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Pasqua senza latte al Ramella (anziani) di Loano, l’infermiera provvede di tasca sua

E due, era già accaduto. Prima colazione senza latte il giorno di Pasqua per gli anziani ospiti della Residenza protetta Ramella. Il Comune ha smantellato il servizio cucina dove operavano un cuoco ed una cuoca tuttofare. Lui resta fac totum, lei trasferita nell’attivissima biblioteca civica del lungomare. Cambio anche nell’organigramma: la ‘responsabile’ Marta Gargiulo ha lasciato a Graziella Porro storica coordinatrice del servizio di ‘assistente sociale’. Luigi Vallarino omni dirigente. Le direttive della giunta Pignocca: razionalizzare, tagli, esternalizzare (cucina inclusa). A Loano, da anni, le cooperative la fanno da ‘padrone ? A discapito dei più deboli e funzionalità ? Per fortuna che Ivg.it, descrive ed esalta la festa di carnevale 2015 al Ramella. Che dice l’assessore competente Luca Lettieri ?

Un immagine dell’ultimo carnevale 2015 alla Residenza protetta Ramenella pubblicato da Ivg.it,

Trucioli.it, nella modestia che lo distingue, preferisce ascoltare oltre la ‘voce ufficiale del palazzo’. Informa con la ‘voce del cittadino’ ( dimenticato?). Certo, l’approfondimento delle notizie meriterebbe un cronista capace di vivere e raccontare le giornate al Ramella, già struttura ospedaliera, tra i lasciti dei generosi benefattori sempre più rari rispetto al passato. Non è la prima volta che manifestiamo dubbi e perplessità sul livello di assistenza agli anziani (donne e uomini) loanesi ospiti del primo piano (residenza protetta) e del secondo piano (residenza sociale). Il ‘Ramella’, come molti loanesi l’hanno conosciuto, non c’è più. E’ tramontata, così come negli ospedali, l’impronta assistenziale delle suore, del presidente diligente e certosino che, senza riflettori, ogni mattina varcava il portone, entrava in ufficio, finiva per essere compartecipe, testimone, capitano della ‘nave’.  Orgoglioso di un rapporto diretto con i ‘suoi anziani’, i loro bisogni, le aspirazioni e le aspettative dei famigliari.

Ora può accadere che nel giro di poco tempo per due volte la colazione del mattino sia servita senza il tradizionale latte, tra gli alimenti prediletti proprio dagli anziani. Accade che di fronte alla mancanza, un’infermiera di turno la mattina di Pasqua decida di mettere mano al portafogli ed incarichi un conoscente di recarsi in negozio ad acquistare confezioni di latte. Solo così è stato possibile metterci una pezza anche se l’orario abituale è slittato oltre le 9,30 (8-8,30) e alle 11,30 – 12  è l’ora di pranzo. Tutto normale ?  Chi ha telefonato in una redazione per segnalare l’accaduto si è sentito rispondere: ” Grazie, ha fatto bene, ma non mi sembra  un grave disservizio, dopo tutto è un giorno di festa con tanta gente in ferie….”. E’ l’italietta insensibile ? Che si abitua ?

I tempi sono cambiati, forse in peggio. Dai racconti, parziali, timorosi, imbarazzati, reticenti, di parenti, conoscenti, frequentatori del Ramella, emerge un quadro a tinte poco incoraggianti. Non diciamo nulla di nuovo se evitiamo di riferire nomi e ruoli di persone che hanno descritto quali siano, fino a questo momento, i risultati della rivoluzione – sperimentazione. Peraltro approvata, a larga maggioranza, dal consiglio comunale con delibera n. 14 del 7 agosto 2014, in piena estate, tempo di mare e bagni per antonomasia. La parola evangelica descritta dall’autorevole IVG e affidata all’assessore Luca Lettieri, dipendente comunale di Ceriale, sangue e ‘cultura’ di centro destra integralista. Era giovanissimo e già di lungo corso in Comune, fino allo scorso anno tra i big in Provincia. Dice a Ivg: “... riorganizzazione della gestione della Residenza Protetta per contenere i costi e continuare ad offrire un servizio qualificato che risponde alle esigenze reali del nostro territorio “.  Una salsa politichese che conosciamo, ha nauseato e spinto quasi la metà dei savonesi a disertare alle ultime elezioni provinciali. L’esperto e rodato ‘homo sapiens’ mette in risalto che “la forte crisi economica sta provocando la diminuzione delle richieste di accesso al Ramella”. Peccato che un servizio del Secolo XIX della scorsa estate documentava le liste d’attesa in provincia di Savona, in particolare per i non autosufficienti; una carenza di 650 posti letto nelle strutture pubbliche, dove  dovrebbero accedere anche chi non ha disponibilità finanziarie proprie.  Per non parlare di ciliegina si suol dire. L’articolo 12 del regolamento del Ramella recita: “ L’alimentazione ispirata a semplici regole di base, garantisce un apporto equilibrato di proteine, calorie e vitamine, conformemente ai bisogni nutrizionali degli ospiti. Il menù  è composto da una varietà di vivande in cui i piatti tradizionali si alternano a quelli più attuali per soddisfare le esigenze….”.

Così mentre le cronache nazionali di quotidiani come Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, la Repubblica, con opinionisti, commentatori, editorialisti, analisti di fama, invocano e spiegano l’importanza della ‘priorità agli anziani’ , prima voce degli investimenti della spesa sociale unitamente agli ‘asili nido’, a Loano “le famiglie hanno altre priorità e sono in difficoltà a pagare la retta al Ramella sebbene  sia di un importo  fortemente inferiore a quello di altre strutture della zona”.  ”Anzi - fa sapere Lettieri mai avaro di spiegazioni ai media - sempre di più le pensioni dei congiunti contribuiscono al bilancio famigliare “. Non si può immaginare cosa succeda altrove, se teniamo conto che non sono trascorsi secoli da quando l’ex sindaco e l’ex presidente della Provincia, il loanese Angelo Vaccarezza, sfidava i suoi colleghi: “ Loano in assoluto è la città della provincia di Savona che ha beneficiato maggiormente di investimenti da parte di imprenditori privati e ciò ha comportato un indiscusso beneficio a cascata nell’economia cittadina, la crisi ci ha appena sfiorato….e grazie alle seconde case anche il turismo tiene….”.

Non sarà casuale che il sito internet della Città di Loano, nel 2015, riproponga ancora il contenuto del web 2005 per descrivere la Residenza Protetta Ramella, foto e contenuti.  Ivg.it ha già curato per oltre mille € al mese l’informazione sulle manifestazioni estive, con foto ‘parlanti’. Invece rinnovare ed aggiornare le pagine dedicate al Ramella costa troppo ? Ci offriamo gratis, ma temiamo di non essere all’altezza! Tra l’altro, il vecchio e  sempre attuale (?) testo racchiude una voce diventata assai ‘spinosa’: L’alimentazione. Vogliamo leggere ?  Testuale : “Il servizio cucina, situato all’interno della struttura, di alta qualità, prepara quotidianamente gustosi piatti destinati agli ospiti nel rispetto delle esigenze dell’intera comunità e compatibilmente con gli orientamenti sanitari e nutrizionali. Il menù presenta una varietà di proposte alimentari che assicurano un corretto apporto vitaminico calorico. La cucina è particolarmente  curata con piatti preparati al momento, non precotti, saporiti per un pasto piacevole e socializzante. Colazione a base di bevande calde: caffè, latte, tè, orzo, succhi di frutta, Yogurt, biscotti, fette biscottate, crostini. Primi piatti… secondi piatti ( carne, pesce, uova, formaggi, affettati nazionali, verdure), frutta fresca  di stagione… Dolci da forno e al cucchiaio preparati dai cuochi.  Gli ospiti possono scegliere tra due primi, due secondi, due contorni, frutta fresca o dessert, vino, acqua, caffè”.

Cosa abbiamo ascoltato in questi mesi da (anziani) cronisti di strada e rottamati ? Ci siamo recati alcune volte al Ramella, in orari diversi, il problema è di essere spesso riconosciuti dagli ospiti, dal personale o parenti in visita. Non è difficile immaginare – se si parte dal presupposto che ognuno ha una propria motivazione per non ‘apparire’ – i motivi di opportunità: parlo, ma dimentica di essere giornalista. Né miglior fortuna chiedere dichiarazioni  ”ufficiali’  a chi era stato a suo tempo ‘delegato’ a portavoce dei famigliari degli assistiti. E allora ? Dovere del giornalista è raccogliere almeno informazioni, tenendo conto del ‘fattore ambiente’.

Cosa ne pensano i testimoni indiretti. Affrontiamo il tema ‘fattori pasti’. E’ capitato in più occasioni di ascoltare in una panetteria non lontana dal “Ramella“: “ C’è ricoverato mio fratello…spero di riportarlo presto a casa…i pasti arrivano da fuori, credo da Villanova d’Albenga….provvede una cooperativa…la pasta è spesso già fredda, scotta, altre volte troppo al dente…la carne dura.. i contorni freddi…vengo qui a comprare farinata, pizza, torta verde… “. Un signore in una gastronomia, sempre del centro : ” Vengo spesso, ciò che viene servito lascia di frequente a desiderare, mia mamma si lamenta, il personale fa quello che può, i piatti arrivano da fuori, quando posso vengo e provvedo qui….”. Un conoscente che fa visita alla vedova di un medico di Loano: “  Un periodo c’era una dottoressa che stava soprattutto in ufficio, poi si è dimessa…Nei fine settimana e festivi il personale è ridotto e a volte l’attesa alle chiamate si protrae… Ho scritto al sindaco, ho fatto presente certe situazioni, ho proposto alternative.  Tutto inutile. La persona  che seguo, ad esempio, non può mangiare alcuni formaggi, eppure non riceve quelli che chiede. Purtroppo in generale prevale un’omertà difficile da spiegare, ma comprensibile. Il problema è che a farne le spese sono persone che non possono più difendersi…”. Discorsi più o meno analoghi, con altre storie e personaggi, ammette di ascoltare da parenti di assistiti il personale di un seconda panetteria; stessa musica un ristoratore del centro. E si potrebbe continuare. Bisogna ammettere che anche in passato  c’erano state lagnanze, difficile immaginare di accontentare tutti. Ci sono però dei limiti, soprattutto quando ci si ostina a non prendere atto, resistere sulla strada sbagliata. Su alternative concrete e confrontabili.

Verrebbe da dire: poveri anziani, ‘vittime’ perchè non possono più dare nulla ! Chi ha ascoltato martedì 7 aprile il programma televisivo sulla 7, alle 22,30, il segretario della Lega Nord,  Matteo Salvini e Giovanni Toti, giovane candidato di Forza Italia alla presidenza della Regione Liguria alle regionali di fine maggio, ricorderà: ” In Liguria, soprattutto la politica di sinistra e le cooperative hanno dato vita ad un cartello, una cappa coinvolge opere pubbliche, appalti, servizi socio assistenziali, ospedalieri…”.  A Loano,  da sempre capitale della ‘balena bianca o azzurra’ nel ponente ligure, come andiamo documentando dal 2005, c’è stato un fiorire di cooperative sociali in stretti rapporti con il Comune e la Provincia, in particolare negli anni di Vaccarezza presidente.  Nella stessa serata Toti, plenipotenziario di Berlusconi, ha citato il clamoroso ‘caso Caprotti in Liguria‘. Trucioli.it lo affronterà in un prossimo numero, limitatamente alla storia del supermercato Conad di Toirano.

Le cooperative sociali (e non)  sono legate da un ‘patto di ferro’  che nel corso di qualche decennio ha fruttato prima centinaia di milioni di lire, ora di euro. Non è un problema di ‘pulizia e legalità’, non è nostro compito fare indagini, bancarie e fiscali o meno, patrimoniali prima  e dopo le scalate.  Possiamo riflettere in merito alla trasparenza, alle persone legate alle cooperative e che contemporaneamente hanno rappresentato o rappresentano la pubblica amministrazione, amministrano i bilanci ed il denaro dei contribuenti. Da che parte stanno ? Con Ponzio Pilato ? L’etica pubblica, nei paesi civili e democratici, impone la netta separazione di ruoli, l’inflessibilità nel conflitto di interessi. Già l’etica e non il codice penale ! Al Ramella purtroppo dobbiamo rassegnarci, non cambierà nulla. Nonostante l’annuncio di Lettieri su IVG.it: “La nuova organizzazione sarà sperimentata per 8 mesi con verifiche e report bimestrali. Saranno affidati a terzi (leggi cooperative ndr)  con procedura di gara d’appalto i servizi integrativi di infermiere, operatore socio sanitario e quello ausiliario di cucina, entrambi per il fine settimana, il servizio d’animazione e quello di fisioterapia”. Informava ancora il solitario IVG.it: ” Proseguono con successo le attività ricreative promosse dall’assessorato ai servizi sociali nella residenza protetta Ramella…Si svolgerà la festa di carnevale. Dopo lo spettacolo teatrale che la scorsa settimana ha visto protagonisti sei ospiti del centro, la casa di riposo si apre nuovamente alla città rinnovando l’invito ai loanesi a trascorrere un pomeriggio nella struttura… con l’AVO, in collaborazione di un animatore della cooperativa Iso Theatre Onlus “.  Che si vuole di più in quanto a dinamismo e trasparenza ?  Loano hanno riferito le unificate redazioni di Stampa e Secolo XIX ha il primato dei dossi ‘massaggianti’  nelle strade cittadine, i militi della Croce Rossa locale ed in generale chi transita sull’Aurelia a sirene spiegate magari per ‘salvare una vita’  ha il rallentatore assicurato.  Cose da pazzi se si pensa che potremmo trovarci nelle stesse condizioni ognuno di noi, dei nostri cari. Incapaci di far applicare la legge antivelocità sulle strade, si è passati ai ‘dissuasori’ assassini. Già dimenticati i 26 annunci, qualcuno ci è sfuggito: “Loano dichiara guerra….vigili dotati di ; sulle strade più ‘veloci’ entreranno in funzione…”. A Genova sulla sopraelevata hanno risolto alla radice l’illegalità, 8 telesensori non lasciano scampo a chi non rispetta i 60 km orari, una media di 80 multe al giorno nel 2014, ma erano 470 in anni precedenti. A Loano sono più generosi verso i trasgressori incalliti, la cura sono i dossi e primi penalizzati i ‘passeggeri’ delle ambulanze dirette al Santa Corona. Senza possibilità di scampo di strade alternative. Una follia, tra l’altro forse perseguibile sul piano civile nella malaugurata ipotesi…

Ancora il nostro simpatico e messianico assessore Luca Lettieri superstar dei superdossi. I loanesi hanno fama di tolleranti. Saremo quattro gatti, lasciateci almeno in queste circostanze aderire ai ‘ forconi’. Siamo per il riconoscimento del merito a chi sa praticare tagli e risparmi a mosse. A chi combatte la causa giusta sugli appalti. In Italia, ricordano le Fiamme Gialle, un appalto su tre è irregolare. Non a Loano.

Pensate gli Agnelli, i De Benedetti, i Ferrero, dopo la Caporetto dei Ligresti loanesi, cosa non farebbero per assicurarsi manager di questa stazza !

Luciano Corrado

 IL FOTOGRAFO RAFFAELE MAFFEO E’ VOLATO IN CIELO

E’ tra le figure di immigrati a Loano che meritava più che un semplice necrologio. Ci ha lasciato nei giorni scorsi Raffaele Maffeo, storico fotografo del lungomare, che ha resistito col negozio finché le forze lo consentivano. Aveva 93 anni, napoletano d’origine, giunse a Loano con la famiglia 55 anni fa. Nella sua vita l’album dei ricordi racchiude migliaia di pagine: fotoservizi a nati, crescimati, matrimoni, nozze d’oro, foto tessere. Migliaia i loanesi e turisti che l’hanno conosciuto e hanno varcato il negozio, il laboratorio allora sviluppava pellicole in bianco e nero.  Raffaele, persona a modo, più fatti che parole, tutta d’un pezzo nel rigore morale, nell’educazione dei figli. Tanto orgoglio. Ha lasciato la moglie Elvira, sempre premurosa e scrupolosa. Tre figli: Filippo giudice di tribunale, Margherita medico, Lino ottico. Una nipote, medico ginecologo, con specializzazione a Loandra, un genero (marito di Margherita) a sua volta medico all’ospedale di Mondovì. Non è un problema di censo, di casta. I Maffeo sono tra le famiglie benemerite e che onorano Loano.

 

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