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‘La P2 è nata a Savona, tra Gelli, Chiarle e Farruggio’. La testimonianza di savonese

“La P 2 ? Io non ho dubbi, è nata a Savona da un’idea di Licio Gelli, Aldo Chiarle e Alessandro Farruggio, siciliano che ha fatto il militare ad Albenga, si era laureato sessantenne, è stato preside dell’Enaip e tra i primi a scontrarsi e a lasciare Propaganda 2 “. E’ quanto sostiene uno studioso, scrittore, militante politico di lunga data nella città della Torretta. A fargli la confidenza sarebbe stato uno dei protagonisti col quale ha mantenuto rapporti d’amicizia per molti anni. Gelli, a Savona, al teatro Chiabrera, partecipò ad un concorso nazionale di poesia, aggiudicandosi il terzo posto. 

Aldo Chiarle, giornalista ed esponente massonico, è morto a Roma nel 2013,a Savona sarebbe nata la P 2 di Licio Gelli

Dopo la pubblicazione dell’articolo di trucioli.it, a firma del prof. Massimo Macciò (Licio Gelli e le bombe oscure di Savona…), spunta la testimonianza di un savonese vivente. E’ probabile non sia la prima volta che C.G. si confida. La sua è un’ipotesi personale o una certezza ? E su quali elementi di prova ? “Non credo di essere depositario di una verità inconfessabile – sostiene l’interlocutore -,  non credo di essere il solo ad aver appreso questo dato di fatto storico, c’è almeno un ex vice sindaco di Savona che conosce alcune circostanze.  La P2 gelliana  è venuta alla luce a Savona, un embrione in fasce si direbbe. Non era ancora un sistema di potere, di misteri e segreti che hanno sconvolto il paese in anni bui.  Con il burattinaio  Gelli  rimasto fedele al suo cliché fino alla tomba e sono convinto che pure il giornalista Chiarle, morto a Roma, abbia portato con se più di un segreto, fatti e persone di Savona e dintorni”. Chiarle amico personale di Italo Pietra che fu direttore del Giorno. Chiarle che con la sua ’500′ accompagnava nel tour dei comizi Sandro Pertini. 

Quale sarebbe stato il ruolo della P2 (da associazione segreta) in Liguria, in provincia di Savona, nell’imperiese, nel Basso Piemonte. C’è il capitolo irrisolto nella lunga stagione delle bombe. Il ruolo di alcuni rappresentanti delle istituzioni, certi silenzi altolocati che accompagnarono quelle giornate. “Mi sono fatto un’idea molto personale – altro passo della testimonianza – , preferisco tacere, credo sia davvero inutile fomentare altre polemiche. Però quando si parla della genesi del P2, ebbene resta  il fatto, a quanto mi consta, che a Savona ha avuto i natali. Nella Città Medaglia d’Oro, nella terra di Sandro Pertini. Nacque da un ‘progetto massonico’ di Gelli, del giornalista Aldo Chiarle a lungo ‘ factotum’ nel Psi provinciale e del prof. Alessandro Farruggio che entro ben presto in conflitto con Gelli quando gli chiese conto dove finissero i soldi dell’ associazione massonica ligure Propaganda 2.”

Ad ascoltare chi l’ha conosciuto e frequentato, Farruggio era un personaggio estroverso, come lo era del resto Chiarle.  L’insegnante, a Savona, si era distinto nell’impegno di preside Enaip, ospitato in via Famagosta nella vecchia caserma.  Qui si formavano, a scuola teorica e pratica, giovani che si avvicinavano a mestieri artigianali: elettricisti, falegnami, meccanici. Tra le persone viventi c’è chi ricorda le frequentazioni, le amicizie. C’era l’ingegner Osvaldo Armellino, apprezzato esponente socialista e già vice sindaco di Savona. Risale a quel periodo il concorso di poesia di cui abbiamo fatto cenno, tenutosi  al teatro Chiabrera ed in precedenza a Genova. ” Ricordo che la premiazione  - sempre dalla testimonianza – avvenne tra qualche contestazione e strascico, al secondo posto un cittadino di Savona con l’hobby della poesia e la notorietà del personaggio Gelli pur non essendo ancora all’apice, aveva portato in sala agenti della Digos in borghese ed una discreta sorveglianza all’esterno: E’stata l’ultima volta che vidi e parlai  con il Gran Maestro Venerabile nella città della Torretta, non ritengo però sia stata proprio l’ultima visita, tenuto conto dei rapporti di fratellanza con Chiarle ed altri esponenti di Propaganda 2 in questa provincia “. (LEGGI A FONDO PAGINA LA GENESI DI WIKIPEDIA SULLA P2 ANCHE ALLA LUCE DEGLI ATTI DELLA COMMISSIONE ANSELMI). Gelli  era il fondatore riconosciuto della loggia segreta. A Savona, dunque, aveva un paio di coofondatori ? Gelli si è spento a 96 anni a Villa Wanda, sulle colline di Arezzo dove viveva dal 2001 in detenzione domiciliare, scontando una pena di 12 anni per la bancarotta fraudolenta all’Ambrosiano di Roberto Calvi. Era stato condannato pure a 10 anni per depistaggio delle indagini della strage di Bologna del 1980.

Un ultimo cenno, visto che siamo in tema, alle ‘Bombe di Savona’.  Il libro fresco di stampa e con un buon successo di copie già vendute in libreria ‘Savona l’identità perduta’, a pagina 18, a firma di Luciano Angelini, memoria storica della città, giornalista arrivato al vertice della direzione del Secolo XIX, pensionato, riporta: ” Una vicenda ancora oscura a 40 anni di distanza. Una sola certezza: la risposta coraggiosa, determinata e responsabile della città.  Per le indagini si erano mobilitati servizi segreti,  guidati dallo storico capo Emilio Santillo, il capo dell’antiterrorismo ligure Umberto Catalano ( anni dopo chiamato a commissario straordinario del Santa Corona e coinvolto in un’inchiesta e processo ndr).… Si costruirono le ipotesi  più fantasiose, si disegnarono piste e scenari  con personaggi del terrorismo internazionale. Inchieste a più livelli, talvolta in conflitto con loro, quantomeno scollegate.  Ma senza approdare a nulla di serio e concreto. E’ semplice e forse comoda, la definizione di ‘bombe nere’.  Di mandanti, certo esterni, ed esecutori materiali, forse con basisti locali, nemmeno l’ombra o quasi.  Le indagini si chiusero con un amaro ed umiliante nulla di fatto.  Fu un magistrato di altissimo rigore morale ed onestà intellettuale, il dottor Antonio Petrella, a rivelare anni dopo  al presidente Pertini le gravi lacune della precedente inchiesta. …Molto si è scritto e detto – commenta Angelini spesso a sproposito, su quelle vicende: ricostruzioni, ipotesi, teorie, presunte rivelazioni e testimonianze. Ripercorrere le tappe di quegli attentati è un rito al quale preferisco sottrarmi. resta indelebile la tensione ed il senso di impotenza scandito dall’esplodere delle bombe ai quattro angoli della città  con il loro carico di sangue e paura”.

Da wikipedia: ….

La circostanza che, nel periodo della maestranza del venerabile Lino Salvini, Gelli fosse riuscito a riunire in segreto almeno un migliaio di personalità di primo piano, principalmente della politica e dell’Amministrazione dello Stato, e la pubblicazione del suo programma sovversivo dell’assetto socio-politico-istituzionale, suscitò uno dei più gravi scandali politici nella storia della Repubblica Italiana. Il 31 ottobre 1981, sette mesi dopo il rinvenimento delle liste degli affiliati alla P2, la corte centrale del Grande Oriente d’Italia, presieduta dal nuovo gran maestro Armando Corona, per evitare ulteriori scandali, espulse Licio Gelli dal consesso massonico, pur asserendo che già nel 1976 la P2 aveva sospeso ufficialmente la propria attività all’interno dello stesso Grande Oriente d’Italia, e da allora non avrebbe più agito all’interno del consesso massonico ufficiale. La Commissione parlamentare d’inchiesta, presieduta dall’on. Tina Anselmi, concluse che la loggia era una vera e propria “organizzazione criminale” ed “eversiva”; la loggia venne sciolta con la legge 25 gennaio 1982, n. 17. Lo “scandalo della P2″ ha determinato un notevole appannamento dell’immagine della massoneria in Italia, costituendo un danno per tutto il variegato movimento massonico italiano e non solo per il Grande Oriente d’Italia, di cui la P2 era parte. Il 18 novembre 1984 fu promulgata la nuova costituzione dell’Ordine, in cui si afferma che il Grande Oriente d’Italia rappresenta la sola fonte legittima di autorità massonica nel territorio italiano e nei confronti delle Comunioni massoniche estere. Si stabilisce che il GOI, nei rapporti giuridici con la società civile, si colloca tra le associazioni non riconosciute. Vengono inoltre introdotte importanti novità in ordine alla trasparenza interna dell’organizzazione. Tuttavia il Grande Oriente d’Italia rimase segnato dalla vicenda della P2. Nel 1993, all’indomani di una ulteriore inchiesta giudiziaria, l’inchiesta Cordova (dal nome del Pubblico Ministero di Palmi Agostino Cordova, titolare dell’indagine), l’allora Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Giuliano Di Bernardo preferì prendere con forza le distanze dall’Obbedienza che presiedeva, fondando la Gran Loggia Regolare d’Italia, che immediatamente ottenne il riconoscimento della Gran Loggia Unita d’Inghilterra, che da allora manterrà senza soluzione di continuità.

 

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