Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Grazie Loano, grazie lettori


Il Bel Paese dicono le statistiche europee è fanalino di coda, con la Grecia, nel numero di lettori di giornali quotidiani. Va meglio, invece, per il ‘mondo web‘, preferito dai giovani. E Loano è ‘addormentata‘, pigra, apatica nella graduatoria di chi legge ? E’ risaputo tra gli addetti alla ‘diffusione’, eccezione fatta per le notizie sensazionali. Ma c’è una sorpresa:  la mobilitazione delle coscienze di fronte all’addio di cittadini stimati, benemeriti, nonostante non siano stati beneficiati dai riflettori della cronaca politica o mondana. Sono 1400 i cittadini (pensiamo in maggioranza loanesi e dintorni) che hanno letto gli articoli di trucioli.it: “Loano ci ha lasciato il decano dei tassisti” (Sergio Castagnino) e “Loano mille grazie a Franco“, ex albergatore e poi ristoratore vicino al S. Corona.

Dal primo novembre scorso i lettori di trucioli.it, al momento in cui scriviamo  risultano dal ‘contatore’ del blog 13.126. Non c’è da brindare per un mini gruppo di volontari, tra limiti di cassa ed errori umani, con un’unica direzione di marcia: informazione non condizionata dalla pubblicità, né da interessi trasversali  (affiliazioni sociologiche, finanziarie, sindacali, professionali).  Non condizionati da ideologie del tipo: “Io non condivido quello che scrivi e lascio” . Come accade soprattutto nelle pubblicazioni della sinistra massimalista.

Una testimonianza significativa. Poco tempo fa visita a Loano e dintorni di tre colleghi, pensionati, conosciuti negli anni ’80 in un viaggio-studio del Secolo XIX in quel di Messina e Catania. Allora esperienze e tecnologie a confronto, vita di redazione, problematiche sindacali. Loro, con le sedi del giornali protette da alte reti e qualche precauzione.  C’erano pure colleghi in missione dalla Calabria e dalla Campania.

A Loano arrivati nei panni di turisti, rimasti stupiti, dalle difficoltà, dal clima che si respira girando col vecchio cronista con l’hobby di informare via blog. Operare in un ambiente dove si parla, ci si confida, ma prevale la paura, il timore delle ritorsioni  del potere nelle sue varie forme, politiche-amministrative e istituzionali. Colleghi del Sud sorpresi dalla mancanza di inchieste giornalistiche su temi scottanti o comunque  di grande evidenza socio-economica. Sorpresi dalla latitanza di quei giornali ‘battaglieri’ a destra, a sinistra, nonostante Loano sia lambita da vicende con risvolti nazionali. Sorpresi dalla autocensura nei confronti di palesi gruppi di ‘dominio’ locale (vedi edilizia immobiliare) dove non mancano parentele con esponenti dello Stato in ruoli delicati. Con un’Ospizio Marino ridotto da anni in rovina, inutilizzato. Una zona alberghiera che si affaccia sul moderno ed accogliente porto, annunciata in partenza dai diligenti giornali e web locali, almeno una quindicina di volte.

Nel centro storico assistono all’incontro casuale con un imprenditore  non più in attività. “E’ tanto tempo che non ci vediamo, sei diventato vecchio, a volte ti leggo sul blog, fai sempre il don Chisciotte contro i mulini a vento. La banda bassotti ti odia; è più forte di prima negli affari seppure con qualche defezione….”. I colleghi, curiosi, chiederanno: “Che bel nome hanno scelto…Di che si tratta?”.

E ancora ascoltano di una villa dove un tempo di guardia c’era pure il leone, era dotata di garitta sull’albero. Conoscono in parte le vicende perché anche i loro giornali si occuparono per i risvolti in Calabria, i processi.  Villa trasformata in  condominio. Domanda ovvia: “Gli amministratori, le forze di polizia e investigative da queste parti non c’erano mai state prima del sequestro per abusi edilizi?“.  Passiamo davanti ad un palazzo sul mare, da albergo in alloggi. Un loanese alla guida di uno scooter si ferma e barbotta sorgnone: “Cosa curiosate da queste parti, hai il permesso di Renzo“. Ovvia la domanda dei colleghi tra il serio e il faceto: “Ma come, qui opera un altro boss”.  A Loano, per fortuna, non si spara. La mafia dei colletti bianchi dove fa affari non uccide. Certo, meglio non sfidarla; lasciarla in pace. Al Sud i cronisti ne sanno qualcosa. Da queste parti, perlomeno, solo avvertimenti. Basta chiederlo al ‘talebano’ Cristian Abbondanza, Casa della Legalità di Genova.

Loano non è un’eccezione nei consigli a ‘farsi i fatti propri‘. ? probabile che, come altre località del ponente, sia orfana di  un personaggio autorevole e non condizionabile, credibile e di spessore etico. Che pratichi la legalità non solo a suon di annunci.  Si racconta, ad esempio, che il centro destra, con l’allora avvocato e deputato, Enrico Nan, volesse candidare sindaco il giudice loanese (ora cittadino di Albenga) Filippo Maffeo. Si opposero Angelo Vaccarezza e C? Tre anni fa  analogo tentativo portato avanti da un paio di promotori di una lista civica di centro sinistra. A ‘tramare’, con una telefonata a due giornalisti del Secolo XIX di Savona (e conseguente articolo ‘affossatore’) il ‘patron’ dell’ex Pci, Pds, Pd, Antonino Miceli, professionista del sindacato CGIL e della politica. E’ la quarta volta che lo chiamiamo in causa, non ha si è abbassato a replicare, magari smentire.  In compenso promosso capogruppo in Regione da quel Claudio Burlando che impose nel ‘listino’ degli aventi diritto al ben retribuito seggio di consigliere regionale, nella legislatura precedente, Robertina Gasco, abilitazione professionale in Calabria.

Come sia andata a finire, molti lo sanno. Lady Mastella è diventata seguace dell’altro Claudio, berlusconiano di fede e di ‘imprese giudiziarie’ (‘perseguitato dalla giustizia rossa’). Roberta per un periodo big del Pdl savonese appena un gradino sotto il ‘re delle barzellette’ (titolo  e articolo dell’impareggiabile IVG ). Almeno lei mai inquisita, impegnata nel ruolo più appropriato di mamma esemplare e mai coinvolta nella ‘malapolitica’. Seguendo le orme di papà, Aldo, guardingo e prudente ex segretario della Democrazia cristiana.

Conseguenze  sul ‘modello Loano‘ ? Non solo si è perso l’occasione, forse unica, di eleggere un sindaco ‘forte’, imporre una ventata di legalità e freno verso insaziabili affaristi del mattone, dell’evasione e della moltiplicazione di vani abitabili in aree già ingolfate; povere di spazi pubblici, dunque  qualità della vita che deprime il turismo qualificato. Genera caos sulle strade, nei parcheggi.

Il ‘condottiero Miceli’ ha arricchito la frittata. A Loano l’opposizione in consiglio comunale si è spaccata, divisa, indebolita. Al punto che l’esponente del Pd-donna (con il rispetto meritato) si è presa a brutte parole con il suo ex candidato sindaco. Magari si fosse fatta in quattro per la vergognosa situazione che sta ‘deturbando’ l’assistenza agli anziani loanesi del Ramella!  Con la colpevole latitanza del sindaco e del pio assessore, dopo aver incontrato ed assicurato le famiglie degli assistiti, un 50% non autosufficiente.

Ci siano consentiti due esempi-testimonianze istruttivi. Nei primi anni ’70 una locandina del Secolo XIX: “Notte di paura in Riviera, la terra trema per il terremoto“. A Loano un paio di personaggi, anche noti, acquistarono tutte le copie del giornale e fecero un falò, con tanto di megafono, sul lungomare.  “Rovinate il turismo, gli alberghi, i commercianti, fate inutile allarmismo’ fu l’accusa. “Non compreremo più il giornale….”.

L’estate scorsa un diligente corrispondente del Decimonono, Luca Berto, scrisse un paio di articoli sul grave episodio dell’inquinamento del mare. Causa allacci fognari abusivi?  E’ scattata un’ordinanza di chiusura per 15 stabilimenti balneari in zona centrale. Ecco cosa riferì ai lettori li primo storico quotidiano della Liguria: “Raggiunto telefonicamente e interrogato in merito alla questione, il presidente dell’associazione dei bagni marini di Loano, Marco Zappa, ha spiegato di non voler rilasciare dichiarazioni per i “toni eccessivi” con i quali sabato il nostro quotidiano ha dato ai propri lettori la notizia dell’ordinanza del sindaco Pignocca. La quale, come detto, vietava in modo responsabile di fare il bagno nel periodo della stagione estiva in cui si registra la più alta affluenza di turisti in città a causa dell’eccessiva presenza di un batterio che, anche se si trova normalmente nell’intestino degli esseri umani e ha un ruolo attivo e fondamentale nella digestione, in alcune situazioni e a seconda del ceppo è in grado di provocare tanto nell’animale quanto nell’uomo patologie di diversa gravità. Ma evidentemente Zappa avrebbe preferito il silenzio e la censura….“.

Non abbiamo nulla da obiettare a Zappa junior, è suo diritto dire come la pensa o stare zitto, pur in rappresentanza di una categoria. Figlio di genitori stimati, venuti dalla gavetta e che non appartengono ai ‘miracolati’. Furono giovani imprenditori e lavoratori (entrambi a Borghetto, anni ’60, in un’azienda di acque minerali). Le famiglie di appartenenza non hanno beneficiato della ‘manna edilizia‘, né di attività balneare acquisita o venduta ‘a metro d’oro’. L’hanno eredita da famiglie oneste, laboriose e rispettate. Senza conflitti di interesse. Auguriamoci che il ‘vento del rinnovamento‘, dell’impegno giovanile in politica e a Palazzo Doria raggiunga presto Loano. Ci sia finalmente spazio per la meritocrazia. Anziché sgomitare per le prossime elezioni sarebbe una vera svolta preoccuparsi delle prossime generazioni.

Luciano  Corrado 


L.Corrado

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