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Ormea il santuario delle eccellenze di Bacco: 500 etichette. La più cara, solo 500 €

Una bella sfida ai confini tra Liguria e Piemonte, in terra cuneese, ma prediletta da imperiesi, savonesi, genovesi.  il Sareceno trasformato in ‘santuario’ delle eccellenze di Bacco: 500 prestigiose etichette. In vetta spicca Masetto 2012 (tenuta dell’Ornellaia) a 500 €.  Brillano i liguri ponentini: Ligustico di Massimo Alessandri. C’è il Rossese di Dolceacqua, privo di tannino, indicato col pesce. C’è l’angolo di salumi e formaggi squisitissimi.  Una degustazione di menù veloci, una sorpresa.

Maurizio Sasso all’opera e alle prese con il prosciutto crudo San Daniele

Trucioli.it aveva dato notizia quando si era avuta la certezza che, nel cuore di Ormea, l’insegna il Saraceno prendeva il posto di quella che, per anni, è stata un simbolo (Antica Pasticceria Sappa) con i suoi ‘maestri’, la sua storia prestigiosa, fino all’inesorabile decadenza del terzo millennio. Alla scomparsa del mitico dr. Orazio Sappa, personaggio di indiscussa caratura, il locale pareva destinato ad una sorte ingrata, una chiusura senza fine. Invece arrivò la notizia che un nuovo inquilino si era fatto avanti, Maurizio Sasso, un poliedrico di attività, ingegno e carattere: 47 anni, diploma di perito elettronico, un’esperienza di programmatore di computer, per 11 anni tabaccaio, per 5 anni commerciante in un’attività senza pretese, la ‘scuola’ nella rinomata macelleria dell’ex genero Leandro Cerrato.

La passione, l’hobby, l’estro, la curiosità, la voglia di mettersi sempre in gioco, hanno spinto Maurizio Sasso sulla strada di un’altra ‘specializzazione’: sommelier. Facile a dirsi, difficile a praticarsi. Si è iscritto ed è andato a rafforzare delegazione di Imperia dell’Associazione Italiana. Poco importa che lui viva ed operi in quel di Cuneo. Sono due province che hanno molte vocazioni e interessi in comune, anche se non si può nascondere che, non da oggi, la ‘provincia Granda’ è vincente sia sul fronte dei calici di vino, sia nei locali – ristoranti della gastronomia e persino nel firmamento stellato dell’ospitalità alberghiera. Non importa se Ormea, su quest’ultimo fronte, è rimasta fanalino, con la cugina Garessio.  E’ un tema che investe il turismo montano nel suo complesso.

Maurizio Sasso, sommelier e gastronomo, al lavoro ad Ormea nel suo locale di via Roma 30

Maurizio Sasso ha creato, quasi in miniatura, un cantina, uno spazio riservato ai salumi, formaggi, con rigoroso assortimento e tipicità. Per i clienti ci sono tre mini tavoli ‘rialzati’, una decine di sedie stile wine bar. La filosofia consigliata ? Bere poco, ma bere giusto. E visto che il paradiso dei bengodi resta pur sempre riservato ad una piccola minoranza, una giusta attenzione è riservata al rapporto qualità- prezzi.  Non sappiamo indicare quanti siano i seguaci dell’Olimpo, quali  Gaja, Conterno, Clerico, Orneallaia, Tignanello, Biondi Santi,  Tenute San Leonardo, Sassiacaia,  Guado a Tasso, Spinetta, Capanelle, Tenuta della Luce, Bruno Giacosa e tante altre. C’è chi sogna di ‘assaggiare’ almeno una volta nella vita. Ecco, il Saraceno offre l’opportunità di un ‘bicchiere da nababbi’ anche senza essere seguaci di enologi. Una categoria professionale che in cantina, nella conduzione del vigneto, può fare la differenza e battere la concorrenza. Se il Masetto  di Ornellaia si può libare a 500 euro, con 300 € si beve il re Barolo Monfortino di Giacomo Conterno, o ancora 255 € per il Gran Bussia di Aldo Conterno. Sarebbe un sogno per Ormea, non un’eccezione. C’è chi racconta di favolosi clienti ai tavoli di ristoranti stellati, proprio del cuneese, con bottiglie vendute a 2.500 euro, con conti a fine pasto da migliaia di €.  Si tratta di ricchi cittadini degli Stati Uniti, a volte russi.  Ci sono alberghi e ristoranti per Vip a far la differenza rispetto all’Alta Val Tanaro, ai suoi consorzi per la valorizzazione  e la tutela  dei prodotti tipici.

Maurizio sa benissimo che a Ormea non è il caso di volare troppo in alto, meglio restare con i piedi a terra ed i portafogli degli umani terrestri. Cosa predilige ‘patron Maurizio’ nel pianeta enologico e meno stellare del ponente ligure ? La sua predilezione va al Vermentino di Podere Grecale di Bussana, ad alcune produzioni di Rossese di Dolceacqua; in Valle Arroscia la nicchia del Ligustico di Massimo Alessandri. Nell’albenganese emergono alcune’stelle’ di Bio Vio (Bastia d’Albenga). E non si esaurisce certo con questi pochi nomi i prediletti o consigliati da il Saraceno. Non è una classifica da primi della classe, semmai la segnalazione a non fermarsi mai nell’affinare, nel conquistare posizioni di qualità.

Per Ormea, alla ricerca di visibilità e di occasioni, opportunità per chi predilige le piccole, sane prelibatezze,  il Saraceno rappresenta motivo di attrazione. La scoperta  o ritrovare prodotti che meritano, grazie a produttori che non rincorrono le mode, i successi effimeri. Che non fanno faville per la forza del messaggio pubblicitario, a prescindere dalla sostanza e dalla professionalità. E’ altrettanto vero che ognuno ha i suoi gusti, le sue preferenze, che i palati fini e competenti non sono una moltitudine. E allora meglio pochi, ma buoni ? Siano essi produttori o clienti acquirenti e degustatori. L’enoteca di Maurizio Sasso è sicuramente ben fornita! Faremmo un torto ai lettori e alla storia attuale di Ormea se si  ignora un’altra importante e qualificata realtà, quella della storica “Ponte di Nava da Beppe“. E’ cosa diversa quella di Enzo Belli e del figlio Riccardo, con la cantina del ristorante, con scopi differenti. Con una perla forse non molto conosciuta. Qui si può ancora bere, anzi è il caso di brindare, col mitico Barolo di Aldo Conterno del 1961, introvabile altrove…!

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