è un “sistema porto-infrastrutture-logistica” proporzionato al territorio che deve servire.

Ma nonostante che le “distante chilometriche” siano a favore dei porti liguri il “sistema italiano” è inefficace coi porti del nord Europa: è noto infatti che ci vuole molto meno tempo da Rotterdam a Verona che da Genova a Verona, 1-2 giorni contro 7-10 giorni. Ed allora il beneficio di risparmiare 7-8 giorni di navigazione va in fumo. I tempi di sviluppo delle infrastrutture in Italia è fuori dal comune. Ricordo la Bologna-Firenze, od anche l’alta velocità Genova-Milano! Od il terzo valico di Genova.

In Liguria poi c’è una carenza dei collegamenti e della logistica notevole. Il sistema autostradale è al collasso, la gronda di Genova è in discussione da decenni, la ferrovia del ponente, il terzo valico, e tanti urgenti opere sono allo stallo. Nuove iniziative sono troppo frammentate e non costituiscono un insieme coerente: vedi Aurelia bis a Savona Albisola, una cattedrale nel deserto. Poi c’è il problema degli spazi: la Liguria non ne ha, e quindi necessariamente le aree si devono trovare oltreappennino. Vedo poco saggio usare quelle piccole aree della nostra regione, per una logistica che sarebbe poco efficace e costosa. Quindi fare nuovi porti può dare vantaggi solo se si è connessi ad un sistema di infrastrutture che possano portare rapidamente le merci a destinazione.

Ma oltre al problema infrastrutturale e logistico c’è il problema politico-burocratico che è un freno gigantesco. Almeno 20 anni fa è stato concepito un progetto denominato “bruco”: Il progetto Bruco presentava diversi aspetti interessanti: proposto da una cordata di imprenditori privati con capitali privati non richiedeva impegno di denari pubblici, mentre dal punto di vista funzionale-trasportistico-territoriale era molto innovativo. Partiva dalla considerazione che l’area logistica della Liguria è l’alessandrino, e quindi di conseguenza, il container dalla nave doveva andare diritto lì, semplicemente: nessun container a terra a perdere tempo, nessun costo di movimentazioni inutili, porto ridotto all’osso e collegato con una ferrovia dedicata ed automatizzata agli spazi per la logistica nell’alessandrino. Bocciato dalla politica! Bruco, terzo valico, connessione all’alta velocità erano “discorsi” in voga 20 anni fa per stigmatizzare l’importanza del canale Genova -nord Europa per “risparmiare” 7-8 giorni di navigazione ed scaricare i containers a Genova ed inoltrarli via terra a nord. Parole, parole! Sono passati 20 anni e praticamente nulla è stato fatto.

Ricordo solo che intanto gli Egiziani in 1 (uno) anno hanno raddoppiato il canale di Suez, ma lì è un’altro mondo! Noi intanto nella nostra Savona-Vado abbiamo messo su un’opera, la piattaforma Maersk, per avere una fetta della torta containers. Collegamenti? Quelli stradali ovviamente! Perchè la ferrovia Savona Alessandria è vecchia e fatiscente e avrebbe bisogno di essere rinnovata. Serviremo Orbassano centro logistico piemontese? Forse! Intanto “Orbassano” si porta avanti presentando un progetto da 30 milioni per adeguare la linea ferroviaria Genova-Alessandria-Torino alla compatibilità con il transito di treni containers, e poter anche essere pronta all’inaugurazione del tunnel del Gottardo e quindi collegarsi al corridoio Reno-Alpi.

E Savona che fa? Sogni d’oro? Quale futuro? Con l’accorpamento delle autorità portuali c’è poca speranza nella benevolenza genovese. Ma c’è anche un’altro e forse più grave pericolo, che colpirebbe sia Genova che Savona: è la rotta polare, la via marittima artica per la navigazione tra i porti asiatici e quelli europei, utilizzando la rotta che attraverso il passaggio a nord-est collega l’Oceano Pacifico con il Mare del Nord passando per il Mare Glaciale Artico e il Mare di Bering.

Il gruppo armatoriale cinese China Ocean Shipping (Group) Co. (COSCO) ha fatto diversi test con l’obiettivo di sfruttare la via marittima artica con navi ice-class idonee a navigare sulle rotte trans-artiche. Primo “test” nel 2013 con un viaggio della nave multipurpose Yong Sheng con partenza dal porto cinese di Taicang da cui è partita il 15 agosto per arrivare nel porto di Rotterdam il 10 settembre.

Sono stati necessari 27 giorni per coprire le 7.800 miglia nautiche tra Taicang e Rotterdam attraverso il passaggio a nord-est: questo esperimento ha evidenziato la possibilità di ridurre di circa 4.000 miglia nautiche la distanza tra i principali porti asiatici e quelli del Nord Europa. Ecco il punto: 7800 miglia nautiche contro 11800 miglia nautiche, 27 giorni contro 41 giorni! 34% di risparmio! Ecco che la rotta di Suez per andare in nord Europa sarebbe finita! A che servirebbe la piattaforma Maersk?

Comitato Casello Albamare Il Presidente, Paolo Forzano

SAVONA – TORINO IL PRIMO VIAGGIO DEL TRENO DELL’ORTOFRUTTA, IL FUTURO DEL PORTO, GLI INVESTIMENTI DELLA MAERSK. POTENZIALITA’ E SVILUPPO, POSTI DI LAVORO

FAI UN CLICK PER INGRANDIRE L’ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE DI MERCOLEDI’ 3 FEBBRAIO

 

 

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