Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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A Savona si predica bene (slot machine), a Roma si razzola… Buon Natale Italia nostra!


Tutto da ridere, Savona si è ammantata di virginea moralità proponendo sgravi fiscali per quegli esercenti che rinunciano di propria volontà ad installare nei loro locali aperti al pubblico le famigerate slot machine.

C’è stato anche un coraggioso consigliere comunale, di aerea socialista, l’ing. Giancarlo Frumento che si è svelato, in anni lontani come un convulso giocatore, ora guarito da ogni forma di dipendenza, mettendo in allerta i giovani delle gravi conseguenze che tali comportamenti arrecano oltre che a loro stessi, alle loro famiglie, alla società. Ora apprendiamo che il Governo si appresta, su sollecitazione di alcuni Parlamentari, a premiare da 100 a 600 milioni di euro quei Comuni che installeranno più slot machine nei loro territori, insomma più slot e più soldi in arrivo.

La richiesta è stata presentata sotto forma di emendamento alla Legge di Stabilità, a firma dei Deputati Alessandro Pagano (Ncd, Udc), Federico Massa (PD), Alberto Giorgetti (Forza Italia). A proposito di Giorgetti, già sottosegretario all’economia con delega proprio al settore giochi nel Governo Berlusconi e poi Letta, nel 2o14 ebbe ad annunciare di voler abbandonare la politica in quanto disgustato dall’andazzo (dimenticandosi poi di ratificare le dimissioni da Deputato), approdando a lavorare proprio in Lottomatica (le vie del Signore sono infinite anche se a volte poco comprensibili) come denunciò all’epoca il Corriere della Sera in un critico articolo.

ITALIA SENZA VOCE A DIFESA DEI SUOI CITTADINI – E’ una Italia senza palle, senza rispetto per se stessa, senza voce a difesa dei propri cittadini. Ci riferiamo non tanto al pruriginoso caso del Monsignore Vallejo Balda e della maliarda sua giovane pupilla Francesca Chaouqui (malgrado il nome, calabrese doc come il piccante peperoncino), ma ai due nostri ottimi giornalisti, Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipoldi, chiamati a processo dal Tribunale del Vaticano, a difendersi delle accuse di avere ricevuto, quindi non sottratto, documenti riservati e pubblicati nei loro recenti libri ‘Via Crucis’ e ‘Avarizia’. C’è un Concordato che lega l’Italia al Vaticano, nel trattato non è previsto, ne poteva esserlo, il reato di ‘ricettazione di notizie’. Come può il Governo italiano, in una incomprensibile apatia, permettere che due nostri giornalisti subiscano impunemente un processo farsa, otre tutto in un Paese straniero come si configura il Vaticano, con l’arroganza di giudicarli e magari condannare? Trattandosi di libri, di notizie, di opinioni, questo processo si rappresenta come provocatorio oltre che irricevibile dagli organi giudiziari italiani, a questo punto come contropartita sarebbe opportuno sospendere il Concordato per poi rivederlo alla luce di questi fatti.

Il ruttino a fine pasto è oltremodo gradito – A ROMA ‘SE MAGNA E SE BEVE’ IN CASERMA – A Roma, a due passi della Stazione Termini, c’è la storica caserma Pio IX utilizzata come forestiera e circolo ufficiali, con servizio ristorante, attualmente in uso anche, per misteriosa concessione, al Ncd, per pernottamenti occasionali di Parlamentari, riunioni riservate del partito, organizzazione di convivi in occasione di festività. I cuochi sono di alta esperienza, la qualità del cibo eccellente, i prezzi delle portate calmierati in modo da non pesare troppo nelle tasche ‘di lor signori’ che altrimenti, considerati i loro ‘miseri stipendi’, avrebbero serie difficoltà ad arrivare a fine mese. Una ‘polpetta di spigola e mostarda ingentilita da erbette’ costa ben euro 4,3o, un ‘carpaccio di salmone affumicato con crostini olio e origano’ euro 5,7o, un ‘entrocote di manzo insaporito con rucola pachino e grana’ euro 5.9o, una ‘orata alla griglia dichiarata come fresca di giornata euro 6,6o, ugualmente per una frittura di gamberi e calamari e, se proprio si vuole risparmiare, c’è il menù a prezzo fisso di soli euro 1o con primo, secondo, dolce, caffè, liquorino finale, compreso ovviamente la classica bottiglietta di acqua minerale delle fonti miracolose del Vaticano. Mai comunque dimenticarsi di assaggiare la celeberrima ‘zizzona’, dalla forma accattivante di zizza, mozzarella di bufala di Battipaglia, con rifornimento giornaliero. Se vi capita di passare da quelle parti, mettetevi all’occhiello il distintivo del Ncd e provate ad infiltrarvi in caserma, a volte, nella confusione, si riesce a farla franca, ‘se magna e se beve’ con una bazzecola e ricordate che il ruttino a fine pasto è oltremodo gradito.

LA BUSTARELLA, LA MAZZETTA, LA TANGENTE – Ha avuto grandi onori di cronaca, a seguire Tangentopoli, la bustarella, la mazzetta, la tangente, il tempo ha poi reso tutto ‘ancor più ombroso e liquefatto’, sono pochi i cittadini che ancora riescono ad indignarsi, ‘così è se vi pare’ che tanto nulla volge a un cambiamento morale. Facendo in tal modo buon gioco per i malandrini di casta che riescono a sfuggire alle loro responsabilità restando sempre in sella, taglieggiando l’esistenza dei cittadini onesti se pur grulli.

Leggere ‘Zanna bianca’ o ‘il conte di Montescristo fuori dall’italia si rischiano quattro anni di galera QUESTA INCOMPRENSIBILE ANARCHIA. Votata lo scorso luglio in Senato, approvata ad agosto alla Camera la legge che toglie alle Regioni la tutela dei beni librari, dimenticando di indicarne il nuovo Ente responsabile. Se fosse una barzelletta ci sarebbe da ridere per questa legge che fa ‘divieto di esportare beni con più di cinquanta anni di età’, ivi compresi i libri. E così, cari lettori, se vi recate in vacanza all’estero con in valigia un vecchio libro, un Oscar Mondadori o un manuale Hoepli, controllatene attentamente che non abbiano più di cinquantanni dalla prima edizione perchè rischiereste fino a quattro anni di galera, molti di più di quanti, se giudicato colpevole per sottrazione illecita di rari tomi, il direttore della celebre Biblioteca dei Girolamini. E’ chiaro che i libri di alta epoca, come per i reperti storici, manufatti archeologici, quadri e quant’altro, in caso d vendita all’estero, debbano essere notificati alla Sopraintendenza Archivistica oltre che all’apposito Ufficio Esportazioni beni d’arte che ne valuterà ogni aspetto economico e non solo. Ma un vecchio ‘Ventimila leghe sotto i mari’, o ‘Zanna Bianca, o ‘Il Conte di Montecristo’, magari acquistati al mercatino delle pulci per pochi euro, o ritrovati nella soffitta della nonna, con rischio della galera se portati all’estero, è qualcosa di incomprensibile se non che è la solita ingarbugliata legge italiana. Tanto per essere chiari, in tutti i Paesi della Comunità Europea, con buon senso e praticità, vige la regola che al di sotto dei cinquanta euro, qualsiasi libro e di qualsiasi epoca, possa circolare liberamente.

L’INCHINO – Fatti di casa nostra, l’inchino reverenziale al capo mafia di turno durante la processione in onore di Santa Barbara, a Paternò (Catania). Pur assente il capo boss (del clan Santapaola) in quanto detenuto, i portatori della statua interrompono la cerimonia per inchinarsi, con il ripetuto dondolamento della Santa, davanti al figlio presente in strada, con bacio di commiato prima di riprendere il percorso. Il folklore è un fatto economicamente redditizio, attira i turisti stranieri che della mafia italiana si beano, e poi a tutt’oggi Santa Barbara non si è mai lamentata per il mal di testa.

Giovanni Gigliotti


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G.Gigliotti

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