Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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A Borghetto S. Spirito due consigli con una fava


Credevo (credevamo tutti) e speravo che con il Consiglio Comunale del 25 settembre 2014 la Giunta GANDOLFO e la sua maggioranza avessero smesso, almeno per un po’, di mostrare al pubblico la loro fatica amministrativa, coadiuvati in ciò dalla mancanza di assistenza di alcuni dipendenti comunali. Ma era una pura speranza: nel Consiglio Comunale del 29 settembre 2014, la Giunta GANDOLFO e la sua maggioranza hanno concesso il bis e non solo hanno confermato la loro fatica, ma hanno anche dimostrando, al di là di ogni ragionevole dubbio, di non conoscere le basilari norme che regolano il Consiglio Comunale.

Non volevo fare la cronaca di due avvenimenti in un unico scritto, ma mi hanno forzato la mano, così abbiamo preso “due Consigli con una fava”.

CONSIGLIO COMUNALE DEL 25 SETTEMBRE 2014

Erano quasi le 21,40 del 25 settembre 2014 quando, sopra al brusio generato dal parlare sommesso dei presenti in sala consiliare, si leva una voce che dice:

“Potreste almeno scusarvi col pubblico per il ritardo che state accumulando sull’apertura del Consiglio Comunale!”

Il Sindaco si scusa; la colpa è del computer che registra lo svolgimento dell’assemblea e che: “…sono sette anni che non funziona”(?).

Uno squillo del mio cellulare mi allontana dall’aula per pochi minuti e al mio ritorno la seduta consiliare è già iniziata: Antonio MUSURACA è stato appena unto delegato allo Sport.

Poi, la maggioranza GANDOLFO passa al secondo e ultimo punto all’ordine del giorno: la nuova convenzione con la Società EBGAS di Forlì.

Di questa convenzione ne abbiamo parlato ampiamente nel numero scorso di Trucioli  con l’articolo: “Intervista a Roberto Moreno, consigliere di minoranza”.

Proprio in quell’intervista erano descritti i dubbi e le perplessità dei consiglieri di minoranza relative a questa nuova convenzione, al metodo con cui era stata istruita la pratica, oltre ad  alcune “anomalie” di certi documenti messi in cartellina. Non voglio ripetere cose già dette e scritte. Questa volta, partendo dalla cronaca dei fatti, voglio riferire le sensazioni provate da un cittadino come me, seduto tra il pubblico.

Questa sera, i consiglieri ANGELUCCI, MORENO e VILLA, oltre all’indipendente PICASSO, non hanno contestato la nuova convenzione da un punto di vista squisitamente politico, ma hanno invitato, con un accorato appello, i consiglieri di maggioranza a riflettere attentamente, richiamandoli al loro senso civico ed etico. Hanno ripetutamente fatto notare gli “errori” e le “anomalie” presenti nel nuovo contratto, convinti di ciò dopo un attento e approfondito studio dei documenti.

Se da una parte hanno contestato il differente trattamento riservato ai potenziali utenti dei nuovi allacci confronto ai vecchi, dall’altra hanno smontato i calcoli con cui la maggioranza ha cercato di sostenere questa scelta. Infatti i due quadri economici presenti tra la documentazione differivano di molto tra loro nella cifra finale (il secondo era quasi il doppio del primo). Inoltre un consiglio tecnico/legale richiesto dalla stessa maggioranza, sostanzialmente dava ragione ai dubbi e alle perplessità della minoranza.

Il consigliere ANGELUCCI ha anche sostenuto che se la vecchia convenzione con la EBGAS doveva essere rivista, si sarebbe potuto fare, ma non a questo prezzo e non a questo modo.

 

Di fronte a questa raffica di obiezioni l’assessore ai Lavori Pubblici, Emanuele PARRINELLO(nella foto a sn), è intervenuto una sola volta, con poche e poco convincenti parole, rinunciando alla difesa del nuovo contratto, come sarebbe stato suo preciso compito. Del gravoso compito se ne è appropriato il Sindaco, che non ha risposto a molte precise domande dei consiglieri di minoranza e all’indipendente PICASSO.

La nuova convenzione viene approvata.

A nulla sono serviti i ripetuti appelli della minoranza e più volte è stata ribadita la responsabilità che i vari consiglieri di maggioranza  si sarebbero assunti votando a favore. Le parole con cui il consigliere MORENO ha chiuso il suo intervento ora appaiono emblematiche:

“Questa convenzione ve la approvate voi. Noi no!”.

Vedremo gli sviluppi della situazione e attendiamo il parere della Corte dei Conti.

*****

Dopo il Consiglio, io ed un mio amico, eravamo all’esterno del Palazzo Comunale a commentare ciò che era successo. Ad un certo punto due persone, uscite anch’esse dal Comune, percorrono il vialetto e vengono nella nostra direzione. Riconosco in loro il tecnico e il funzionario della EBGAS che erano presenti tra il pubblico. Il funzionario sta parlando al cellulare e, mentre passa vicino a noi, sento che dice:

“…tutto a posto.”

 

CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 SETTEMBRE 2014

Anche questa volta all’ordine del giorno di questo Consiglio ci sono solo due punti:

1) SALVAGUARDIA DEGLI EQUILIBRI DI BILANCIO E RICOGNIZIONE STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI – BILANCIO DI PREVISIONE 2014 (ART. 193 D. LGS. N. 267/2000)

2) CONCESSIONE IN USO E GESTIONE DELLO STADIO COMUNALE “C. OLIVA” E DEL CONNESSO CAMPO ALTERNATIVO PER IL PERIODO 01/11/2014 – 31/10/2017 E COMUNQUE PER UN TRIENNIO – APPROVAZIONE SCHEMA DI CONVENZIONE DA UTILIZZARSI PER GARA VOLTA AD INDIVIDUARE IL CONCESSIONARIO.

In apparenza argomenti di normale amministrazione, ma subito dopo l’appello per la conta dei presenti, non appena il presidente del consiglio, dott. Gabriele CAGNINO (nella foto a sn), dà inizio alla lettura introduttiva al primo punto, il consigliere di minoranza, dott. Roberto MORENO, prende la parola e pone la “questione pregiudiziale” ai sensi dell’art. 49 del Regolamento comunale di organizzazione e funzionamento del consiglio comunale (1).

La contestazione principale del consigliere MORENO é che il Consiglio non ha le caratteristiche dell’urgenza e quindi doveva essere convocato nei termini ordinari (5 giorni da contarsi esclusi il giorno di convocazione e quello dell’adunanza). Pertanto avendo notificato la convocazione giovedì 25 settembre il Consiglio si doveva riunire il 1 ottobre e la convocazione d’urgenza é stata fatta per tamponare l’errore e salvare il salvabile. Il consigliere MORENO prosegue confermando  che considera illegittima la convocazione urgente del Consiglio e, come se non bastasse,  aggiunge che la maggioranza ha commesso un altro errore: non ha rispettato quanto previsto dal regolamento che prevedere di rendere disponibili nella sala delle adunanze delibere e documentazioni almeno 24 ore prima. E’ per questi motivi che la pratica (come da regolamento) non può essere discussa.

L’improvviso sgomento comparso sul volto del dott. CAGNINO, presidente del consiglio, è stato avvertito da tutti: la maggioranza non sapeva che pesci pigliare. E’ ancora il consigliere MORENO che spiega come si deve gestire la “questione pregiudiziale” (il sindaco GANDOLFO spiegherà questo suggerimento su IL SECOLO XIX on line del giorno dopo:“Volevano insegnarci a fare i compiti a casa, ma non scendiamo a questi livelli”) e zittisce pure l’assessore Emanuele PARRINELLO, che tentava di dire la sua, ma per regolamento (a lui apparentemente sconosciuto) non poteva.

Passato l’impasse, il presidente del consiglio da segnali di ripresa e la questione pregiudiziale viene messa ai voti e bocciata dalla maggioranza.

Si passa quindi alla discussione del primo punto e al momento della votazione i consiglieri di minoranza lasciano l’aula. Al presidente del consiglio non gli passa neppure lontanamente per la testa di mettere a verbale che quattro consiglieri non sono più presenti; va avanti inconsapevole e chiede la votazione.

Alla discussione del secondo punto si ripete lo stesso iter e viene riproposta la questione pregiudiziale. E’ a questo punto che il dott. CAGNINO, inizia a dar segno di insofferenza nei confronti della minoranza, non rendendosi conto che col suo comportamento sta dando loro assolutamente ragione. Forse ignora che è un preciso diritto di un consigliere proporre la questione pregiudiziale quando e come la considera proponibile; spetterà poi a tutti i componenti l’assemblea esprimersi attraverso il voto e accettare o respingere la mozione. Circostanza che il presidente del consiglio forse ignora.

Come prevedibile anche la seconda proposta della questione pregiudiziale viene bocciata e alla votazione del secondo punto all’ordine del giorno, la minoranza abbandona l’aula e la maggioranza approva il secondo punto. Così termina il Consiglio Comunale.

La gravità di questi fatti è evidente. La Giunta GANDOLFO ha preferito lo scontro con la minoranza piuttosto di cercare una mediazione che magari era a portata di mano: si poteva riconvocare il consiglio in seconda convocazione per il giorno dopo alle ore 21 (questo solo la maggioranza poteva e doveva farlo) e tutto sarebbe andato a posto; avrebbe fatto un’ottima figura e bloccato l’offensiva della minoranza. Ma questo non è accaduto, hanno preferito tirare diritto.

Una cosa non comprendo: quali sono le ragioni che fanno alzare la mano ad alcuni consiglieri di maggioranza che in tutta la loro carriera non hanno mai aperto bocca e hanno sempre assistito silènti allo svolgimento delle assemblee. Non danno l’idea di comprendere, a volte, la gravità di quella “alzata di mano” e il fatto che, forse, con quel gesto tradiscono la fiducia di chi ha dato loro il voto.

Silvestro Pampolini

(1)

Art. 49 – Questioni pregiudiziali e sospensive

1. Il Consigliere, prima che abbia inizio la discussione su un argomento all’ordine del giorno, può porre

la questione pregiudiziale, per ottenere che quell’argomento non si discuta, o la questione

sospensiva, per ottenere che la discussione stessa venga rinviata al verificarsi di determinate

scadenze o condizioni.

2. La questione sospensiva può essere posta anche nel corso della discussione.

3. Le questioni sono discusse immediatamente prima che abbia inizio o che continui la discussione;

questa prosegue solo se il Consiglio non le respinga a maggioranza.

4. Dopo il proponente, sulle questioni possono parlare solo un consigliere a favore ed uno contro.

5. Incaso di contemporanea presentazione di più questioni pregiudiziali o di più questioni sospensive,

si procede, previa unificazione, ad un’unica discussione, nella quale può intervenire un solo

consigliere per gruppo, compresi i proponenti. Se la questione sospensiva è accolta, il Consiglio

decide sulla scadenza della stessa.

6. Gli interventi sulla questione pregiudiziale e sulla questione sospensiva non possono eccedere,

ciascuno, i cinque minuti. La votazione ha luogo per alzata di mano.

7. I richiami al regolamento, all’ordine del giorno o all’ordine dei lavori e le questioni procedurali hanno

la precedenza sulle discussioni principali. In tali casi, possono parlare, dopo il proponente, un

consigliere contro ed uno a favore, e per non più di cinque minuti ciascuno.

8. Ove il Consiglio venga, dal Presidente, chiamato a decidere sui richiami e sulle questioni di cui al

precedente comma, la votazione avviene per alzata di mano.


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S.Pampolini

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