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Rinnovo patenti di guida. Il maresciallo di Loano ha vinto.La Regione sopprime gabella

Non è una vittoria di Pirro, ma del buon senso. La giunta regionale della Liguria ha finalmente soppresso, uniformandosi ad altre regioni, l’obbligo di visita dal medico di famiglia o specialista (50-70 €) per il rinnovo della patente. Oltre al costo, al tempo, la gabella strideva col fatto che presentandosi ad un’agenzia pratiche automobilistiche si ovvia all’obbligo. Paradosso: ciò che l’Asl imponeva, il privato no. E’ la conclusione, senza trionfalismi, dell’iniziativa del maresciallo maggiore (in pensione) Stefano Ferrari, già presidente della Fondazione Simone Stella, in passato attivista di Forza Italia. (Vedi il servizio Loano chiama Montaldo…. )

La consegna della targa del Comune di Loano al dottor Giuseppe Trucco, con il sindaco Pignocca e Stefano Ferrari (foto archivio trucioli.it)

Il servizio descriveva in modo dettagliato, approfondito, forse annoiando molti internauti che non amano la prolissità, cosa  accadeva in Liguria dal febbraio 2014 per il rinnovo della patente di guida. La prassi dei due versamenti, uguali in tutta Italia, per i diritti del Ministero dei Trasporti, di 9 e 16 euro.  Ma si aggiungevano dai 45 a 50- 70 euro, dipendeva dall’Asl, per presentare un certificato anamnestico redatto dal proprio medico  di fiducia (famiglia o specialista). L’assessore aveva spiegato che si rendeva necessaria la visita medica per motivi di sicurezza pubblica e in ottemperanza alle direttive ministeriali.

Il maresciallo Ferrari ha iniziato una corrispondenza – denuncia – proposta- protesta con l’assessore regionale competente, Claudio Montaldo, proseguita per parecchi mesi.

Un tema che interessa migliaia di persone, abbienti e non. Con una prima risposta, molto in burocratese e per nulla soddisfacente, dell’assessore, tramite il funzionario responsabile. L’ex presidente dimissionario della Fondazione Stella, nonostante il passato da vita militare con “l’obbedir tacendo” dell’Arma benemerita, non ha seguito il ‘signor sì.’ Non appartiene evidentemente alla categorie degli yes man. Che spesso significa essere tagliati fuori, messi all’angolo, considerati rompiballe. C’è da aggiungere, a completezza, che il cav. Ferrari era stato anche tra i più attivi sostenitori del presidente Alessandro Garassini, trucioli.it ha pubblicato la foto del gruppo all’oleificio Sommariva di Albenga con la presenza di Romano Prodi, allora presidente del consiglio. Ferrari, durante il mandato all’asilo, si è distinto per il rigore amministrativo, la trasparenza messa in pratica via web; ha lottato, tra difficoltà, quando esplose lo scandalo dei maltrattamenti di bimbi.  Fu vittima (ci sarà un motivo) di 11 incursione ladresche, di mira il suo ufficio.  Ha rinnovato la strutture con attrezzature, lavori di miglioramento, impianto di risparmio energetico. Era in prima fila nella raccolta dei fondi destinati a bambini ucraini bisognosi ed ammalati. Il buon cuore di Loano, dei benefattori, caricava camion di alimentari ed attrezzature.

Nipote acquisito, per via della moglie, del compianto Alessandro Natta, imperiese segretario del vecchio Pci,  Stefano Ferrari si è ormai ‘ritirato a vita privata’, pur non rinunciando all’occhio vigile di chi ha comandato anche il reparto operativo della compagnia dei carabinieri di Alassio, oltre al comando di stazioni. Oggi vorrebbe passare inosservato, vicino ai figli, ai nipoti, non apparire. Ma una buona azione conclusasi con il risultato positivo per i cittadini patentati merita un’eccezione. Una notizia, tra l’altro, di interesse regionale.

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