Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ceriale si sveglia ? A colpi di pistola


Una mattina di dicembre Ceriale si è ‘svegliata’ per tre colpi di pistola che hanno forato la serranda dello studio tecnico del geom. Giuseppe Repetto, già consigliere comunale, membro di giunta ai tempi del ‘maratoneta’ Revetria sindaco. Repetto il progettista più gettonato per medi e piccoli interventi edilizi. Pochi giorni prima un biglietto di avvertimento era stato recapitato all’ex assessore geometra Piercarlo Nervo. Due episodi distinti, ma da interpretare, gli autori da scoprire. Una sola certezza: chi si meraviglia che possano accadere certi fatti, ignora l’altra faccia della medaglia in cui da anni si dibatte Ceriale all’insegna del “più se parla e peggio è”. 

I fori del colpi di pistola alla serranda dell’ufficio tecnico del geometra Repetto

E’ la Ceriale by nigt, capitale della prostituzione, con la vicina Albenga. Profitti ingenti, esenti tasse. Una struttura organizzativa criminale che non predilige i clamori. Anzi ha bisogno di ‘tranquillità’, di regia del ‘tutto sotto controllo’, di amici degli amici. Un mercato nero,  fiorente seppur colpito dalla crisi, rigidamente controllato dai cartelli della mala italiana e straniera. Impongono le loro leggi, le tariffe (qui non si scende sotto i 50 euro, contro i 30 tollerati ad Albenga in mano alla ‘mafia gay’), i metri quadrati assegnati come i confini. Percosse e punizioni, incidenti sul lavoro (rapine), tenuti riservati.  Nel ponente sono attivi i collegamenti con Sanremo, altra fiorente piazza della criminalità dedita a spaccio, prostituzione, riciclaggio, estorsioni, incendi. Nella città dei fiori la situazione è più turbolenta, fatta di contrasti, rivalità mal governate. A Ceriale nei fatti prevale una rigida regia, nell’indifferenza e nella sopportazione, tra omertà e paura, meglio non impicciarsi. Voltarsi dall’altra parte, emarginare i pochi ribelli.

Ora lo scossone irrompe sulle pagine di cronaca, la svolta. Intimidazioni plateali a persone perbene, come le ha definite il sindaco. Due diversi messaggi per la loro gravità. Chi ha osato sfidare la pax della cittadina? C’è una caserma dei carabinieri, un corpo dei vigili urbani seppure alle prese con un evidente e perdurante disagio, malessere. Una brutta spaccatura tra il comando, sostenuto dal sindaco e dalla giunta, ed i sottoposti. A Ceriale abita un diligente ed onesto giornalista figlio di un big dell’imprenditoria. A Ceriale ha casa il presidente dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani (Casagit). E’ cerialese il comandante  delle Forze Armate in Liguria. A Ceriale è  stato disposto dall’autorità giudiziaria il più grave ed imponente sequestro di un’operazione immobiliare della storia della provincia di Savona. Appartiene ad un ex consigliere ed assessore comunale di Ceriale, Andrea Nucera, architetto, già di area socialista, il record provinciale di un dissesto, oltre 200 milioni di euro. Ha scritto, in passato, al presidente della Repubblica Napolitano dichiarandosi vittima di una frangia dell’autorità giudiziaria ed ha chiesto l’intervento del Consiglio Superiore della Magistratura.

Il geom. Giuseppe Repetto intervistato da Rai 3 Regione

Repetto – Nervo vittime di due episodi – vedremo se si riuscirà a scoprire la verità –  che come primo effetto hanno il concreto rischio di ‘disturbare’ gli affari sporchi in cui non c’entrano i due tecnici cerialesi.  Cosa succede? Si sono rotti equilibri che governano traffici illeciti ? A Ceriale chi fa da cerniera tra il mondo della illegalità e quello della (apparente) legalità ? Stranamente, ma potremmo sbagliarci, il giornalista che da 45 anni è  la memoria storica della cronaca cittadina, magari l’unico a custodire l’archivio stampa, documenti e materiale di inchieste, processi, intercettazioni telefoniche, verbali di interrogatori, passati in cavalleria, è considerato da alcuni personaggi politici e non, pubblici amministratori della giunta Fazio in primis, un nemico.  Che peraltro non fa paura e non impedisce sfacciate incursioni di massoni deviati e affaristi nelle scelte del Comune di Ceriale. Non sarà un caso se tra i primi a cancellarsi dalla mailing list di trucioli.it siano stati i protagonisti di vicende recenti. E che a nessuno sia venuto in mente di chiedere al cronista una testimonianza, un parere. Men che mai di rispondere ad articoli, su Ceriale, ai quali non è mai seguita una smentita o una querela. Che cosa accomuna lo spaccato della vita pubblica cerialese con il malaffare alla luce del sole ? Solo l’incapacità di percepire la gravità della situazione, la mediocrità, il disagio di chi subisce e tace ? Ceriale dove è difficile che il cronista trovi collaborazione tra lo stesso mondo delle professioni quando chiede notizie, la loro puntuale verifica. Qualcuno ha declinato l’invito a scrivere interventi, su trucioli.it, per ragioni imprecisate. Qual è l’obiettivo di questa strategia ? Chi ha paura e di chi?

Ha ragione il sindaco antirottamatore e di lungo corso ( da quasi 40 anni in Comune) Ennio Fazio a non generalizzare, non fare di ogni erba un fascio, a dirsi ottimista che gli inquirenti arriveranno presto a scoprire chi ha messo in atto le intimidazioni ? Non spiega perchè a Ceriale debba resistere ciò che non accade in altre città della provincia dove  pure la prostituzione è prosperata per anni: Savona, Albisola, Vado Ligure, Pietra Ligure, nel lontano passato Andora. Chi c’è dietro al businees di essere umani ? Chi assicura supporto logistico in loco? Le condizioni favorevoli. Perchè Ceriale resta l’unica città d’Italia dove prostitute straniere esercitano pure davanti alla casa del primo cittadino ? Ennio Fazio sarà un tollerante, ha diritto di essere tutelato non tanto come persona ma rappresentante istituzionale. Non si rende conto della lacerazione morale che ne deriva di fronte ai cittadini onesti? E che possono pensare i concittadini che si trovano prostitute e clienti  davanti all’ingresso delle loro case lungo la statale Aurelia ? Gli immobili acquistano valore ? La qualità della vita si apprezza?

E’ vero, Repetto e Nervo nulla hanno da spartire con la tratta delle ‘belle di notte’, i loro accompagnatori clienti di locali pubblici. L’interesse dei due tecnici è rivolto all’attività edilizia, con tutto ciò che comporta. Sono vicini a quel mondo che include attività artigianali. La Casa della Legalità di Genova che si era fatta viva, con documenti, esposti e manifestazioni plateali quando esplose il caso  T 1 – Nucera,  ha scritto che “il geometra Repetto si era occupato di una delle tante speculazioni immobiliari eseguite dagli Sciglitano (ovvero dal galoppini di Gullace Carmelo), quella mascherata da case agricole (sic) in via Pietrafaccia, finite poi sotto sequestro della Procura della Repubblica. Il servizio del geometra non è stato gradito dal sodalizio del Ninetto, probabilmente…”. Nella stessa nota diffusa via web, il combattente e indomabile Cristian Abbondanza, fa accostamenti.  Azzardati? Sostiene che “a Ceriale ci sono soprattutto i fedelissimi  di Carmelo Gullace, gli Sciglitano Giovanni detto ‘Gianni’ e Sciglitano Giuseppe detto ‘Pino’ attivi, formalmente, con la CI.SA. Srl, quando non sono dediti alle attività più prettamente di ‘servizio’ che non si iscrivono alla Camera di Commercio, vedi i servizi di scorta ed autista…”.

Il sindaco di Ceriale Ennio Fazio a Rai 3 Liguria

Ipotesi che sconfinano tra illazioni, sospetti, scenari più o meno verosimili? Chi conosce, in loco, i personaggi citati allarga le braccia: persone normali, si vedono poco in giro, fanno il loro lavoro, non danno fastidio. Ceriale sotto la cappa della mala sopporta, convive, tollera, tace. Ci vuole il clamore, l’attentato, il morto per uscire dal silenzio, proteste di un isolato ed eccentrico cittadino escluse. Eppure dopo il calar delle tenebre decine di famiglie vivono ‘barricate’, si trovano proprio sull’uscio prostitute assidue, alcune sono sempre le stesse. Altre famiglie  fanno  i conti dei disagi per il via vai di auto e clienti in zone più o meno appartate, vicino alle dimore. Di sera è una sorte di coprifuoco ed uscir di casa è un problema, soprattutto per le giovani donne. Ci sono locali pubblici che traggono vantaggi ? Ci sono pizzerie, ristoranti, bar che convivono con la ‘notte cerialese‘ ? Ci sono chioschi bar volanti al servizio delle zone occupate da chi vende sesso e occasionali clienti?  C’è chi tace per paura o per convenienza, connivenza ?

Per quale ragione fanno rumore i colpi di pistola, il loro lugubre ‘significato’, e prevalgono rassegnazione ed indifferenza verso sfruttamento e prostituzione ? Un racket dai mille volti? I tre spari allo studio del geometra Repetto  hanno sollevato tanti interrogativi, l’attenzione delle istituzioni, in tempi in cui l’allerta infiltrazioni mafiose in Liguria ha toccato la vetta. Ma Ceriale resta un’isola, capace di non affrontare alla radice la piaga malavitosa di tutto ciò che si muove dentro ed attorno alla prostituzione su strada. Qui si esercita il controllo sistematico del territorio, metro su metro lungo la strada Aurelia, in zone abitate. C’è la presenza continua di personaggi che gravitano in quel contesto. Né Repetto, né Nervo si sono occupati da pubblici amministratori pubblici, almeno pubblicamente, di questa triste realtà. Semmai sono stati contigui ad un altra pesante eredità, seppur lecita, che investe il mattone, le aree edificabili, lo sfruttamento del territorio. Poi c’è il ventre molle dell’usura. Con qualche episodio eclatante, i più rimasti nell’ombra.

Le indagini, speriamo, diano presto risultati. Al di là delle conclusioni, la storia personale di Repetto e di Nervo li vede spesso contrapposti. Il primo aveva esordito tra gli ideali socialisti, il secondo democristiano. Ognuno ha fatto le sue battaglie, si fa per dire, tra vittorie e sconfitte, qualche zona grigia propria di chi fa politica. Ceriale non meritava di trovarsi fanalino di coda, ostaggio di interessi che si sono rivelati autolesionistici. L’ombra della T 1 di Andrea Nucera è un capitolo tutt’altro che chiuso. Non è il solo bubbone e non pare foriero di clamorose rivelazioni. A meno che il principale protagonista non decida di vuotare il sacco. Perché dovrebbe farlo?  Chi si aspetta colpi di scena al processo che inizia a gennaio probabilmente resterà deluso. Nel mirino di ignoti, ad un mese dall’inizio del dibattimento, sono finiti due personaggi che tutto sommato, a Ceriale, loro città Natale, godono di stima e consenso, sostenitori.

Ceriale dal 1960 ad oggi è salita alla ribalta della cronaca poche volte. Cinque delitti, tre impuniti. Una quarantina di rapine soprattutto in banca e supermercati. I giornali hanno dato notizia di 7 estorsioni soprattutto di piccolo cabotaggio. Nel 1993 fece scalpore l’incendio che distrusse i bagni Rosa con danni per decine di milioni. Nel 2007 fiamme nell’azienda edile  Edilmercato. Nel 1993 ancora fiamme ad un negozio di alimentari in piazza della Vittoria appartenente a Marisa Fenoggio, 45 anni, di Borghetto S. Spirito. E poi altri piccoli gialli di una cittadina di provincia che pare abbia fatto l’abitudine al borderline della legalità. Undici in tutto i dipendenti comunali indagati nel corso degli anni. I condannati con sentenza passata in giudicato si contano sulle dita di una mano. Sappiamo tutto ? E’ lo specchio fedele ? Fosse così la città non si troverebbe quasi in ginocchio, avrebbe avuto la forza di reagire. A cominciare dall’elettorato, da chi vota e chi preferisce disertare le urne comunali per sfiducia.

 


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