Trucioli

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Savona/ Lagasio, ingegnere: Aurelia bis? Ecco le colpe dello scempio


Aurelia-bis, a Savona. Un disastro annunciato che purtroppo non risolverà i gravi problemi che soffocano la città, anzi li aggraveranno. Ma il progetto  esecutivo bisognava fermarlo prima, invece a Savona si accendono le polveri e fuochi d’artificio quando il bue è scappato dalla stalla.  Sarebbe interessante conoscere chi sono i veri artefici finali di questo colpo di grazia alla città.  Parla, su nostra sollecitazione,  Mario Lagasio, 66 anni, ingegnere, già giovane esponente della Dc-Forze Nuove negli anni ’80. Ha poi lasciato il partito per contrasti; è statato capogruppo in seno alla Comunità del Giovo e nel consiglio di amministrazione dell’Iacp, prima del suo scioglimento e trasformazione in Arte. Tra i testimoni ‘silenziosi’ di fatti e misfatti

Sullo scorso numero di trucioli.it abbiamo pubblicato un’intervista ad un esponente regionale ex Dc che ha parlato anche dei retroscena sull’Aurelia bis, con nomi e cognomi. E’ vero ha chiesto di non essere citato per via degli incarichi associativi che ricopre, ma nessuno ha finora smentito quelle frasi virgolettate. La domanda a cui restava da dare risposta era: ma chi è stato l’ultimo artefice che ha acceso il semaforo verde alla contestatissima opera? Aveva fatto un nome che noi abbiamo omesso, l’allora ministro Pietro Lunardi, contitolare di una grossa società di lavori stradali, ferroviari, portuali, edilizi. Lunardi, legittimamente fino a prova contraria, aveva suggellato un’opera che a livello locale vedeva tra i più autorevoli sponsor il senatore Zunino e l’ex sindaco ed assessore regionale Ruggeri.

Che può dirci l’ingegner  Lagasio?  

Non ho segreti da rivelare, anch’io mi sono continuato a chiedere chi aveva firmato l’ultimo lasciapassare dell’Aurelia bis.  Mi dicono che sia Lunardi,  ne sono all’oscuro.

I lavori sono stati appaltati a Bonifica Spa….non è della Galassia Lunardi? C’è chi sostiene di averlo letto sui giornali locali.

Io non lo so, non sono abituato a parlare senza documentarmi.

Tra storici esponenti della vecchia Dc, c’è chi assicura che lei aveva seguito l’Aurelia-bis nella fase iniziale.

Mi ero interessato quale capogruppo della Comunità del Giovo. Ero andato all’ANAS di Genova. Avevo parlato con l’allora dirigente e mi disse, ne sono certo, della disponibilità dell’Anas ad acquistare un tratto dell’A 10 tra Albisola e Savona. Che erano disponibili i soldi da dare alla società  Autostrade. Mi parlò di 90 miliardi di lire.  Eravamo negli anni ’80.

Era solo all’incontro? Ne parlò con altre persone?

All’Anas ero solo, nei giorni successivi incontrai l’ingegnere capo della provincia, Domenico D’Ambrosio. Mi confermò che c’era accordo su quella soluzione e  il pieno consenso della giunta provinciale in carica. Evidentemente si è cambiato idee, ma non so altro.

Lei da tecnico in Savona e da politico, seppure di secondo piano, si sarà fatto una ragione, un’ipotesi di cosa possa essere accaduto…

Non l’ho mai capito  e non ho certezze. Probabilmente è subentrato qualche altro interesse.  Da tecnico direi che hanno bisogno di portare a mare del materiale ed ecco  sbucare dal cilindro la galleria unica. Da savonese aggiungo che, a mio avviso,  si tratta di  scempio ambientale. Non solo, lascerà immutati i gravi problemi di viabilità. In Via Torino ci sono già ora code e cosa accadrà….?

Chi ha sbagliato dovrebbe essere ‘messo alla berlina’, invece….

Non faccio il giudice, prendo atto da anni che l’errore principale dei savonesi, pochi esclusi,  è che quando si deve contestare la fase iniziale di uno scempio nessuno, o quasi, interviene.  Libera stampa inclusa.  Sulle barricate si sale sempre quando  è troppo tardi.  Una tesi che sostengo da anni. Vuole un esempio? Le osservazioni-contestazioni al Puc per il mancato miglioramento  della viabilità verso levante.  Gli unici che erano associati, peraltro senza risultato, è stata La Consulta Culturale Savonese.  Ci rendiamo conto che a levante esiste solo l’Aurelia? Quando a Savona è venuto il visita il Papa e ho dovuto recarmi in Valloria, sono stato costretto a percorrere la strada di S. Nazario, larga due metri e mezzo.

Può dirci di un’altra ‘chicca’ di sprechi e assurdità nella Savona del terzo secolo dopo Cristo?

Non faccio il censore, ma prende atto che mentre  si parla tanto di soldi, debiti e necessità di fare cassa, il Comune si è avventurato nell’intervento edilizio-immobiliare  di via Stalingrado, ex sede Ferrovie, con locali per attività artigianali e simili.  Non sono molto sicuro che per i cittadini si sia tradotto in un affare alla luce dei bilanci del Comune. Capofila, diciamo così, è l’IPS dell’immancabile presidente Ruggeri.  Non solo, alla fine hanno ristretto la vecchia via Stalingrado e ci ritroviamo più code e tempi di percorrenza maggiori sia verso Vado Ligure, sia verso Savona.  Se non sbaglio, ci troviamo  spesso in presenza di auto in coda  ed accade che non abbiano facile transito le stesse autoambulanze provenienti dall’Autostrada. Ci rendiamo conto di cosa parliamo? Impossibile anche volendo salire sui marciapiedi con le ruote perché sono alti.  Realizzati  in funzione della pista ciclabile.  Scusate, pazienza chi progetta, ma chi sorveglia ed è pagato, può arrogarsi il diritto  di simili nefandezze?

Qualche inedito aneddoto in tema di Iacp che nel 1983 fu definito, con sentenza, l’ente più corrotto della Provincia…Una storia senza fine quella di certi edifici ‘popolari’…

Sedevo in minoranza nei banchi del consiglio di amministrazione Iacp, anni ’90.  Venne varata una delibera con aree dell’ente  da cedere a cooperative per alloggi di edilizia convenzionata ad Albenga e Celle.  C’era pure in ballo l’impresa Nucera. Mi opposi, dopo 15 giorni ed aver speso 5 milioni di parcella, l’avvocato Gerbi di Genova confermò che sarebbe stato illegittimo dare are Iacp direttamente alle cooperative.  Semmai era d’obbligo la priorità al Comune.  Conclusione: l’Iacp ha costruito direttamente, ci ha guadagnato dei soldi e non pochi. La volpe perde il pelo, non il vizio e in un silenzio assordante un’operazione simile a quella che avevo sventato, è stata portato in porto a Savona, in corso Ricci, con almeno un protagonista ritornato in campo, seppure oggi inseguito da ordine di cattura per altre vicende e latitante.

 

L. Cor. 

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L.Corrado

L.Corrado

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