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Caprauna il miracolo dei 20 giorni

Il rifugio più ‘architettonico’ dell’Alto Tarnaro ora è anche un esempio, raro, di pubblica amministrazione solerte e diligente. Il 5 marzo 2015 il Commissario prefettizio di Caprauna, Claudia Bergia, ha affidato all’impresa lavori di ripristino del tetto (divelto dal vento) del ‘Pian dell’Arma’ e il 5 aprile, giorno di Pasqua, Marina Caramellino ha potuto riaprire i battenti. Plauso all’impresa edile Luca Michelis di Ormea e grazie al cuore di chi ha risposto alla colletta per affrontare la spesa di 50 mila€ nel paese orfano di bimbi: l’ultimo nato risale al 2003. Il capraunese più giovane ha 35 anni, single. I 120 residenti torneranno alle urne il 31 maggio per l’elezione del sindaco e del parlamentino dopo le dimissioni di Marco Mordeglia, 44 anni, geometra di Celle Ligure; vice sindaco l’ing. Giuseppe Ruaro, 50 anni, origini albenganesi.

Molta gente delle valli e della Riviera hanno risposto all’appello che aveva lanciato Marina utilizzando anche questo blog di volontari (Aiutateci vedi…). Al pranzo della benemerita Pro Loco hanno aderito 168 adulti (30 €) e 20 bambini. Caprauna che le cronache degli anni ’60 e ’80 descrivevano, con  Alto, tra i paesi della Valle Pennavaire aspiranti a passare sotto la giurisdizione della Provincia di Savona. Un sogno che tutto sommato è un bene per la popolazione non si sia avverato. A parte qualche eccezione, i politici di professione sanno che il loro bacino elettorale è  nelle piccole ‘megalopoli’ della Riviera molto generosa e attenta all’industria del mattone, dei proventi Ici-Imu ( prima e seconda casa, locali commerciali, artigianali, ricettivi). L’entroterra è utile per essere ‘decantato a risorsa incontaminata‘. Nei fatti i paesini, i borghi, sono da sempre fanalino di coda, dimenticati dalla ‘manna’, raccolgono briciole. Tornano vivaci 40 giorni d’estate, nel periodo della sagre, delle feste patronali, degli appuntamenti richiamo. Accade nel savonese, si ripete nell’imperiese dove qui a far da traino c’è pure un tivù locale che unisce l’utile (gli incassi pubblicitari) alla promozione tra i telespettatori ponentini.

Caprauna ha riscoperto di essere “regina delle rape bianca” di pasta gialla (vedi fotoservizio di Silvio Fasano…)  , presidio  Slow Food, riconosciuta con decreto  del Ministero delle Politiche Agricole. La valorizzazione di un antico prodotto della terra, caratteristico per gusto e proprietà organolettiche uniche. L’abitato, suddiviso in cinque borgate, è a 954 m s.l.m. Tra i motivi di richiamo il piccolo museo etnografico e soprattutto l’intelligente decisione di rivalutare l’attrazione del rifugio ricostruito con un’ estetica armonica al paesaggio. La struttura si trova a 1350 m. s.l.m, con sala da pranzo e  dehors, 80 posti a tavola,  posti letto in 4 camere, una rampa e bagni (3 servizi igienici)  pensati  per i portatori di handicap – disabili. Il pianoro monti – mare domina  l’intera Liguria ponentina, si possono ammirare la Toscana con le Alpi Appuane, la Corsica.  Un’area e percorsi di una bellezza incomparabile per chi fa trekking, arrampicata, mountain Bike, nordic Walking, scuola della natura.

L’oste del rifugio è Marina Caramellino, animata da amore e passione per il silenzio, l’aria che si respira, l’atmosfera eremitiana. Lei dall’8 febbraio 2011, con la società Ottagono Cooperativa sociale di San Lorenzo al Mare (Im), cerca di far conoscere, apprezzare, l’ospitalità e la salute montanara.  Ha un contratto d’affitto con il Comune, è subentrata a due gestioni che si erano susseguite senza troppa fortuna. Non è facile ovviamente attrarre ospiti in un contesto dove a farla da padrone è la spiaggia, i lungomare, la seconda casa in città e nella prima collina. Al di là della sempre utile ‘promozione’ sui canali tradizionali, c’è il mondo web, resta il traino del ‘passaparola’. La buona ospitalità, le opportunità della natura ‘selvaggia‘, ma anche l’arte dei piatti genuini, dunque semplici, delle tradizioni culinarie nostrane.

E’ lei ad annunciare che nell’ambito di una ormai indispensabile collaborazione che si è di recente dato vita all’Associazione tra i rifugi dell’Alta Val Tanaro: Mongioie, Quarzina, Chionea, don Barbera, Upega, altri potranno aggiungersi. “Da parte mia sono impegnata – dice Caramellino -  ad organizzare  il trekking  Valle Pennavaire, due appuntamenti di fine luglio e fine agosto. Percorsi  suggestivi e divertenti per le bellezze naturali. Partenza dal rifugio, poi colle del Trione, i piedi del monte Galero, i sentieri in gran parte abbandonati nel territorio di Nasino, la Madonna della Neve,  la chiesa di San Cosimo, e ritorno al rifugio. I partecipanti usufruiranno di un nostro appoggio, cioè la tenda montata. Credo sia doveroso ringraziare l’impegno della dr. Bergia, vice prefetto commissario, la quale si è resa conto dell’urgenza del ripristino dell’agibilità del rifugio dopo i gravi danni causati dalla tempesta di vento. Ammirevole l’impegno e la serietà dell’impresa alla quale sono stati affidati i lavori di rifacimento completo del tetto; hanno lavorato tutti i giorni, anche con la pioggia e la neve, sabati e domeniche, consentendoci di riaprire a Pasqua.  Ora non resta che rifare la strada di accesso, logorata dai mezzi pesanti e dalla rimozione della neve. C’è un detto: volere e potere. Bisogna darsi da fare, correre senza risparmio di energie”

La spesa prevista si aggira sui 40 – 50 mila euro, responsabile  della procedura è il geometra di fiducia del Comune  Giacomo Canavese, al quale è toccato la redazione peritale, la stima dei danni. Opportunamente l’amministrazione comunale quando era in carica il sindaco Rinaldo Arnaldi, eletto la prima volta nel maggio 2001, riconfermato dagli elettori nel 2006, aveva provveduto a stipulare una polizza assicurativa con  Reale Mutua Assicurazione – agenzia di Albenga. Ai periti e al liquidatore il compito di ‘....dare agli uomini ciò che spetta loro...’.

Anche per la comunità di Caprauna il prossimo appuntamento elettorale dovrebbe essere all’insegna “l’unione rende forti“. La condivisione degli obiettivi, senza voli pindarici; la buona regola che solo attraverso la concordia si possono superare difficoltà, incomprensioni, personalismi. Vale per tutti, ma in particolare per le comunità svantaggiate. Tra i comuni confinanti c’è Aquila d’Arroscia che lo scorso maggio 2014 non era stata in grado di amalgamare un gruppo di cittadini di buona volontà e buon senso per formare una lista destinata a governare il paese. Ha prevalso l’apatia di fronte alle immancabili difficoltà. Nauseati magari dalle risse continue del Parlamento, inconcludente, che la tv ci porta nelle case, il clima di diffusa sfiducia.  E’ vero che il taglio di risorse di Stato, Regione, Province, rende arduo amministrare in periferia. Addirittura impongono al primo cittadino di farsi carico  di viaggi, impegni istituzionali, tempo sottratto magari al lavoro, alla famiglia, al tempo libero. In passato non era così ? E’ più che probabile, eppure bisogna avere l’umiltà di ammettere che non sempre i tempi delle ‘vacche grasse‘ erano sinonimo di rilancio, funzionalità, opere pubbliche prioritaria realizzate, spese in conto capitale anzichè in soldi elargiti per l’ordinaria amministrazione: dai dipendenti, alle consulenze, ai gettoni, alla razionalizzazione a partire dalle piccole cose.  I tempi impongono di velocizzare l’unione tra comuni, rinunciare a campanilismi che hanno fatto il loro tempo, se si pensa alle prospettive future dell’immigrazione, dell’integrazione. Che ne sarà delle nostre realtà locali tra mezzo secolo, due o tre secoli ?  Da qui l’esigenza  di riunire i servizi, ad iniziare da quelli sociali, fino a riformulare l’entità municipale. Ripetiamo succede già nella Germania prima della classe in Europa, in Inghilterra, nella Svezia, Norvegia, Danimarca, in Svizzera altro modello di efficienza dove  un intera area è italianologa. In queste nazioni i centri minori, da decenni, sono aggregati ai centri maggiori; rimane un rappresentante nel consiglio comunale che svolge il ruolo di sindaco coadiutore, col il compito ‘politico’ di essere la ‘voce’ nel parlamento comunale comprensoriale pilotato dal primo (ober) sindaco.

Il sindaco dimissionario di Caprauna, geom, Marco Mordeglia, cittadino di Celle Ligure

Caprauna nelle consultazioni  di metà maggio 2011 aveva eletto sindaco  Marco Mordeglia, vice sindaco  Giuseppe Ruaro. In giunta: Franco Sarti  (originario di Ferrara), Marco Rolando, Pierina Rolando. Consiglieri il dr. Paolo Ferraris, Sebastiano Cararra, Adelmo Ruaro, Albertina Strazzi. Il più giovane è del 1971, il più anziano del 1931.  Tre sono nati a Caprauna, tre ad Albenga, due a Mondovì, uno a Ferrara e uno (sindaco uscente) a Savona. Dall’estero un solo residente, nel 2008.  In controtendenza i maschi superano di poche unità le femmine, l’età media è di 55 anni, il reddito pro capite 11 mila 500 euro, poco più di 70 i nuclei famigliari. Le statistiche comunali indicano inoltre che i residenti posseggono 76 auto, in pratica uno per famiglia, 46 mezzi di trasporto, 4 trattori, 10 motocicli.  Il titolo ‘onoris causa’ di memoria storica spetta all’impiegato comunale  Mario Botte; potrà confermare che il Comune, nei suoi bilanci, vanta zero spese nella voce ‘rappresentanza’. Le  famose ‘spese pazze’ per cui si creato scandalo ed inchieste giudiziarie nei consigli regionali di Liguria, Piemonte e non solo. Botte può narrare che il rifugio era stato realizzato con i Fondi Europei. Senza gli sprechi di altre aree montane. Senza andare lontano, la realizzazione di stalle ‘moderne’, persino dotate di pannelli solari. Si trovano sulle Alpi Marittime, si possono ‘visitare’ e son o ridotte in stato di abbandono, utilizzate parzialmente nella stagione estiva. I primi a venir meno al dovere di controllo sono stati proprio i Comuni, a seguire provincia, Guardie Forestali, competenti organi regionali.

Su Caprauna incombe da un po’ di tempo il rischio ‘isolamento’. E’ in forse il mancato ‘motore turistico’, il collegamento dell’Acts Savona- TPL, tra Albenga e Caprauna.  Due corse al giorno, domenica e festivi esclusi. Posti mediatamente al 50 % fino a Alto, anche grazie a studenti, di fatto posti semivuoti per Caprauna.  Un servizio che sarebbe qualificante ripensare in funzione turistica, nell’ambito di una collaborazione con le città costiere che, non solo a belle parole, potrebbero contribuire con proposte di visite ed escursioni nell’entroterra meno valorizzato.  Senza andare all’estero accade nella italiana Alto Adige dove ai turisti in vacanza (stranieri ed italiani) gli autotrasporti propongono alle famiglie, agli anziani ospiti opportunità di conoscere le bellezze montane raggiungibili da strade strette e tortuose. Le stesse difficoltà di raggiungere dal mare Alto e Caprauna, cuneesi con vocazione savonese e imperiese.

L. Cor.      

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