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Mendatica si fregia della seconda centrale idroelettrica, a S. Caterina tutti in festa col parroco alla chitarra e tre fisarmoniche

E’ il comune in vetta, nel ponente ligure, per produzione di energia idroelettrica. L’avvenimento festeggiato in occasione della tradizionale festa di S. Caterina e la pubblicazione di un opuscolo di 34 pagine. Titolo: ‘Mendatica e i suoi impianti idroelettrici’.  Autore il siciliano – mendaighino Antonino La Manna, una vita trascorsa da segretario comunale. I disegni di Giulia La Manna. Le fotografie di Piero Pelassa sindaco. La stampa  della Tipografia San Giuseppe di Taggia. Un giorno di festa, tra i protagonisti il parroco don Enrico Giovannini, musicista di talento e di voce alla chitarra, tre fisarmoniche e canto: Roberto, Giuseppe e Ada.

Sette anni di crisi economica nazionale, di recessione. Dove ha colpito di più ? Difficile fare la classifica, certamente nelle aree montane, nel ponente ligure, molti paesi hanno fatto ‘miracoli’ grazie all’impegno costante di sindaci, assessori, qualche segretario comunale diligente e professionale. La pagella la merita Mendatica, pur tra i limiti umani. Ha avuto ed ha un ‘pilota’ quasi da formula uno con il dr. Antonino (Nino) La Manna.  Tirando le somme è forse l’unico comune che può contare su due ‘produttori’ di energia pulita con l’utilizzo di corsi d’acqua. Una resa, a regime, in termini monetari che si può concretizzare in 130 mila euro di introiti  annui con la vendita al gestore nazionale (GSE).  La prima centrale è sorta sul torrente Arroscia, detta del Mulino nell’area dove è stato  ’recuperato’ alla storia, dopo l’acquisto da parte del Comune, il luogo di lavoro dell’ultimo mugnaio del paese. La seconda è la ‘centrale del Tanarello’ a Monesi di Mendatica.  I lavori erano stati ultimati nel settembre 2014, c’era stata la visita di ‘cortesia’ del presidente della Regione, Claudio Burlando. Poi è iniziato l’iter con l’Enel, l’attesa del placet della commissione. La lunga e ‘maledetta’ attesa (non ci riferiamo alle persone, ma al sistema perverso) dei tempi della burocrazia tutta italiana.  Si è arrivati così alla connessione in rete l’11 novembre scorso. Un sospiro di sollievo, forse sarebbe stato doveroso, per la cronaca, che il servizio pubblico di Rai 3 Regione, trovasse lo spazio per fare utile informazione.  Uno stimolo per i cittadini.

Nino La Manna, nella sua introduzione, narra che “nel 2002 il Comune di Mendatica decide di iniziare un lungo e difficoltoso percorso per conquistare un traguardo prestigioso che assicuri la più ampia valorizzazione del proprio patrimonio ambientale. Ambiente inteso come cura del territorio e delle sue ricchezze, prima fra tutte l’acqua abbondante che sgorga rigogliosa dalle sorgenti e discende  a valle lungo i numerosi ruscelli che percorrono il paese. Una risorsa naturale dalla cui tutela ed utilizzazione trarre vantaggi diversamente non usufruibili”.  E ancora: ” L’obiettivo è quello di offrire alla popolazione una migliore qualità ed un tenore di vita più elevato mediante la qualificazione turistica del territorio evidenziando e mettendo in mostra anche le risorse naturalistiche culturali ed antropologiche esistenti.”

Certo, resta il nodo centrale delle risorse capaci di creare posti di lavoro, opportunità per i nuclei famigliari, per i giovani. Un tempo era la pastorizia, la risorsa del bosco nei suoi vari aspetti, per un periodo il turismo estivo dei villeggianti,  e più dilatata ancora l’attrattiva della ristorazione di nicchia, Arrivavano anche da Genova, dal Basso Piemonte., dalle Riviere. Per un buon decennio c’era la locomotiva delle illusioni di Monesi. Purtroppo le chiacchiere, le vane promesse, la demagogia, hanno prevalso sui fatti concreti, ma soprattutto è venuta meno la cultura per una mobilitazione permanente della Valle, con il sostegno della comunità della costa. Ora guardiamo avanti, dando ai giovani la possibilità di prendere le redini e lottare per le loro generazioni.

Nino La Manna, tecnico ed esperto della pubblica amministrazione, tra gli artefici di anni di storia di un paese e della vallata, due figlie con laurea e diploma, va al nocciolo: “…C’è la piena convinzione di chi si è impegnato nel percorso ecologico, naturalistico e ambientale, di quanto sia difficile contrastare il lento ma continuo decadimento del Paese, condannato a sopperire e scomparire, soltanto recuperando fonti economiche per finanziare i servizi per i cittadini, contrastare il continuo inasprimento della tassazione ed evitare all’ente di soccombere perchè privo di risorse. Tanta perseveranza, quasi ostinazione suggerisce che, in fondo, un po’ di verde doveva pur scorrere nelle vene di chi, nel corso di tanti anni, è stato al timone del ‘veliero’ fra acque fluenti ed il meraviglioso paesaggio di Mendatica”.

E purtroppo, aggiungiamo, non si vive solo di paesaggio, di feste e di sagre, di reportage televisivi. Danno la carica per qualche giorno, visibilità a chi non è baciato dai riflettori un giorno si e l’altro pure. E la sostanza ?

E’ proprio in un clima di festa che, pur con qualche presenza in meno e la diserzione di qualche politico di lunga data, si è rinnovata la devozione a Santa Caterina, con un parroco capace di fare la differenza, inserire una marcia in più, ricreare coesione e voglia di esserci. In chiesa, in processione, nei locali del pranzo a cui è seguitò un pomeriggio di musica, canzoni e partecipazione gioiosa. Grazie a don Enrico, alla chitarra e canto, grazie ai fisarmonicisti Roberto, Ada e Giuseppe, al coro di voci amiche che hanno rallegrato e fatto gioire. Alla sera don Enrico ha invitato tutti a Cosio d’Arroscia per ascoltare le cantorie, compresa quella di Rezzo. Un successo e tanta gente per un sano divertimento. Scacciapensieri.

Pranzo di S. Caterina, in primo piano a sn, il dr. La Manna con il geom. Giovanni Velizzone già assessore ad Andora col sindco Floris, il maresciallo della Stazione carabinieri di Nva, don Enrico e Graziano Floccia, geometra capo settore al Comune di Albenga

 

Il sindaco Piro Pelassa con il compaesano e consigliere comunale Graziano Floccia
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