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Perchè Quiliano e Valleggia vogliono la pista ciclopedonale

Il tempo è denaro. Chi ha tempo non aspetti tempo. Io in ufficio avevo un quadretto: “il tempo lavora contro di noi”! Il tempo fa il suo percorso indipendentemente da noi, e siamo noi a dover “essere a tempo”! Sono almeno 15 anni che tento di coinvolgere l’amministrazione comunale su un progetto di riqualificazione della zona: sullo stato dei marciapiedi a Valleggia e sulla possibilità di realizzare una rete di piste ciclopedonali da anni periodicamente parlo col Sindaco di turno.

Nicola Isetta nel 2000, Alberto Ferrando più volte, in modo un po’ più approfondito il 14 febbraio 2011, e poi altre volte “al volo”. Sempre disponibile, ma i fatti . . . non sono seguiti! Col Sindaco Isetta ho riscontrato una certa freddezza: Isetta non ci credeva, o molto più probabilmente non essendo sua l’idea (famosa sindrome di NIH “not invented here”!) non ha ritenuto di prenderla in minima considerazione!

Il Sindaco Ferrando invece è sempre stato più aperto e disponibile, ma tantè risultati concreti nessuno! Alberto, gli ho detto, sto diventando vecchio e se non ci sbrighiamo a fare qualcosa non mi servira più!

Alberto Ferrando ha dato disponibilità (novembre 2015) ad approfondire il problema anche con un nuovo ingegnere appena assunto: ma poi c’è un problema od un’altro, e non siamo ancora riusciti a concretizzare!


Ma che ci vuole? Da Quiliano a Valleggia a Vado a Zinola esistono una serie di percorsi “pedonali” su marciapiedi striminziti od inesistenti. In qualche parte c’è anche qualche “pezzo” che va bene, come quella frazione di 280 metri di pista ciclopedonale area Conad, od i marciapiedi area deposito Sarpom. Ma questi piccoli tratti avrebbero bisogno di essere integrati in una rete ciclopedonale “continua”. In centro Valleggia i marciapiedi sono allucinanti, specie dalla Farmacia verso Vado Ligure. Serve una progettazione a misura d’uomo, che possa essere utilizzata sia dai pedoni, che da mamme con carrozzine e bimbi con biciclettine, da adulti che si spostano in bicicletta. L’area si presta perchè è tutta in piano, in molti casi basta un po’ di vernice e poco più.  Non servono grandi opere: un po’ di asfalto, un po’ di vernice rossa, poco più. Alcuni tratti sono molto semplici, alcuni altri meno: però serve un progetto globale anche per potere attingere a fondi per la realizzazione.

Vado Ligure ha progettato, richiesto finanziamenti e realizzato il rinnovamento di una passeggiata che già era ottima, e l’ha anche estesa fino al confine con Savona. Anche Savona ha fatto altrettanto ed ha realizzato la continuazione della nuova passeggiata di Vado davanti a Zinola.

In buona sostanza: che ci vuole? Percorsi fluidi senza scalini, materiali semplici e durevoli come l’asfalto, una segnaletica semplice, una divisione dalla strada semplice. C’è anche un problema critico: quello della strada tra la ferrovia ed i campetti di calcio di allenamento (vicino al Chittolina): lì il parcheggio è a lato strada ma c’è un continuo di porte aperte e di persone e di ragazzi che invadono la strada con poca considerazione alle auto e moto in transito e quindi con grave pericolo.Servirebbe coprire il canale dell’acqua con una griglia metallica in modo da ricavare un marciapiedi, ed anche dalla parte opposta c’è la corsia riservata per la ferrovia che raggiunge Tirreno Power: questa ormai è solo anacronistica perchè ormai la ferrovia non trasporta più nulla! Dovrebbe essere utilizzata come parcheggi e pista ciclopedonale. Si fara? A mo’ di stimolo per il Sindaco abbiamo realizzato il 27 gennaio 2016 una pagina Facebook con proposte sulla rete delle piste ciclopedonali già esposte all’amministrazione, ed anche su tanti particolari da rivedere: come sono e come li vorremmo.

https://www.facebook.com/vogliamo.piste.ciclopedonali.Valleggia.a.mare/?notif_t=page_invite_accepted

La pagina ha avuto in mezza giornata di attività un rilevante successo: 348 visite e 153 “mi piace”! Ed anche il Sindaco Ferrando si è subito attivato fissando un appuntamento per la settimana prossima. Che sia la volta buona? Speriamo!

Comitato Casello Albamare, il Presidente, Paolo Forzano

  

 

  

 

  

  

 

  

 

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