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Se il migrante sorseggia whisky. Vita da profughi (anche natalizi) a Ormea e Nava. Intanto alle feste si aggira un personaggio…

Può accadere e sorprende. Un migrante nigeriano, dignitosamente vestito, entra in un locale pubblico di Ormea, chiede, sorseggia e paga un buon bicchiere di whisky. Alcuni avventori, forse rivieraschi, osservano stupiti. Lui è giovane, modi educati, parla inglese. Fa parte degli ultimi arrivi di profughi ospitati nell’ex casa di riposo. Preceduti dagli echi e dalle polemiche esplose in paese a fine estate. A pochi chilometri, a Nava imperiese, da alcuni anni sono presenti esuli di varie nazionalità, inizialmente anche donne. Il sindaco di Pornassio non ha dubbi e testimonia: “Senza il loro aiuto non avrei le strade ed il paese così puliti, in collaborazione con la cooperativa Il Faggio”. 

Domenica, 6 dicembre 2015, tra i visitatori di Ormea anche un eccentrico marciatore munito di un arnese davvero singolare e sconosciuto

Il migrante nigeriano a il Saraceno di Ormea paga dopo aver sorseggiato whisky

Per Ormeaè il primo Natale con i profughi.  Quasi un avvenimento per le pagine di storia locale. L’Italia ha bisogno degli immigrati, gli immigrati hanno bisogno dell’Italia ? Non ci sono dubbi, lo confermano le statistiche. Il nodo è quello del lavoro, fare in modo che tanti sventurati non trascorrano le giornate immersi nell’ozio e la comunità, attraverso i comuni, crei opportunità di inserimento. Basti pensare ad una manutenzione decorosa di città e paesi. C’è pure l’esigenza di una struttura burocratica più snella. Il permesso di soggiorno con uno smartphone o un tablet in modo da comunicare in tempo reale con gli uffici Immigrazione delle Questure. La semplificazione, insomma, che deve valere per gli stranieri e magari inventare un app simile anche per gli italiani,  con cui pagare tasse, contributi, multe.  Basta perdite di tempo e file. Nulla fuori dal mondo del resto, è quanto avviene in molti paesi del centro e nord  Europa. Purtroppo paghiamo il fio di una classe politica privilegiata e scarsamente manageriale.

Il migrante nigeriano sorridente e divertito assiste in via Roma ad Ormea all’ingresso dei zampognari

Domenica 6 dicembre Ormea ha inaugurato la marcia di avvicinamento alle festività più importanti del calendario romano. Iniziative per grandi e piccini, occasioni di divertimento, i motivi di svago e piacevoli sorprese. Giorni di tradizioni e di caccia ai regali. Tra le bancarelle nel centro storico non c’era la gran folla dei mesi estivi.  Atmosfera sì. “Ormea vi aspetta – recita una locandina –  al teatro, alle manifestazioni canore”. Tra gli ospiti, di domenica, il gruppo musicale i zampognari di Vottignasco, ammirati, fotografati, applauditi. La passione per questo strumento antichissimo, forse già conosciuto dai Sanniti e utilizzato dai Romani, era nata da Modesto Cigottero che organizzò il primo gruppo nel paese. Da allora (1986), ogni anno, la vigilia di Natale, a Vottignasco, non mancano mai gli zampognari e con familiarità entrano nelle case per portare l’augurio di “Pace e bene” agli anziani, alle famiglie, ai bambini. Ora Marcello Cigottero, Piervanni Paschetta, Chiaffredo Ambrogio con la stessa passione, lo stesso cuore e lo stesso amore per le cose buone, semplici e sane portano avanti questa attività che diventa tradizione, con il piacere di comunicare, mediante la musica, l’atmosfera natalizia. Due zampogne e una ciaramella, strumenti originali in legno di olivo che vengono fabbricati dagli artigiani di Scapoli, un caratteristico paesino in provincia di Isernia. I zampognari, ambasciatori natalizi, parenti stretti di Babbo Natale, molto richiesti, oltre i con fini comunali e provinciali.

E ad ammirare divertiti ed incuriositi, Ormea in clima prenatalizio, anche i migranti, a loro volta osservati ‘speciali’. Fa la sua comparsa, per il cronista e molti visitatori, una gran sorpresa, un simpatico e brioso marciatore che avanza munito di un arnese molto speciale. Lui risponde che è un ‘segreto dell’ingegno umano’, capace di benefici al corpo, alla mente, al buon umore. Consigliato come elisir di lunga vita. Speriamo che qualcuno ci sveli l’arcano e scriva a trucioli.it.

L’ufficio del turismo di Ormea ha tempestivamente diramato il comunicato stampa per i prossimi appuntamenti nel piccolo borgo delle Alpi Liguri. Sabato 12 dicembre, alle ore 21, nel Nuovo Cinema Ormea dove la sezione del CAI di Ormea organizza la serata “IL GIORNO DOPO” in occasione della GIORNATA MONDIALE delle MONTAGNE che si svolge, in tutto il mondo, VENERDI’ 11, con letture, canti e proiezione del film “Everest” di Baltasar Kormákur .

La settimana successiva, venerdì 18 e sabato 19 dicembre, a partire dalle ore 21.00, sempre il Nuovo Cinema Ormea in Piazza San Martino, ospiterà il teatro. Nell’occasione la compagnia teatrale degli “Irriducibili” di Ormea festeggerà il trentennale della sua fondazione, risalente al 1985 con lo spettacolo “Augüri a teatru” (Auguri a teatro), sketch dal vivo e proiezioni di filmati d’epoca. Durante le serate verrà ripercorsa la storia della compagine ormeese che esordì sullo stesso palcoscenico il primo giugno 1985 su impulso di don Antonio Danna, allora Parroco di Ormea, che interverrà ad uno degli spettacoli. Gli “Irriducibili” proporranno dal vivo la riedizione dialettale del loro primo lavoro: “A scora d’j oso” (La Classe degli Asini). A seguire un’altra divertente farsa in lingua ormeasca, poi l’attesa proiezione di spezzoni di teatri d’epoca (“Cume émo”: come eravamo) e del cortometraggio dialettale “El kautsate ruse e l’anéa d’algentu ‘ndurà” (Le calze rosse e l’anello d’argento indorato) realizzato qualche anno fa per la regia di Remo Schellino. La compagnia teatrale, che tornerà quindi nel luogo dove è nata, e dal quale manca ormai dal 1992, è già al lavoro per preparare una nuova commedia dialettale che andrà in scena in primavera. L’incasso degli spettacoli verrà interamente devoluto al Nuovo Cinema Ormea per l’acquisto delle nuove poltroncine di sala. La struttura ormeese, da decenni inutilizzata, è stata restaurata e rivitalizzata da un’associazione di volontari capitanata da Roberto Sappa, Germano Nasi e Andrea Vinai ed ospita da circa un anno spettacoli e proiezioni cinematografiche. E’ possibile prenotare l’ingresso in platea per i due spettacoli rivolgendosi telefonicamente a Roberto Sappa (3382142312) e Mirco Rizzo (3661506262 ore serali) oppure recandosi, durante i weekend, alla biglietteria del Nuovo Cinema Ormea. La compagnia degli “Irriducibili” è attiva anche su Facebook con un gruppo che attualmente conta oltre seicento membri, che viene costantemente aggiornato e darà notizie in tempo reale su disponibilità di biglietti e news riguardanti la compagnia.

Un ammirevole dinamismo, quello di Ormea, forse a dispetto di chi profetizzava che l’arrivo e la presenza dei migranti (una ventina) portasse iella al paese, al suo richiamo turistico. Non è così, aveva ragione il sindaco, la giunta, quanti non credono ai profeti della sventura, seppure in buona fede. Gli ormeaschi forse non avranno avuto modo di leggere un’intera prima pagina di Imperia e Sanremo che Il Secolo XIX ha titolato: “Nell’entroterra prima erano un problema adesso sono una risorsa. I profughi ? Per noi sono indispensabili. Il sindaco di Pornassio: lavorano con serietà, senza loro non avremmo strade e paesi puliti. I migranti vengono impiegati attraverso la cooperativa sociale Il Faggio “. A Nava, che come Ormea è una località a vocazione turistica, gli extracomunitari fanno ormai parte del tessuto sociale, pur sempre con molte distinzioni.  Non ci sono occasioni di lavoro, al di là di quanto indicato dal primo cittadino. Trascorrono le giornate nell’ozio, tra il percorso dell’ex colonia, il campo sportivo, con lunghe soste in occasione dei fine settimana quando nella spiazzo attiguo alla statale (alla sede della Croce Bianca) arriva il mercatino, le bancarelle con ambulanti, in netta prevalenza nord africani: Marocco e Tunisia in particolare. Poco più di una ventina in tutto, con due presenze di commercianti italiani. Nessun problema di ordine pubblico è stato finora segnalato. una civile convivenza all’insegna della tolleranza.

Il servizio giornalistico, a firma di Ino Gazo, spiegava che tra gli ospiti assistiti dalla Coorperativa Il Faggio, alcuni rifugiati erano in attesa del riconoscimento, altri con lo status di profughi. Complessivamente nel ponente imperiese, dunque lungo la zona di confine con il cuneese, il numero di esuli si aggira sui 350 – 360.

I zampognari di Vottignasco ad Ormea: Marcello Cigottero, Piervanni Paschetta, Chiaffredo Ambrogio

 

L’ex ospizio per anziani di Ormea che ora ospita un gruppo di migranti nel centro cittadino

 

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