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Alassio si confessa l’associazione commercianti anonimi Sos

Il diavolo non si confessa, ma ho avuto paura di chi si è confessato. E’ la prima volta che accade nel regno dell’inferno. Ho letto, sgomento, le cronache della esordiente Associazione Commercianti Anonimi Sos. Non ci volevo credere. Invece ecco il disastro, il maremoto sconvolgente e raccapricciante divulgato sul pianeta terra: “Alassio, spariti movida e shopping nel centro commerciale più ampio d’Europa”. Tutta colpa di una insinuante maledizione. Ho scoperto perchè.

Il centro commerciale di Alassio si estende fino sulla battigia, un’opportunità per le ricche signora padane

Ho mobilitato il lanciafiamme, Luca Rebagliati, accreditato come unico cronista di razza e di indipendenza rimasto sulla piazza. Poi ho telegrafato, per evitare intercettazioni, all’ingegnere (non) massonico Gian Luigi Canavese, il solo ad aver azzeccato che l’autore dell’articolo di trucioli.it, titolato, ‘Alassio una scommessa ma senza anonimi’, non era l’anziano montanaro Luciano Corrado, dedito al pascolo di capre e pecore in quel di Monesi. Non è farina del sacco,  ma di quel tale che si ‘nasconde’ sulla collina dorata della Baia del Sole. E che ha paura di firmarsi. Chi ci scommette ? Tanti, pochi, nessuno ? Intanto Belfagor  indiavolato può mettere la mano sul fuoco senza bruciarsi. L’ingegnere del gatto in spalla, bellissimo esemplare da mostra, detiene le royalty per aver inventato, per i suoi concittadini e amici, un blog capace di copiare ogni giorno la ‘produzione riservata’ dei giornali con articoli dediti alla Città del Muretto. Alassio già regina di movida, latin lover, play boy, fanciulle pre-selezionate a Miss Muretto. Vergini ? Sicuramente prelibate per i vitelloni buongustai. Il blog specializzato è preso d’assalto da lettori fustigatori . Latte, crema e cioccolato. Noi, salomonico Gian Luigi, testimoniamo fede e diletto, eterna simpatia e fedeltà, purchè ci esenti dalla firma, dal farci riconoscere. Del resto, cari seguaci belfagoriani, è il giornalismo del terzo millennio dopo Cristo. E sarà il giornalismo del futuro e degli accoliti. Alassio può vantare: noi siamo stati i primi. Che serve del resto leggere una firma. E’ il contenuto che conta. La prova del nove.

Già, ma c’è differenza tra i post (mini lettera) anonimi e l’articolo con tanto di editor, trucioli, ad esempio ? Bella domanda. Chissà perchè non passano in rassegna i giornalisti casalinghi, ovvero alassini doc: Gigi  o Gigione, abituale frequentatore del bar dei Vip (Colombo?), Barbara, la mite casalinga, Giò brontolone e di gran cuore, Daniele ormai mezzobusto che fa tanti ‘ascolti’ ad Imperia Tv.  Chi tra loro era più bravo ad urlare Forza Alassio, Abbasso Alassio, Alassio vive, Alassio muore.  Io non c’ero e se c’ero non ho visto e non ho sentito, Ognuno si faccia i c.., propri. Chi si sarebbe fatto la pipì addosso per la paura di dire pane al pane e vino al vino ? Invece il castigamatti sorpresa, ammirato ed incoraggiato da Belfagor, diventa Luca il rosso. Eccolo sul Secolo XIX (e replay  La Stampa): “ Alassio una perla ormai decaduta, opaca, o se preferite  regina  rimasta senza corona o meglio senza titolo nobiliare”. Che mazzata, cruda realtà, per il sindaco Enzo di una famiglia storica del commercio e dell’imprenditoria e, per via della moglie, dell’ospitalità alberghiera seppure ammainata. Le solite voci bene informate hanno visto Monica, la vice, la maratoneta del palazzo, scoppiare in lacrime, triste e pensierosa, ferita. Tutti sconvolti  a leggere che la devastante pubblica denuncia  arrivava nientepopodimeno che  ”da alcuni esercenti e commercianti anonimi dello shopping”. Gli unici coraggiosi e competenti, conoscono la storia di Alassio come le proprie tasche, sanno tutto della ricca clientela tedesca ed inglese che per anni popolava, con vichinghe scandinave, hotel, stabilimenti balneari, night, bar, negozi. Anonimi aggiornati sulle guide turistiche (libri e web) più gettonate e lette d’Europa.

Ad esempio quella di Sibylle Geir in lingua tedesca, con i 150 milioni di tedescofili. Ad Alassio dedica 4 pagine, con foto e piantina della città. Neanche una pagina, per fare un paragone a Loano o Pietra Ligure.  Descrive il piccolo paese di pescatori che si è sviluppato in città ed ha vissuto tempi elitari. E purtroppo quegli anni d’oro sono passati. Capace ancora di offrire un centinaio di hotel e residence. In estate può essere paragonata a Rimini. Una pecca che emerge su tutte ? Il muro di cabine che impediscono la vista e il fascino dell’onda che si infrange sulla candida spiaggia. La guida, purtroppo, non è aggiornata sul divertimento notturno, visto che lo eleva a caos. Cita lo charme e l’atmosfera di via XX Settembre, la tipicità da fotografare e mostrare agli amici, infine la tappa obbligata, l’angolo delle piastrelle, delle firme celebri, degli ospiti illustri e guai a non scattare una foto ricordo in Corso Dante Alighieri. Tra i consigli per turisti cita gli alberghi Lido, Badano sul Mare, Dei Fiori, Lamberti. Tra i camping ‘Mare e Monti’. Per bere e mangiare: I Matetti, La Prua, Marco Polo, Osteria d’Angi. Le specialità del territorio: Il Frantoio di Testico, l’Agriturismo Il nido delle rondini, il Castello da Rina. Una tappa anche al mercato settimanale in via Pera e via Gastaldi, il venerdì.

Nell’anno Domini, del mese di dicembre 2015, sono gli anonimi a rendere noto, coram populi: “ Di inglesi e tedeschi  non c’è più neanche l’ombra, l’ultimo spot pubblicitario è stato nei confronti dei russi“. Li vedi i germanici, prima potenza europea, frequentatori abituali delle spiagge dorate dei Tropici, entrare in uno stabilimento balneare di Alassio, scegliere la prima fila, godersi la spiaggia più raffinata  della Riviera. Un bagno al modico prezzo di 25 – 35 euro. 4 in famiglia e l’affare è fatto. E  entrare in un bar, magari fornitissimo di assortite e squisite torte, come amano i tedeschi all’ora del thè; andare  al WC e trovarlo ampio, pulito, profumato, così si può ammirare in Svizzera, terra dove si paga anche il respiro e tutto è più caro che ad Alassio.  E’ anche per questo motivo che la stragrande maggioranza degli esercizi pubblici hanno da tempo abolito la divisa, abiti casual senza tanti fronzoli di etichetta. Servizio panini senza guanti. A che servono!

Ecco, bisogna continuare a leggere la batosta dei ‘commercianti anonimi’  per avere la conferma ufficiale ” Ad Alassio della fama di un tempo  sono rimasti solo i prezzi della case, degli affitti e degli alberghi, altro che Alassio  come Saint Tropez e Forte dei Marmi”.  Maledetti i peccatori. Alassio era un sogno, fabbrica di soldi grazie alla Movida, chiedetelo all’indemoniato Marco Melgrati, si  praticavano spettacoli  di respiro nazionale e “i marchi del lusso che popolavano il famoso budello”.  Gli anonimi: “Non solo vero, verissimo. Ora si scappa, i negozi chiudono,  sono rimasti gli irriducibili”.  Allora spiegate fino in fondo, senza paura di ritorsioni, come possa accadere, o meglio perchè si è toccato il fondo.  Un motivo emerge. A Palazzo civico, da anni, nessuno ha più voglia di fare il sindaco, l’assessore o il consigliere delegato. Scappano a gambe levate. Si racconta che gli ultimi eletti sono stati pregati in ginocchio. Scongiuravano gli elettori. Per favore no, non merito questa disgrazia. Alla fine hanno dovuto sacrificarsi. Sottrarre tempo e denaro al prezioso e redditizio lavoro e per spirito di abnegazione governare la “città che  non è più meta del divertimento estivo – recita ancora la lettera degli anonimi –  e, ultima maledizione,  saranno disertate anche le spiagge.  Pensate a corso Dante, un tempo il polmone degli affari”.  I  migliori negozianti scappano, si danno alla fuga, c’è una selva tale di cartelli affittasi, cedesi, che acquirenti illusi di fuori regione hanno scambiato il tutto per uno scherzo di carnevale.

Per fortuna che è anche arrivato un rimbrotto dall’alto: Meno mugugni e più lavoro, più scontrini e meno nero, toilette e cucine degne di questo mondo, meno ricarico sulle bottiglie di vino e nei listini prezzo al tavolo, qualche chef extracomunitario in meno dietro i fornelli. E la lotta al commercio abusivo non sia solo affidata a due vigili lasciando vivere i soliti della ‘banda marocchina’, le abituali coppie di massaggiatori cinesi, i disperati che arrivano puntuali col treno delle dieci e qualche minuto. Alassio da rifare ? Belfagor tifa per gli anonimi, siano essi commercianti, esercenti, balneari, professionisti o marchettisti, alle prese con la competenza. Tifa per i blog ‘copia e incolla’, con le belle e brutte notizie rubate ai giornali, senza pagare la copia in edicola o l’abbonamento internet. Belfagor protegge i fratelli e i confratelli, le belle signore che conoscono i loro polli.  Oggi ne abbiamo il tempo, domani chissà ! Avanti col gran ballo dei moscerini e commercianti in fuga. Non perdiamoci l’Sos.

Belfagor    

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