Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

L’acqua di fonte, quando un libro fa riscoprire le cure naturali dimenticate


Peccato, viviamo in una società che tra le emergenze ha il record europeo (con la Grecia) della disinformazione diffusa. Peccato, non si possa inviare alle famiglie piemontesi e liguri quanto scritto da due medici, specialisti ospedalieri in pensione, uno di origine alassine.  Sono gli autori di una minuziosa ricerca delle fonti termali che  furono riconosciute idonee a trattamenti curativi e per una serie di concause all’italiana sono state abbandonate.  Benefiche per il corpo, lo spirito, l’economia in aree spesso  ‘depresse’. In qualche caso ‘tesoro nascosto’: cimeli difficili da trovare e riconoscere. In Piemonte le stazioni termali sono otto, erano a decine nell’800, alcune risalgono ai tempi dei romani.  Nel 1969 erano 15, nel 1999 scese a 8.  Una carenza di presa di coscienza, ad iniziare dalla Regione, Province, Comuni, Camere di Commercio, Comunità Montane, Pro Loco, associazioni di categorie, lobby varie.  

Nell’introduzione al libro “Piemonte le fonti perdute” (di cui abbiamo accennato il numero scorso)  Giancarlo Levra e  Gianfranco Strani (fedi foto e curriculum) esordiscono:  “L’acqua rappresenta il nostro essere ed il nostro benessere. Concetto ben conosciuto agli antichi che hanno fondato le loro civiltà in stretto rapporto con questo elemento”.

Cosa accade ai nostri giorni? Il cosiddetto benessere (falso)  pratica la moda di massa, tutti al mare.  Il nuoto, il mare, il sole, l’aria marina con suo iodio, sono ideali per bambini, giovani, adulti. Le cure marine risalgono alla notte dei tempi, basti pensare alla storia di un grande e prestigioso ospedale ligure, fronte mare, come il Santa Corona  di Pietra Ligure. O ancora l’ Ospizio Marino Piemontese di Loano. Non sono gli unici immobili destinato ai lombardi e piemontesi per ritemprasi con l’aria di mare: gli asmatici, le bronchiti croniche, in particolare bambini ed anziani.

L’era del consumismo senza regole e l’informazione nazionalpopolare, vogliono farci credere ai ‘miracoli’. Sei- 8- 10 ore in auto per raggiungere il mare, poi tutti in una scatola di sardine, scottati dal sole ed esibire l’abbronzatura: sinonimo di forze riacquistate e corpo in forma ?  Nelle località di mare, dai primi anni ’60,  si è realizzato la più dissennata distruzione urbana. Ha dato vita al fenomeno perverso della speculazione, tra ingenti guadagni e distruzione idrogeologica, fino a snaturare la qualita complessiva della vita, i suoi valori.  La ricchezza prodotta da  650 mila seconde case (in Liguria) si è via via trasforma in boomerang: smantellamento del tradizionale tessuto alberghiero ( e di conseguenza occupazionei stabile),  perdita della affezionata clientela d’Oltralpe che raggiungeva la Riviera, con l’esclusione del mese di agosto. Stagione di lavoro che iniziava a Pasqua e si concludeva a fine settembre, primi di ottobre. Ad Alassio, capitale turistica, finiva ai primi di novembre.

L’alternativa al relax ed al benessere in riva al mare avrebbero dovuto essere le stazioni termali; il principale bacino di utenza  la Liguria, regione leader della terza età, della case per anziani.  Il Piemonte era il dirimpettaio più diretto con la sua natura in buona parte incontaminata, le sue Alpi, il fascino di antiche tradizioni, tra borghi e dimore storiche, la sua cucina, oggi apprezzate  da russi, americani, brasiliani, i primi cinesi. Predilogono soprattutto le antiche dimore di lusso. Sono i nuovi ricchi del terzo secolo ed aumenteranno in modo crescente e costante.

Ma la realtà parla anche d’altro. Racconta di una Regione Piemonte (e bisogna andare indietro nei decenni )  che ha dimostrato di non sapere credere, sfruttare, le proprie risorse, nonostante  – ricordano i due medici – scrittori – il suo valore continua ad essere fondamentale e inestimabile. “Le acque e i fanghi termali –  scrivono –  costituiscono una risorsa di disponibilità terapeutiche naturali di inestimabile valore: per questo da  alcuni anni si è sviluppato  un nuovo interesse per un settore della medicina per troppo tempo negletto. …La ricerca di ‘cune naturali’, anche la classe medica che nella crenoterapia può trovare una modalità terapeutica di supporto o di completamento per i trattamenti tradizionali o addirittura un mezzo di prevenzione per determinate patologie. Solo recentemente il termalismo ha acquisito la dignità della scienza. Sono state infatti condotte ricerche al fine di confermare, attraverso rigorosi criteri scientifici, la validità di una metodica curativa, in precedenza basata su prove empiriche e non razionali“.

Il Piemonte possiede un importante serbatoio di risorse nel termalismo che non sono  conosciute e sufficientemente sfruttate come meriterebbero, risolvendo  tanti problemi connessi allo spopolamento, all’abbandono di paesi, al tenore di vita  di chi è costretto a cercare fortuna oltre i confini.

Giancarlo Levra e Gian Franco Strani, fanno rilevare che lo scopo della loro pubblicazione è stata “ la ricerca e l’illustrazione delle terme piemontesi non più in attività, ma in passato erano caratterizzate dalla presenza del medico – che poteva garantire l’idoneità e la qualità dei trattamenti curativi – escludendo alcune fonti che pur molto frequentate per l’approvvigionamento libero di acque minerali, non avevano ovviamente i requisiti”.

Il libro contiene anche i ringraziamenti a:  Maria Panzia, Patrizia Vittonati, Angelo Canale Clapetto ( Borgofranco d’Ivrea), l’amministrazione comunale di Calliano, di Canobbio, di Cassano Spinola,  Giorgio Morando ( Castelletto d’Orba), Ristorante Fonte Solforosa ( Castelnuovo Don Bosco),  Scuola Elementare Classe V anno scolastico 200-2001, Maria Rosa Bazzi, Nina Prati ( Murisengo), sindaco di Ormea Gianfranco Benzo, rag. Enzo Briozzo (Ormea),  Monia Magni vice sindaco (Ottiglio),  Biblioteca Civica (Valenza),  Amministrazione comunale ( Vanzone con San Carlo), amministrazione comunale (Voltaggio).

L’opera è stata realizzata con il contributo di Lauretana, “l’acqua più leggera d’Europa”. 108 pagine, con illustrazioni fotografiche che, da sole, meritano un premio.

L. Cor. 

DUE PAGINE DEL LIBRO RISERVATE ALLA FONTE PERDUTA DI ORMEA 

 


L.Corrado

L.Corrado

Torna in alto