Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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A Savona come imbrogliare la morte


Da Savona ultimi aggiornamenti per il trapasso all’altro mondo. Come imbrogliare la morte. A proposito delle recenti polemiche a Savona, riferite al progetto per un nuovo impianto di cremazione, giudicato sovradimensionato oltre che eccessivamente costoso, 2.587.000 euro, riportiamo con un pizzico di humour, quanto accade nel mondo.

L’ibernazione, considerata come la possibilità di resurrezione, o altrimenti di imbrogliare la morte, appare oggi come una truffa per i gonzi, infatti il risveglio può essere programmato, come da clausola da contratto, solo dopo trascorsi 300 anni dal momento del processo di avvio, non prima: di conseguenza a tutt’oggi non si ha alcuna certezza della verità di quanto affermato, 300 anni sono fuori della nostra umana portata, anche per i super coriacei, anche per coloro collusi con il diavolo con il baratto dell’anima, insomma anche per tipi come Giulio Andreotti e in fila d’attesa Licio Gelli.

Dopo i primi anni di euforia, per i miliardari si intende, l’ibernazione segna il passo, negli Stati Uniti pare non siano più di 30 gli interessati attualmente coinvolti.

Il costo è elevato, oltre 150 mila euro, negli ultimissimi battiti cardiaci, il corpo viene immerso in una capsula satura di azoto liquido ad una temperatura di circa – 200 gradi, salvo problemi tecnici, imprevisti, sabotaggi, fallimento dell’azienda titolare, dimenticanze e quant’altro, il ritorno ‘a riveder le stelle’, ripetiamo ‘dopo appena 300 anni’, è un terno al lotto, meglio nel dubbio, prima di avventurarsi, di provvedere a chiudere il gas , la luce elettrica e l’acqua e di pagare le tasse che tanto vi raggiungeranno comunque con l’addenda degli interessi di mora maturati nel frattempo

Il mondo corre, magari in direzione sbagliata ma tant’è, l’innovazione genera nuove metafore di trascendenza al passo con i trend della vita terrena.

Banale e superata la sepoltura nella nuda terra, così pure l’incasellamento in loculi di cemento con lastre di marmo e fiori di plastica, il tutto sormontato dalla foto del defunto generalmente scelta dai parenti tra le più brutte a disposizione (chissà poi perchè, osservare per credere).

Algordanza, nel nome il destino, è una società operante in Svizzera: con solo 4.000 euro Iva esclusa, il corpo viene bruciato con un procedimento speciale tale da sintetizzarne il carbonio trasformandolo, così come avviene in natura, in un diamante, mogli e amanti vedovelle ne sono entusiaste, potranno portare al dito il ricordo perenne dell’amato senza per questo affliggersi del cattivo gusto.

Altro procedimento oggi di moda è quello della Capsula Mundi, un involucro 100% biodegradabile, a forma di uovo e nel quale viene inserito il corpo in posizione fetale e già decomposto nelle parti solide con prodotti chimici, interrato a stretto contatto delle radici di un cespuglio, o di un albero, radici che nel corso del tempo trarranno nutrimento dall’humus del cadavere con chiome lussureggianti e se con fiori con strani profumi: per le vedovelle allegre, per non perdere tempo, l’albero di solito prescelto è l’ombroso e compiacente ‘fai date’ salice piangente.

Dal porcellum all’italucum, dalla padella alla brace

RIFORME, AZIONE RIFORMISTA A FIANCO DEL SOCIALISTA AVV. FELICE BESOSTRI

Con l’Italicum è stato abilmente manipolato il diritto costituzionale dei Cittadini di essere rappresentati dai nostri diretti eletti, concedendo un premio di maggioranza assurdo, ‘bulgaro’, al partito con più voti in una misura tale da creare nell’immediato pericolosi squilibri, compromessi di poteri, innesti tra forze politiche magari fino all’altro ieri in antitesi.

Reagisce la società civile a tale obbrobrio, con la nascita del ‘Coordinamento per la Democrazia Costituzionale’, coraggiosa iniziativa del’avvocato socialista Felice Besostri, già avverso a suo tempo allo scandaloso Porcellum.

Presentato ricorso presso il Tribunale di Torino dagli avvocati Ennio Lenti e Roberto Lamacchia, tutti i cittadini possono ugualmente, attivarsi presentando stessi ricorsi presso i Tribunali Civili dei capoluoghi sedi delle Corti di Appello.

Il Ministro Boschi, ha sconfessato pubblicamente tale iniziativa secondo lei volta a bloccare le riforme in corso (! ?), evidentemente i prestigiosi nomi di alcuni firmatari devono averla preoccupata non poco, primo fra tutti Don Ciotti, i giuristi Mario Dogliani e Gastone Ottino, l’ex PM Livio Pepino, il Sindaco di Torino Diego Novelli, gli storici Angelo D’Arsi e Marco Rovelli, oltre ad associazioni culturali di forte impegno sociale tra le quali ‘Azione Riformista’ da sempre al fianco di Besostri nelle battaglie di principio e di diritto.

Ripercorrendo la storia, nel 1953, la così detta ‘legge truffa’ (il 65% dei seggi della Camera al partito con 50+1 dei voti) che tanto scandalo aveva suscitato fino alla sua abolizione da parte dei cittadini indignati, si configurava molto meno subdola, pericolosa, del Porcellum e dell’Italicun messi insieme, il che è tutto dire.

SILVIO E MATTEO, I DUE BUGIARDI

La vicenda dai contorni metafisici è ben nota e non il caso di rinvangarla per non annoiare.

Il 18 gennaio del 2014 venne firmato il patto del Nazareno, un ‘papello’ d’intesa tra Berlusconi e Renzi quasi un suggello di sangue con l’intento di rimettere in riga l’Italia, che poi il sangue si è rivelato essere solo gassosa è un’altra storia, anzi ‘la solita storiella all’italiana’.

* il primo ‘bugiardo’: Berlusconi nel salotto alcova di Bruno Vespa, svela agli italiani che nel ‘papello si prefissava un preciso accordo con Renzi di modificare la legge Severino in modo tale da riportarlo nelle sue funzioni al Senato e alla partecipazione attiva alla vita politica al momento preclusa per incandidabilità.

* il secondo ‘bugiardo: a stretto giro di stampa, Renzi replica indignato ‘non esiste nulla di ciò nel patto del Nazareno, mai sottoscritto accordi del genere, è una delle solite barzellette stupide del Cavaliere’.

Ora chi dica la verità, ammesso che una verità ci sia, non è facile appurarlo, comunque una riflessione è doverosa: con simili ‘personaggi’ l’Italia che fine farà?

Gianni Gigliotti

 

 


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G.Gigliotti

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