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Spazio libero ? A Borghetto S. Spirito

Un desolato spazio vuoto nel cartellone pubblicitario, sull’Aurelia, proprio all’ingresso del centro storico. Un buon segno, buon auspicio ? Eppure se a Spotorno, di fronte allo ‘sfascio’ perdurante, è scattato l’orgoglio di una maggioranza di consiglieri – eletti dai cittadini, a Borghetto S. Spirito accade l’opposto. Il sindaco e la sua giunta mai così saldi in sella, orgogliosi dei traguardi, in fiduciosa attesa del Puc, del risanamento  ’mausoleo e rovine’ Roveraro, del miracolo Castello Borelli con hotel a 5 stelle, alloggi per Vip. Dopo il porticciolo e la sopraelevata a mare di ponente, a Borghetto si attendono miracoli e miracolati. I misericordiosi.

Un lettore si chiederà, ma che importanza ha parlare di un semplice e banale tabellone destinato ai messaggi pubblicitari del mondo commerciale ed economico cittadino, del centro storico ? Un cartello in bianco, vuoto, recante la sola scritta ‘spazio libero tel…’, forse non sarà il massimo, neppure il minimo. L’immagine invece merita, fa riflettere. E’ la prova del nove che questa martoriata cittadina che ha conosciuto il boom (apparentemente) da macchina perpetua, pare seduta sul precipizio. Potremmo essere al si salvi chi può. A chi giova resistere. A Spotorno se lo sono chiesti, alla fine hanno avuto il coraggio di ammettere, non perdere altro tempo. A Borghetto è un’altra storia, un’altra stoffa fa da abbigliamento ai consiglieri comunali. Uomini scafati e gentil signore, quote rosa. Nonostante tutto, il sodalizio del capitano Gianni Gandolfo tiene, resiste, si difende da timidi, insicuri e paurosi ‘nemici’. Sarà un’eredità di macerie ? Finché la barca va, lasciamola andare. Ecco lo slogan vincente, unito al decoro e all’amore per il proprio paese.

Finché non si troverà l’uomo giusto non sarà certo un cartellone spoglio o un’area in rovina da decenni (Roveraro), un piano regolatore in sonno percorso da mille trame e tramatori (nulla di penale, mancherebbe altro),  dopo un’attesa ultradecennale al rilancio del Castello, finalmente il mega depuratore consortile, con un futuro assicurato di clienti. L’ultima perla ? Qualcuno si deve pur sacrificare per il bene collettivo. Qui almeno si da lavoro ad una trentina di persone e si controllano le poltrone senza disturbare troppo i santi manovratori.  Si direbbe che a Borghetto conoscono i loro polli ? Ci sarà pure qualche gallo e galletto, pulcino. No, sono spariti. Resistono soltanto i pavoni. Ci sarà almeno un’associazione, un comitato che si sveglia una mattina e dice: abbiamo superato tutti i limiti, questa croce non dobbiamo farla pesare tutta sulle spalle di cittadini inermi, impotenti, rassegnati, confusi. Le quote rosa, a Borghetto, hanno avuto una fiammata, ogni tanto un ritorno di fiamma, ma difettano di tenacia, costanza, scarsa considerazione delle proprie forze, tramontati i tempi della mobilitazione di piazza. Ci fossero almeno i grillini, i padani.

Lo spazio libero, 12 mancati inserzionisti, testimonia che il tempo passa e si preferisce chiudere gli occhi, abituarsi a non vedere e non sentire. Ognuno pensa al suo tirare a campare, chi bene, chi mediocremente e chi peggio. Basta osservare le postazioni degli ultimi agricoltori che praticano la filiera corta sulla piazza Caduti del Lavoro. Ai loro banchi si fa la fila, vendono e ringraziano, tornano a casa appagati dei sacrifici. Nulla a che spartire con la cruda desolazione di un cartello specchio dello stato di salute di un’economia di una cittadina, come il ‘vuoto’ dell’hotel Royal sulla storica piazza, la colonia Acli sul lungomare e oltre, un paio di edifici, fronte spiaggia, sbarrati  da anni. L’urlo nella foresta di chi non ha più voce, non ha più speranza, non ha più fiducia. Ma il capitano è un resistente, circondato dalla sua piccola corte, sente di rappresentare l’ultima spiaggia. Non si danna, non soffre di insonnia, non ci sono fomenti popolari in agguato. Il popolo è mite, il popolino prega, va in chiesa, fa qualche opera buona. In attesa del messia.

No, non è uno spazio pubblicitario in più o in meno il segnale che c’è qualcuno, una comunità, pronti a rialzare la testa. Non per insultare, denigrare, diffamare, ostacolare. Per difendere le famiglie, i giovani del domani, ciò che hanno ricevuto in eredità. E’ vero, nessuno piange. Allora ridiamo ? Forse, chissà.

 

 

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